Pirovano, un sogno tira l'altro: è lei la rivale di Aicher per la coppa di discesa. E se ci scappasse il bis....
- Postato il 6 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Che fosse ormai soltanto una questione di tempo era fin troppo chiaro a tutti: Lally Pirovano c’era andata vicino talmente tante volte che questa benedetta prima vittoria il Coppa del Mondo era lì che attendeva solo di essere celebrata a dovere. E un mese dopo la beffa di Crans Montana, quando uscì a due porte dal traguardo in luce verde che più verde non avrebbe potuto essere, la 28enne di Spiazzo (Val Rendena) ha finalmente lasciato il segno. Averlo fatto vicino casa, su La VolatA di San Pellegrino, ha reso il tutto ancora più magico. E soprattutto le ha aperto una prospettiva che solo fino a qualche tempo fa sarebbe apparsa alla stregua di pura utopia.
- Aicher a un passo da Vonn, ma Lally non è lontana
- I crociati rotti, i podi mancati, la vittoria liberatrice
Aicher a un passo da Vonn, ma Lally non è lontana
Perché Lally, dopo aver centrato la prima vittoria (nonché il primo podio) in carriera, adesso potrebbe realmente diventare la mina vagante in ottica classifica di specialità. Con Lindsey Vonn che suo malgrado deve fare i conti con l’evidenza: impossibile restare in vetta alla coppa di discesa, perché quando mancano ancora due gare al termine della stagione (quella di domani, sempre in Val di Fassa, e quella delle finali di Lillehammer) il vantaggio sulle rivali s’è assottigliato a dismisura.
Emma Aicher resta la pretendente numero uno: la dividono dalla vetta 14 punti, e chiaramente questa coppetta può solo buttarla via. Ma grazie a quel centesimo che le ha consentito di starle davanti nella discesa odierna, Pirovano s’è tenuta almeno una porticina aperta: sono 50 i punti di ritardo dalla tedesca, quindi 64 dall’americana. Kira Weidle-Kindlemann pare tagliata fuori (è in ritardo di 96 punti dalla Vonn), Breezy Johnson paga 117 punti e a maggior ragione appare ancora più impiccata.
Insomma, tra Aicher e la coppetta sembrerebbe esserci ormai di mezzo soltanto Lally. Che se domani dovesse fare doppietta accorcerebbe almeno a 30 punti il ritardo dalla giovane tedesca (a patto che lei arrivi seconda), rimandando ogni discorso alla discesa delle finali di Lillehammer.
I crociati rotti, i podi mancati, la vittoria liberatrice
La maturazione di Pirovano è avvenuta forse un po’ più tardi del previsto, ma che ci fosse del talento in questa ragazza della Val Rendena era cosa chiara a tutti da tempo. Quest’anno la maledizione dei piazzamenti mancati sul podio l’ha perseguitata fino alle gare olimpiche, dove avrebbe voluto fare di più (sesta in discesa, quinta in supergigante, out per via dell’uscita di Martina Peterlini in slalom nella combinata a squadre dopo aver chiuso al terzo posto la sua manche di discesa), ma da dove è ripartita con la sensazione che questo ultimo scorcio di stagione avrebbe potuto regalarle quelle gioie che prima erano rimaste represse.
Una gioia attesa molto più a lungo del previsto, perché la carriera di Lally è stata funestata da ripetuti infortuni alle ginocchia: nel 2018 a Cortina d’Ampezzo il primo incidente grave (rottura del crociato e del menisco destro), nel 2021 in allenamento a Solden il secondo infortunio grave, stavolta al ginocchio sinistro (anche in quel caso, rottura del legamento).
Negli ultimi anni ha trovato un po’ di continuità e quest’anno è definitivamente esplosa, con ben 10 piazzamenti in top ten nelle prime 14 gare alle quali ha preso parte, fino all’undicesimo, il più bello, perché coronato con la vittoria di San Pellegrino. Una gioia che attendeva da una vita, ripensando alle due vittorie in Coppa Europa targate 2015 (Lillehammer) e 2017 (Crans Montana) e a quella ottenuta ai mondiali Juniores di Are del 2017 in slalom gigante. Adesso però è arrivata la “laurea”, e chissà che tra un paio di settimane a Lillehammer non possa arrivare qualcosa di ancora più grande e inatteso.