Piccioni "cyborg": droni controllati dal cervello

  • Postato il 26 febbraio 2026
  • Di Focus.it
  • 7 Visualizzazioni
Un tempo erano messaggeri affidabili: portavano missive sfruttando la capacità biologica di saper tornare alla piccionaia d'origine; oggi potrebbero invece diventare avanzatissimi strumenti tecnologici. Stiamo parlando dei volatili più diffusi nelle nostre città, i piccioni, che una società biotech internazionale sostiene di poter trasformare in efficienti "bio-droni", ossia in animali equipaggiati con microchip, telecamera e sensori, capaci di essere guidati a distanza attraverso stimolazioni neurali. L'idea può sembrare un parto della fantascienza, ma si inserisce invece in un filone di ricerca reale, quello delle interfacce cervello-macchina applicate agli animali. Secondo la Neiry Group, il sistema è già pronto per l'uso in scenari operativi come ricerca e soccorso o monitoraggio ambientale. Tuttavia, accanto alle promesse tecnologiche, emergono interrogativi scientifici ed etici.. Guida neurale. Il principio alla base di questi bio-droni è relativamente semplice: sfruttare il sistema nervoso dell'animale per influenzarne i movimenti. Attraverso un intervento chirurgico vengono impiantati microelettrodi nel cervello del piccione, collegati a un piccolo dispositivo di controllo montato sul dorso insieme a una telecamera e, in alcuni casi, a pannelli solari. Durante il volo, impulsi a bassa intensità stimolano specifiche aree cerebrali, inducendo l'animale a preferire una direzione rispetto a un'altra. Quando la stimolazione è assente, il comportamento resterebbe naturale, almeno secondo quanto dichiarato dai ricercatori. Tecniche simili sono tra l'altro già state studiate in ambito accademico su roditori e insetti, dove la stimolazione neurale può influenzare il movimento senza sostituirsi completamente ai meccanismi biologici.. Piccioni versus droni. Ma perché non affidarsi esclusivamente alla tecnologia? L'uso di animali come piattaforme di volo presenta, almeno sulla carta, alcuni vantaggi rispetto ai droni meccanici. I piccioni sono in grado di coprire lunghe distanze, anche centinaia di chilometri in un solo giorno, senza bisogno di batterie o manutenzione tecnica. Sono inoltre adattabili a contesti complessi, come ambienti urbani o zone difficili da raggiungere, e possono muoversi in modo discreto, mimetizzandosi nel contesto. Secondo i promotori del progetto, queste caratteristiche renderebbero i bio-droni particolarmente utili in operazioni di monitoraggio, ispezione di infrastrutture o interventi di emergenza, ma ovviamente non è escluso che si possano utilizzare gli uccelli anche in contesti meno nobili, come in scenari di guerra.. Questioni etiche. Accanto alle potenzialità tecnologiche, il progetto solleva numerose perplessità. Le aziende coinvolte dichiarano di avvalersi di consulenti di bioetica, ma la discussione resta aperta. Inoltre, la reale efficacia operativa di questi sistemi è ancora tutta da dimostrare rispetto ai droni tradizionali, che continuano a evolversi rapidamente e offrono prestazioni sempre più affidabili senza le implicazioni descritte. Più che una soluzione pronta all'uso, i bio-droni sembrano perciò rappresentare un terreno di sperimentazione in cui si intrecciano neuroscienze, robotica e intelligenza artificiale, aprendo però una riflessione più ampia su fino a dove sia opportuno spingersi nel controllo della vita biologica..
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti