Per Casapound “Silvia Salis fuori dal perimetro del diritto”, la sindaca: “Loro fuori dal perimetro della Costituzione”

  • Postato il 18 febbraio 2026
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Generico febbraio 2026

Genova. “Silvia Salis è fuori dal perimetro del diritto”, attacca Casapound. “Sono loro a essere fuori dal perimetro della Costituzione”, risponde la sindaca di Genova. Botta e risposta a distanza sul tema della sede aperta nel 2027 dalla forza politica di estrema destra in via Montevideo, e non solo.

Ieri Salis ha affermato di avere sottoposto la questione all’ordine del giorno di un tavolo in prefettura viste le ripetute tensioni sviluppate nel quartiere della Foce a causa delle varie manifestazioni dei centri sociali contro la presenza di quella sede.

Proprio ieri, Salis, ha incontrato una delegazione di Genova Antifascista. Al momento non ci sarebbero gli estremi per uno sgombero di Casapound, essendo la sede regolata da un contratto di affitto tra privati ma la sindaca ha detto sia di voler tutelare le esigenze dei residenti e commercianti, che si sentono “assediati”, sia che “non è solo un problema di localizzazione, ma di opportunità politica, Casapound non è gradita a questa amministrazione”.

Casapound: “Silvia Salis si pone fuori dal perimetro del diritto, sostiene istanze antagoniste”

Oggi da Casapound una nota di attacco. “Silvia Salis si pone fuori dal perimetro del diritto“, esordisce il comunicato stampa di Cpi che definisce le dichiarazioni di Salis “gravi e pericolose”. E ancora: “Chiedere la chiusura d’imperio di una sede politica regolare solo perché non ne condivide le idee significa oltrepassare il perimetro della legittimità politica”. In realtà, appunto, la sindaca non ha chiesto “una chiusura di imperio” ma ha domandato all’ente che rappresenta il ministero dell’Interno sul territorio, la prefettura, di affrontare la questione.

Per Casapound, però “ancora più inquietante è la scelta del sindaco di farsi portavoce presso la questura delle istanze di “Genova Antifascista”, realtà che negli ultimi anni ha alzato il livello dello scontro con minacce, contenuti violenti e prese di posizione pubbliche inaccettabili per qualsiasi istituzione seria”. Poi da Cpi citano i fatti di cronaca avvenuti a Lione, in Francia, con l’omicidio di un giovane militante di estrema destra, Quentin Deranque, nell’ambito di un’aggressione da parte di antifascisti (tra i fermati un assistente di un parlamentare di France Insoumise, sinistra).

Ricordiamo che nel 2020 tre militanti di Casapound sono stati condannati dal tribunale di Genova aver accoltellato un militante antifascista, due anni prima, mentre affiggeva dei manifesti non lontano dalla sede di Casapound in via Montevideo.

“Mettere in programma di cancellare associazioni legittime e sostenere movimenti che diffondono materiale inneggiante alla violenza rappresenta un segnale che non può essere ignorato – sottolineano ancora da Casapound nel comunicato – da tempo è evidente l’esistenza di una rete europea di movimenti illegali, in alcuni casi dichiaratamente terroristici, che promuove lo scontro fisico e che avrebbe anche contatti e coperture istituzionali in Italia. Dopo queste dichiarazioni, il sindaco di Genova è chiamato a chiarire il suo rapporto con i collettivi antagonisti della città“.

“Inoltre – continua la nota – respingiamo con fermezza le insinuazioni relative alla nostra presenza, che a detta del sindaco sarebbe ‘provocatoria’, nei pressi di piazza Alimonda. Da anni operiamo nel rispetto dei luoghi e della memoria di ogni caduto politico, senza che alcun simbolo commemorativo sia mai stato toccato. Per noi, al contrario di chi vandalizza le targhe di Norma Cossetto e Ugo Venturini, il ricordo è uno spazio inviolabile”.

“Da anni – conclude la nota – operiamo a Genova attraverso raccolte alimentari e attività di protezione civile, intervenendo durante la mareggiata di Rapallo, nelle alluvioni in Toscana e Romagna e nel tragico crollo del ponte Morandi. Se il sindaco ritiene preferibile sostenere chi legittima l’odio e l’apologia di omicidio, se ne assuma la piena responsabilità politica. Se per il sindaco la cittadinanza viene dopo la tutela di metodi eversivi e gli abitanti della Foce dopo la pretesa di ‘cacciarci’, per noi Genova e gli italiani restano la priorità assoluta”.

Salis: “Casapound fuori dal perimetro della Costituzione, non accetto giochini populisti”

“Se Casapound sostiene che le mie dichiarazioni sono fuori dal perimetro del diritto, io sostengo, e non solo io ma la Costituzione italiana, Casapound è fuori dal perimetro della Costituzione perché è inutile ricordare la 12esima disposizione transitoria finale della nostra Costituzione che vieta tutto quello che loro sostengono a gran voce nel loro progetto politico e culturale“, così oggi, la sindaca di Genova in risposta al comunicato stampa di Casapound.

“Detto questo, io sono un’amministratrice progressista, non populista, quindi riesco a distinguere quella che è la giusta difesa della quiete della cittadinanza dall’assedio al quale si sentono sottoposti gli abitanti intorno alla sede di Casapound, ma nello stesso tempo come amministrazione progressista non posso accettare una sede di Casapound esista in una città che è Medaglia d’oro per il valore militare durante la Resistenza, una città profondamente solidale e progressista”, aggiunge Salis.

“Per cui se pensano di fare il giochino populista dicendo ‘Allora sei con quelli che fanno il caos’ rispondo che noi, invece, siamo i difensori dell’ordine. Ecco, una grande caratteristica dell’estrema destra è sempre stata quella di pensare di essere dalla parte della legge. La legge, soprattutto la Costituzione in questo paese parlano molto chiaro, per cui io ho espresso la mia posizione di amministrazione progressista, non mi faccio trascinare in questo fango dove evidentemente qualcuno sguazza molto bene, si può essere progressisti, difendere sicuramente la sicurezza di una città e continuare a difendere l’ideologia antifascista sulla quale si basa l’Italia”.

Alla domanda se spingerà a livello nazionale perché Casapound sia sciolta, Salis risponde: “Non devo spingere io perché Casapound sia sciolta, Casa Pound può operare in un Paese democratico proprio perché l’ideologia che loro contrastano ha reso questo paese un paese democratico. Perché se questo Paese non fosse democratico e fosse fondato su un’ideologia che tenda a escludere le opinioni dissonanti dalle loro, loro non esisterebbero. Per cui se ci fosse stato un approccio, diciamo, fascista nel momento in cui è stata elaborata la Costituzione loro non potrebbero esistere. Devono ringraziare quei principi democratici e antifascisti se possono andare in giro a dire le cose che dicono e a fare comunicati come quelli di oggi”.

Bianchi (Fdi) “Salis riceve solo chi fa parte della sua parte politica”

Sulla decisione di Salis di incontrare gli esponenti di Genova Antifascista, le critiche della capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Alessandra Bianchi:”Lascia molto perplessi la velocità con cui il sindaco Salis abbia ricevuto chi, da mesi, tiene sotto scacco un intero quartiere con manifestazioni di cui ancora si contano i danni, chi attacca le forze dell’ordine e i rappresentanti delle istituzioni democraticamente eletti mentre fatica a trovare spazio nella sua agenda per i cittadini che da mesi le chiedono un incontro”.

Martini (Democrazia sovrana e popolare): “Sicurezza urbana, a Genova più narrazione che sostanza”

“A Genova la sicurezza urbana è ormai terreno di scontro politico permanente, ma sotto i riflettori sembra esserci più narrazione che sostanza” dichiara Erica Martini, membro del Senato di Democrazia Sovrana Popolare. Secondo Martini, il tema viene costantemente declinato dall’amministrazione comunale in chiave di diritti sociali, inclusione e immigrazione. “La sindaca Silvia Salis insiste su una lettura prevalentemente ideologica della sicurezza, legandola quasi esclusivamente all’inclusione sociale» osserva. «Ma per molti cittadini la quotidianità racconta altro: autobus sovraffollati, scuole con manutenzioni rinviate, strade degradate, servizi pubblici ridotti all’essenziale”.

L’ex Casapound Lombardi: “Stravagante per Salis accogliere Genova Antifascista”

Anche Andrea Lombardi, saggista genovese, vicino ad ambienti di estrema destra (venerdì era al convegno del comitato Remigrazione) e candidato in passato con Casapound, attacca sulla decisione di Salis ricevere Genova Antifascista a palazzo Tursi: “Genova Antifascista ha nel suo curriculum una lunghissima lista di altri atti illegali e di danneggiamenti, la targa alla memoria di Norma Cossetto e della stele in ricordo delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, statua dell’aviatore e fondatore della Piaggio Giorgio Parodi, targa alla vittima di un attacco comunista Ugo Venturini, alla passata sede FdI alla Foce, minacce a politici della Lega e FdI, apologia dell’assalto alla redazione della Stampa a Torino, manifestazioni violente con attacchi alla polizia, tutti rivendicati via social o con comunicati. Ritengo veramente stravagante che il sindaco Silvia Salis accolga esponenti di Genova Antifascista a Tursi e ne riceva le istanze come se fossero dei politici, cittadini o un’associazione normale della società civile, senza poi, nella sua intervista post incontro, spendere mezza parola per un distinguo rispetto alla illegalità degli atti sopra citati”.

Sanna (Pd): “Bene le parole di Salis, anche Bucci prenda una posizione chiara”

“Genova è antifascista. Punto. Le parole della sindaca Silvia Salis sono giuste, legittime e coerenti con la storia e l’identità della nostra città e della nostra regione. Quelle di CasaPound sono solo accuse e strumentalizzazioni da respingere con forza e fermezza. Sono parole di chi tenta di ribaltare la realtà parlando di perimetro del diritto quando l’antifascismo è il fondamento stesso della nostra Costituzione. Qui non si difendono provocazioni, si difendono valori democratici”, così il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Armando Sanna, dopo gli attacchi di CasaPound alla sindaca di Genova Silvia Salis che ha preso posizione contro la presenza di CasaPound in città.

 “È inaccettabile che si provi a mettere sullo stesso piano chi richiama i principi costituzionali e chi continua a rappresentare un’area politica che si richiama a ideologie condannate dalla storia. Le attività sociali o di protezione civile non possono diventare uno scudo per sottrarsi a un giudizio politico e culturale netto. Per questo chiediamo anche a Bucci e alla sua Giunta di prendere una posizione chiara a sostegno delle scelte della sindaca di Genova. Le istituzioni hanno il dovere di affermare senza ambiguità da che parte stanno. Solidarietà alla sindaca Salis, Genova, medaglia d’oro alla Resistenza, è e resterà sempre antifascista”, conclude Sanna.
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Genova24

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