Pinheiro Braathen sposta il Carnevale da Rio a Bormio: primo storico oro Brasile, gli svizzeri dietro. Disastro Vinatzer
- Postato il 14 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Il Carnevale quest’anno ha traslocato da Rio a Bormio. Dove Lucas Pinheiro Braathen ha rovesciato il magnetismo dei poli: per la prima volta nella storia dei giochi olimpici invernali, il Brasile si mette al collo una medaglia, ed è del metallo più pregiato. Merito di un ragazzo cresciuto con il ghiaccio nelle vene (papà norvegese) e il samba in tutto il resto del corpo (merito della mamma brasiliana), che di fatto fa un favore anche all’Italia, impedendo alla Norvegia di conquistare un’altra medaglia d’oro dopo le 9 già messe in bacheca nella prima settimana di gare.
- L'addio alla Norvegia adesso ha davvero un senso
- Odermatt, tre medaglie e un bicchiere... mezzo vuoto
- Distacchi abissali: Tumler è quarto a un secondo e mezzo!
- Italia, che flop: Franzoni unico a salvarsi, Vinatzer disastroso
L’addio alla Norvegia adesso ha davvero un senso
La storia di Pinheiro Braathen è tutta racchiusa in quel tuffo nella neve che s’è concesso una volta arrivato al traguardo. Quando anziché esultare s’è letteralmente lasciato cadere, piangendo dietro quella maschera che pure non ha saputo nascondere del tutto le lacrime.
Perché Lucas è quel che si potrebbe definire “un’anima inquieta”: al termine della stagione 2022-23 annunciò a sorpresa il ritiro dalle competizioni, appena dopo aver conquistato la coppa di specialità in slalom speciale. Un anno di stop dal circo bianco gli è servito per riordinare le idee e capire bene ciò che avrebbe voluto fare da grande, e così nell’estate del 2024 ecco l’annuncio che non ti aspetti: Braathen decide di tornare a gareggiare, ma optando per la nazionalità brasiliana, inserendo il cognome Pinheiro ancor prima di quello col quale s’era fatto conoscere.
Una scelta fatta in ragione di un contrasto non più latente con la federazione norvegese, indicata come la principale ragione del suo iniziale ritiro dalle competizioni. “Per poter continuare a sciare con questo sistema non solo devo mettere da parte i miei sogni, ma anche la mia gioia”. Parole che a distanza di tre anni hanno il sapore della favola a lieto fine.
Odermatt, tre medaglie e un bicchiere… mezzo vuoto
Pinheiro ha fatto la storia grazie a una favolosa prima manche nella quale ha dato distacchi siderali a tutti i principali rivali. Gli svizzeri, innanzitutto: Marco Odermatt, grande favorito della vigilia (ma non più così dominante come qualcuno avrebbe voluto far credere), ha ceduto 94 centesimi a metà gara, recuperandone 36 nella seconda.
Lo svizzero si congeda dalle olimpiadi dove avrebbe dovuto fare di tutta un’erba un fascio con tre medaglie, di cui due d’argento (gigante e combinata a squadre) e una di bronzo in supergigante: la stragrande maggioranza degli sciatori farebbero carte false per un simile bilancio a fine olimpiade, ma a Odermatt tutto ciò non può bastare, perché dopo il magro bottino di Pechino (un oro “appena”, proprio in gigante) lui stesso si sarebbe atteso qualcosa di diverso da questi giochi italiani.
Qualcosa in più avrebbe desiderato anche Loic Meillard, arrivato in grandi condizioni all’evento a cinque cerchi: dopo l’argento in combinata a squadra s’è preso un bronzo che vale comunque tanto, distante 1”17 dalla vetta.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/timebrasil/status/2022664480388206894" profile_id="timebrasil" tweet_id="2022664480388206894"/]Distacchi abissali: Tumler è quarto a un secondo e mezzo!
Il resto del mondo ha preso distacchi notevoli: Tumler ha chiuso quarto a 1”45, McGrath quinto a 1”82, Anguenot sesto a due secondi, tenendo dietro anche Kristoffersen che avrebbe sperato in qualcosa di meglio.
La notizia (ma nemmeno così rilevante) arriva dalla debacle degli austriaci, che pure su un pendio non troppo difficile a detta di molti avrebbero potuto fare la sorpresa: Brennsteiner e Schwarz hanno pagato oltre 2”20 di ritardo, mai in lotta per le medaglie. Il decimo posto dell’andorrano Joan Verdu a suo modo fa la storia: mai Andorra s’era spinta così in là in una competizione a cinque cerchi, anche se questa è la giornata del Brasile. Dove a Copacabana si brinda per un oro che non fa rima con pallone.
Italia, che flop: Franzoni unico a salvarsi, Vinatzer disastroso
Piccola nota a margine: parlare degli italiani oggi fa piangere il cuore, perché l’Italia a Bormio è implosa senza alcuna attenuante. Al traguardo è arrivato il solo Giovanni Franzoni, schierato nel quartetto solo perché non c’era posto per portare specialisti più avvezzi alla disciplina (tipo Della Vite e Borsotti). Franzoni il suo l’ha fatto: aveva concluso un gigante soltanto in carriera ad Adelboden, nel 2022, e ha chiuso le due manche olimpiche al 24esimo posto, onorando al massimo il pettorale.
Non hanno concluso la prima run Luca De Aliprandini e Tobias Kastlunger, mentre Alex Vinatzer ha ribadito di essere eterno incompiuto, scivolando a metà della seconda manche quando era abbondantemente in luce verde e poteva ambire a una tranquilla top ten (era 12esimo dopo la prima discesa, ma a 2”39 dal leader). Resta lo slalom come prova d’appello, ma la sentenza sul finanziere di Brunico è stata già scritta.