Pier Silvio Berlusconi, il nuovo baricentro della tv europea: l’operazione ProSiebenSat.1 porta MFE al centro del mercato continentale
- Postato il 10 gennaio 2026
- Di Panorama
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Pier Silvio Berlusconi, il nuovo baricentro della tv europea: l’operazione ProSiebenSat.1 porta MFE al centro del mercato continentale
La Frankfurter Allgemeine Zeitung, una delle testate più autorevoli della scena europea, dedica un profilo ampio e analitico a Pier Silvio Berlusconi. È un ritratto che arriva in un passaggio cruciale: l’acquisizione di ProSiebenSat.1, il gruppo televisivo privato più importante della Germania. Un’operazione che consegna a Pier Silvio il controllo del più grande polo televisivo privato europeo. E che, a 56 anni, lo posiziona nel punto più alto della sua carriera.
Nel testo non c’è il paragone con figura del padre, né l’ombra di un’eredità da replicare. C’è un manager che ha costruito nel tempo il proprio spazio, che ha inciso sulla tv italiana e che ora guida una rete continentale che tocca Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera e Austria. Una dimensione che Silvio Berlusconi aveva immaginato, senza mai riuscire a completarla. La Germania riconosce che a portare a termine quel progetto è stato il figlio.
La più grande operazione nella storia del gruppo
La FAZ sottolinea come l’acquisizione della maggioranza di ProSiebenSat.1 sia la mossa più imponente mai compiuta da MFE. Una scelta che arriva in un momento difficile per il settore, segnato dal calo della pubblicità, dalla pressione dei colossi globali dello streaming e da un mercato tedesco particolarmente esigente. Eppure, proprio in questo scenario, Pier Silvio decide di andare fino in fondo a un progetto costruito in sette anni di presenza come azionista di minoranza. Un percorso che ha permesso di conoscere il mercato dall’interno e arrivare preparati alla scalata finale.
Il quotidiano tedesco legge questa operazione come il risultato di una visione lunga, non legata al breve termine né a esigenze finanziarie immediate. È il segnale di un gruppo ancora familiare nell’identità, capace di ragionare oltre la stagione, e guidato da un dirigente che ha mantenuto intatta la dimensione industriale dell’azienda.
Il manager che ha cambiato la televisione italiana
Dal ritratto emerge un tratto costante: Pier Silvio è un uomo di televisione, non di palcoscenico. Ha lavorato lontano dalla spettacolarizzazione tipica del padre, scegliendo la via della sottrazione e della concentrazione sui contenuti. Negli ultimi dieci anni ha ridisegnato l’identità dei principali canali italiani, ha alzato la qualità dei programmi, ha aperto i palinsesti a un pubblico più ampio e ha riportato figure di peso all’interno del gruppo, ridefinendo gli equilibri del mercato.
La FAZ rivendica, senza enfasi, che questa trasformazione ha contribuito a mantenere Mediaset-MFE leader in un Paese dove la tv lineare resiste più che altrove. E nota come questo lavoro abbia permesso al gruppo di presentarsi in Germania non come un investitore finanziario, ma come un operatore industriale con tre decenni di esperienza nel settore.
Uno stile unico: discrezione, stabilità, contenuti
Il quotidiano insiste sulla “riservatezza” di Pier Silvio. La sua vita a Portofino, la lontananza dai riflettori, la scelta di esporsi pochissimo, la protezione della dimensione familiare. Pier Silvio Berlusconi, che non ha mai inseguito la visibilità, diventa oggi la figura che guida un polo europeo. Una parabola che la Germania osserva con un misto di curiosità e cautela, ricordando quanto il nome Berlusconi continui a richiamare antiche diffidenze. Ma il ritratto è netto: Pier Silvio non è un erede in automatico, è un manager autonomo che ha modellato l’azienda su un’identità diversa.
Una nuova responsabilità per il futuro dei media europei
Il passo compiuto in Germania viene descritto come una scommessa alta, destinata a incidere sul futuro dei media continentali. Non solo per il peso di ProSiebenSat.1, ma per l’idea di un gruppo capace di offrire un’unica piattaforma commerciale ai grandi investitori internazionali, di distribuire contenuti su più mercati e di costruire infrastrutture tecnologiche comuni. È un progetto europeo nel senso più letterale, che si distingue dal passato e che porta la televisione privata del continente in una fase completamente nuova.
La FAZ riconosce che si tratta di una sfida complessa, che dovrà misurarsi con un mercato tedesco competitivo e con concorrenti pubblici molto forti. Ma descrive Pier Silvio come un dirigente pronto a questa responsabilità, arrivato a una maturità professionale piena, libero dal confronto con la figura del padre e capace di guidare un cambiamento che tocca la struttura stessa dei media europei.
A 56 anni, nel silenzio operativo che lo contraddistingue da sempre, Pier Silvio Berlusconi ha completato ciò che per decenni era rimasto un progetto incompiuto. E oggi si trova al comando del polo televisivo più grande d’Europa, nel momento in cui lo scenario globale chiede una visione nuova e la forza di portarla a termine.