Per Peter Cameron c’è un regista finalmente all’altezza dei suoi libri: Scorsese

  • Postato il 26 marzo 2026
  • Di Il Foglio
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Per Peter Cameron c’è un regista finalmente all’altezza dei suoi libri: Scorsese

Martin Scorsese ha deciso il nuovo capitolo del grandioso omaggio che gli ha dedicato Rebecca Miller (“Mr Scorsese” su Apple Tv+: garantisce svariate ore di chiacchiere intelligenti). Qualche giorno fa abbiamo visto la prima foto: un inedito Leonardo DiCaprio con il baffi – ecco perché li aveva alla cerimonia degli Oscar, dove i premi lo hanno solo sfiorato: “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson ha avuto sei statuette, lui nulla. Accanto a lui Jennifer Lawrence con una cappa di tweed lunga fino ai piedi, intorno solo neve.

Per il prossimo film, Scorsese ha scelto uno dei romanzi più misteriosi di Peter Cameron, scrittore americano bravissimo e di culto per i fan. Pubblicato da Adelphi, si intitola “Cose che succedono la notte”. Racconta una coppia americana in viaggio verso un profondo nord non troppo precisato: in Europa, i due sono diretti verso un orfanotrofio per adottare un bambino, ma lei è malata e fragile. Prendono alloggio in un posto dal nome impronunciabile, Borgarfjaroasysla Grand Imperial Hotel: si direbbe la versione dark del Grand Hotel Budapest di Wes Anderson. Lì c’erano pareti rosa e cornicioni color panna, qui tutto è scuro, buio, polveroso, arredato con tappeti e mobili di gusto discutibile. Il bar è aperto tutta la notte e frequentato da un’anziana cantante; un uomo d’affari del vecchio modello, niente diete e palestra; un guaritore, o sedicente tale.

Il Prague Reporter scrive che le riprese sono iniziate a metà marzo nella Repubblica Ceca. A Ustek in Boemia, famosa per la sua sinagoga, poi allo Chateau Kotera, edificio neoclassico progettato all’inizio del Novecento dall’architetto che gli ha dato il nome. Adesso è un quattro stelle, dovranno lavorarci un po’ per simulare la decadenza. Al cast si sono aggiunti Mads Mikkelsen, Patricia Clarkson, Jared Harris (produce Apple Tv+). Forte di sei film già girati con Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio a Jennifer Lawrence che gli chiedeva consigli ha suggerito “comprati un Dvd, ti darà un sacco di film da guardare”. Per Peter Cameron, e i suoi piccoli fan quali noi siamo, la speranza di un regista finalmente all’altezza. E ben sintonizzato, la bravura non basta. James Ivory aveva girato un film da “Quella sera dorata” (sempre Adelphi) con Anthony Hopkins, Laura Linney e Charlotte Gainsbourg. Il cast c’era, ma l’intreccio poco giudizioso tra biografia, parenti sopravvissuti e congiunti che ostacolano il lavoro del biografo, grandi verità come “Dio ti dà le rughe, ma ti abbassa anche la vita perché tu non le veda” andava purtroppo smarrito.

Poi è arrivato “Un giorno questo dolore ti sarà utile”: un verso di Ovidio che fa bella mostra di sé all’entrata di un campeggio estivo per ragazzini. Lì finisce il protagonista James, ragazzo solitario che non lega con i coetanei – solo nonna Nanette lo capisce. E regala al lettore pungenti osservazioni sull’arte contemporanea e certe sue derive. Il film lo ha girato Roberto Faenza, pochissimo in sintonia con le paturnie originali su cui il romanzo è costruito. Del ragazzino intelligente e caustico, che si deve arrangiare tra genitori assenti – e quando son presenti, è pure peggio – resta pochissimo. Nulla è rimasto in pace sullo scaffale. Da “Il weekend” ha tratto un film il regista Brian Skeet, con Gena Rowlands, nella parte di Laura. E’ l’anziana madre di Nina, uno dei personaggi del girotondo amoroso e automobilistico, e finisce per investire con la macchina uno degli ospiti. Ora ci sarebbe “Coral Glynn”, ambientato negli anni 50 in Inghilterra. Gran prova di bravura, per chi è nato nel New Jersey.

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Autore
Il Foglio

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