Periferie torinesi tra orti, pollai e trappole: denunce per maltrattamenti e bracconaggio
- Postato il 20 marzo 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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SETTIMO TORINESE – Dalle baracche agli orti, dalle aree verdi retrostanti i campi fotovoltaici ai pollai improvvisati: le periferie di molte città torinesi si confermano luoghi dove gli animali non trovano sicurezza, ma rischiano maltrattamenti e trappole mortali. A denunciarlo è Stop Animal Crimes Italia, ente nazionale di denuncia e vigilanza zoofila, dopo controlli mirati nelle aree periferiche di Borgaro Torinese, Caselle e Settimo Torinese.
Durante le verifiche, gli investigatori hanno sequestrato diversi cani tenuti in condizioni precarie, spesso isolati in baracche, con i proprietari denunciati per maltrattamento e abbandono di animali. Ma il quadro che emerge è più inquietante: gli orti e i terreni periferici si trasformano in vere e proprie “zone franche”, dove trappole per animali e strumenti vietati sono lasciati senza controllo, mettendo a rischio non solo gli animali domestici, ma anche la fauna locale.
Trappole e bracconaggio a Settimo Torinese
Nel territorio di Settimo Torinese, gli agenti zoofili hanno scoperto trappole destinate alla cattura di cani e gatti, installate per proteggere polli e galline. Tra queste anche potenti ami con esche, che sono stati posti sotto sequestro. Il proprietario del terreno è stato denunciato per maltrattamento animale e deferito per caccia con mezzi vietati e bracconaggio.
Caselle e Borgaro: la gabbia elettronica distrutta
Tra Caselle e Borgaro Torinese, le guardie zoofile hanno rinvenuto una gabbia trappola con chiusura elettronica nascosta dietro piante e bambù nei pressi di un campo di pannelli fotovoltaici. Le indagini, disposte dalla Procura di Torino, avevano inizialmente attribuito la trappola a un cacciatore della zona. Tuttavia, durante uno dei sopralluoghi per gli accertamenti delegati, una ruota dell’auto di servizio degli investigatori è stata danneggiata e la gabbia, nonostante fosse stata sequestrata e delimitata con nastro segnaletico, è stata ritrovata distrutta.
“Un gesto spregiudicato che evidenzia come il bracconaggio non sia solo una realtà del passato, ma una minaccia concreta per gli animali anche oggi”, commentano gli investigatori di Stop Animal Crimes Italia.
Maltrattamenti diffusi e sanzioni insufficienti
Le indagini proseguono per accertare i gravi reati, che spaziano dalla caccia con mezzi vietati al danneggiamento fino alla violazione dei sigilli. Il fenomeno dei maltrattamenti agli animali rimane preoccupantemente diffuso sul territorio piemontese, alimentato sia da motivazioni culturali sia dalla debolezza delle normative. In molte aree, cani e altri animali continuano a essere trattati come oggetti, fonte di cibo o di pellicce, e le sanzioni previste dalla legge risultano spesso troppo blande rispetto alla tutela del bene giuridico rappresentato dalla vita e dalla salute degli animali.
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