Perché Bebe Vio ha deciso di lasciare la scherma proprio adesso, l'annuncio-manifesto da Fazio a Che tempo che fa
- Postato il 16 marzo 2026
- Di Virgilio.it
- 9 Visualizzazioni
Quando Bebe Vio si è seduta nel salotto televisivo di Fabio Fazio a Che tempo che fa, la percezione che stesse per consumarsi un cambiamento epocale nella storia dello sport paralimpico era più che annunciato. Non prevedibile, certo, ma logico per via anche della sua presenza su quella poltrona mentre i Giochi Paralimpici erano in procinto di chiudere il capitolo Milano Cortina 2026. Per la campionessa di scherma anche l’ultima Paralimpiade di Parigi 2024 si era rivelata un dramma, a causa di un problema che per sua stessa ammissione aveva intrinsecamente segnato la via del non ritorno. Inutile negare, Bebe Vio ha preso l’unica decisione sensata possibile, nel quadro di una situazione alquanto delicata che l’ha investita e che aveva già pregiudicato le sue condizioni di salute.
- Bebe Vio a Che tempo che fa, ospite di Fabio Fazio
- Perché lascia la scherma
- I problemi alle Paralimpiadi di Parigi 2024
Bebe Vio a Che tempo che fa, ospite di Fabio Fazio
Non è la prima intervista che Bebe Vio rilascia. Piuttosto, assume presto i contorni della confidenza, dell’ammissione, del manifesto programmatico di una sportiva che ha costruito un progetto e sostenuto il movimento paralimpico dall’interno, mostrando senza filtri la sua determinazione. Deve lasciare la scherma, il suo sport fin da bambina, prima e dopo la malattia, per via dei rischi e delle sofferenze derivanti dall’attività agonistica.
“Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente…Non l’ho mai detto a voce alta, purtroppo è finita con la scherma, non ce la faccio più fisicamente…Adesso abbiamo, dico ‘abbiamo’ con la squadra perché posso farlo solo grazie a un gruppo di persone che mi sta dietro in questo momento, abbiamo iniziato con l’atletica. Penso di fare i 100 metri”, ha dichiarato a Che Tempo che fa, nella puntata di domenica sera.
Perché lascia la scherma
Una non scelta, ma l’alternativa percorribile per Vio che ha sostenuto con il suo corpo, la sua identità e il suo ruolo pubblico la crescita del progetto per poi dedicarsi a una sua associazione a sostegno dei più piccoli e della loro necessità di protesi.
Al Corriere della Sera, in un’intervista, ha confermato quanto aveva già ammesso dopo il bronzo a Parigi. “Mi stavo distruggendo. Non perché faccia male, anzi fa benissimo. Il mio tipo di scherma faceva molto male a me”.
Vio spiega al Corriere di aver avuto “problemi al gomito, poi dolori a schiena, collo, anche alla testa. Un trauma, sotto tutti i punti di vista. Ho iniziato ad avere incarichi in Federazione per non mollare del tutto. È una vita che sono con la squadra, non saprei stare senza”.
I problemi alle Paralimpiadi di Parigi 2024
La sua valutazione è maturata in un arco di tempo importante. “Un anno di preparazione. Ho sempre usato dall’addominale in su, ora devo lavorare sotto. Ho fatto visite mediche e risonanze, anche. Al ginocchio destro in particolare, era quello che volevano amputare quando mi è venuta la meningite”, ha spiegato. Adesso “sto imparando qualcosa di totalmente nuovo. All’inizio era tutto troppo impossibile. Lo è ancora, ma almeno sappiamo che le gambe mi stanno seguendo».
L’ambizione dei 100 m non è isolata: “è diverso. Alzare le ginocchia, spingerle in giù, come muovere braccia, testa, collo, busto, bacino. Tutto nuovo. Sto riadattando la mia testa a muovere il corpo come non lo ho mai mosso”. È difficile ma “bellissimo. Ogni volta imparo qualcosa di nuovo”.