Perché i saltatori con gli sci volano a "V"?

  • Postato il 9 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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Tra le varie discipline alla ribalta delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, in questi giorni è il turno del salto con gli sci. Dove, in realtà, più che saltare, si cade, cercando però di rallentare la caduta il più possibile. È questa l'idea controintuitiva alla base della posizione a V, la tecnica che ha trasformato una disciplina olimpica in una dimostrazione spettacolare di fisica applicata. Fino agli anni '80 i saltatori tenevano gli sci paralleli, convinti che fosse la posizione più aerodinamica. Tutto cambiò con lo svedese Jan Boklöv: iniziò a saltare con gli sci aperti a V, inizialmente quasi per errore. I giudici lo penalizzavano per lo stile "brutto", ma i suoi salti erano incredibilmente più lunghi. Perché? Il punto K e la vittoria della fisica sulla tradizione Per capire la rivoluzione di Boklöv bisogna sapere come funziona il punteggio. Ogni atleta effettua due prove e la distanza viene misurata rispetto al punto K: un riferimento sul profilo del trampolino che indica la distanza "standard". Atterrare sul punto K dà un punteggio base; superarlo regala bonus, fermarsi prima costa caro. A questo si aggiunge il voto di stile, assegnato da cinque giudici. Boklöv perdeva punti nell'estetica, ma guadagnava così tanta distanza da sbaragliare la concorrenza. Alla fine, la scienza ha vinto sulla forma.. L'ala virtuale: come la posizione a V genera portanza Aprendo gli sci l'atleta non aumenta la superficie fisica, ma crea una sorta di "ala virtuale". Mentre con gli sci paralleli l'aria scivola via lateralmente, con la V si crea un accumulo di alta pressione tra le punte e il corpo del saltatore. Come previsto dal principio di azione e reazione l'aria viene deviata verso il basso e spinge l'atleta verso l'alto. Ne risulta una portanza (la forza che spinge verso l'alto un corpo "investito" da una corrente d'aria) superiore del 28%, che rallenta drasticamente la caduta verticale. Non è il volo di un aereo, ma una planata aerodinamica ad altissima efficienza: un aliante umano, insomma.. I numeri del decollo: 100 km/h e 7 secondi di sospensione I dati confermano l'efficacia di questa "caduta controllata". La velocità al decollo tocca i 90–100 km/h; l'angolo tra gli sci varia tra i 30 e i 45 gradi, mentre il corpo si inclina in avanti di circa 20 gradi per fendere l'aria. Nei trampolini "Large Hill", il tempo di volo può superare i 7 secondi, con distanze oltre i 140 metri (che superano i 250 metri nello ski flying, la versione "estrema" e del salto con gli sci, che si pratica con speciali trampolini). Il segreto dell'assetto: non vince chi salta, ma chi rallenta Il decollo non serve a "saltare in alto", ma a impostare l'assetto: testa bassa, schiena piatta, braccia aderenti al corpo. Ogni minimo errore aumenta la resistenza e "spegne" il volo. La posizione a V del salto con gli sci è diventata jn po' il simbolo delle Olimpiadi moderne ed è anche il manifesto di una verità fondamentale dello sport moderno: per vincere servono, certo, la potenza fisica e l'allenamento costante, ma è utile anche una certa "astuzia scientifica" da usare a proprio favore..
Autore
Focus.it

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