Petilia, macellaio condannato a 6 anni e 6 mesi per tentato omicidio
- Postato il 12 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Petilia, macellaio condannato a 6 anni e 6 mesi per tentato omicidio

Condannato a 6 anni e mezzo il macellaio di Petilia Policastro accusato di tentato omicidio, incolpava un collega del licenziamento.
PETILIA POLICASTRO – Sei anni e sei mesi di reclusione. Questa la decisione della gup del Tribunale di Crotone Elisa Marchetto nei confronti di Fabio Saporito, il macellaio 57enne accusato di tentato omicidio. Il pm Umberto Iurlaro aveva chiesto una condanna a 8 anni e 8 mesi. Per una pena più lieve rispetto a quella sollecitata dalla pubblica accusa si era battuto l’avvocato Antonio Ierardi, che ha evidenziato il risarcimento del danno già corrisposto dal suo assistito. «Non ho sparato per uccidere ma solo per dare un avvertimento», aveva affermato, nel corso dell’interrogatorio, l’imputato.
IL LICENZIAMENTO
L’uomo era stato fermato dai carabinieri per tentato omicidio, minacce e reati di armi. Secondo la ricostruzione della Procura di Crotone, Saporito, che lavorava come macellaio in un supermercato, non avrebbe accettato il licenziamento. Dopo i dissidi nati dietro il bancone del supermercato, avrebbe deciso di farsi giustizia da solo imbracciando un fucile. Pare incolpasse un collega, F. G., 58enne di Mesoraca, del licenziamento. Questi si trovava a bordo della sua vettura quando è stata affiancata da quella del macellaio. L’aggressore sparò un colpo di fucile che ha mandato in frantumi il finestrino posteriore del mezzo. F. G. rimase fortunatamente illeso.
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IL CAPRETTO
I carabinieri rintracciarono l’indagato subito dopo il fattaccio. Nel corso dell’udienza di convalida del fermo, sostenne di essere stato minacciato dal collega. «Ti scanno come un capretto», la presunta minaccia rivolta a Saporito, che avrebbe così reagito sparando. Il suo intento, ha sostenuto la difesa, non era uccidere. Se avesse voluto uccidere lo avrebbe fatto perché il collega era a distanza ravvicinata.
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