Pnrr, comuni lucani a rischio flop

Il Quotidiano del Sud
Pnrr, comuni lucani a rischio flop

Pnrr e Basilicata. La Corte dei conti suona la sveglia a comuni, sindaci e non solo: completato neanche il 3% del piano. Sollecitati sostegni per le amministrazioni rimaste più indietro


POTENZA – È un sistema «fragile, seppur in movimento» quello dei comuni della Basilicata alle prese col Pnrr. Con: «molti progetti avviati, pochi conclusi, e una quota consistente di non avviati o annullati».

LA PROSSIMA SCADENZA

Di qui la necessità, vista la ormai prossima scadenza degli interventi fissata per il 30 agosto 2026, di «rafforzare la capacità di avvio nei comuni con numerosi progetti bloccati e sostenere i territori che hanno perso progettualità, al fine di garantire equità territoriale e migliorare la capacità di spesa».

PNRR, LA “SVEGLIA” DELLA CORTE DEI CONTI AI COMUNI LUCANI


È un’ultima sveglia ai decisori lucani quella lanciata nei giorni scorsi dal presidente della sezione di controllo della Corte dei conti della Basilicata, Giuseppe Tagliamonte, nella “Relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano Nazionale Complementare nella Regione Basilicata al 30 giugno 2025”.
I giudici contabili hanno potuto esaminare le informazioni trasmesse soltanto da 97 comuni su 131, dal momento che i restanti 34 sono rimasti inadempienti rispetto alle richieste di informazione trasmesse.

COSA C’È DIETRO LE INADEMPIENZE

La speranza, quindi, è che dietro a queste inadempienze non vi sia il tentativo di nascondere situazioni imbarazzanti. Altrimenti il rischio è di perdere molti più finanziamenti di quanto oggi è possibile preventivare. Lasciando alle amministrazioni il cruccio di reperire le risorse per ultimare i cantieri già avviati.
In questi 97 comuni lucani monitorati dalla Corte dei conti, ad ogni modo, dei 1.266 progetti presentati quelli attivi sono 1092 (86,26%) per 287,3 milioni di euro.
«Tuttavia, i dati sono marginali in quanto soltanto il 2,5% dei progetti è completato, evidenziando lentezza nella fase finale». Spiega Tagliamonte, evidenziando l’«impatto
economico rilevante ( 81 milioni)» dei 174 già fuoriusciti dal Pnrr.
La sezione di controllo ha esaminato anche i progetti affidati in gestione alle province segnalando che la Provincia di Matera (43 progetti attivi, importo euro 38,5 milioni, con 32 avviati e 10 conclusi») «mostra una maggiore capacità di avvio e conclusione» rispetto a quella di Potenza («12 progetti attivi, importo euro 11,7 milioni, con 8 avviati e 4 conclusi»).

PNRR, I PARAMETRI PER I COMUNI


Quanto ai comuni, invece, ha esaminato una serie di parametri. A partire dalla rendicontazione che vede attestati «su valori inferiori al 75%, con percentuali più contenute»: Calciano e Melfi (77,78%), Castronuovo di Sant’Andrea (75%), Miglionico (73,91%) e Barile (66,67%).
I giudici contabili ricordano che «alcuni enti hanno ricevuto finanziamenti superiori ai 30 milioni di euro, mentre altri si collocano su importi inferiori ai 500.000 euro, segnalando una significativa disomogeneità nella distribuzione delle risorse finanziarie».

POTENZA E COLOBRARO CASI RILEVANTI

In questo senso: «Potenza (41,37 milioni) e Colobraro (35,64 milioni) rappresentano i casi più rilevanti, con risorse nettamente superiori a tutti gli altri Comuni. Seguono Matera (14,38 milioni), Stigliano (13,76 milioni), Pisticci (12,26 milioni) e Policoro (10,93 milioni)».

LA GRADUATORIA DEI COMUNI LUCANI

Se si considera il numero dei progetti la graduatoria dei comuni lucani cambia in maniera significativa, ma c’è da considerare che «non tutti i progetti hanno lo stesso grado di complessità burocratica e amministrativa», quindi «un alto numero di progetti non avviati non sempre indica inefficienza: può riflettere la presenza di interventi particolarmente complessi». Mentre: «un alto tasso di conclusione può derivare anche da una prevalenza di progetti “leggeri” dal punto di vista burocratico».

COMUNI CON CRITICITÀ

Tra i «comuni con criticità» nella gestione dei progetti, ad ogni modo, vengono segnalati: Miglionico («4 attivi, ma 18 non avviati, solo 6 effettivamente in corso o conclusi, con 3 revocati e 3 rinunce». Bernalda («18 attivi, 13 non avviati, capacità di avvio molto limitata». Balvano («14 attivi, 9 non avviati, più della metà dei progetti bloccata». Barile («9 attivi, 3 non avviati e solo 1 concluso, avanzamento minimo»). Trivigno, Valsinni e Venosa («numeri bassi e presenza di revoche/rinunce». Bella e Calvera («rispettivamente 1 progetto attivo ciascuno, senza avanzamento significativo»).

PNRR, I CENTRI MAGGIORI


Poi ci sono i «centri maggiori» come Potenza («28 attivi con 23 avviati, ma 4 revocati», e Matera («25 attivi, 21 avviati e 4 conclusi, buona operatività ma ancora pochi progetti chiusi»).
La Corte parla espressamente di «comuni con forte riduzione o blocco (Bernalda, Balvano, Miglionico)» che «necessiterebbero di supporto istituzionale e tecnico per recuperare capacità progettuale», dal momento che «l a maggioranza dei progetti non è stata avviata, indice sintomatico di una spiccata difficoltà gestionale e burocratica».

IL RISCHIO PER I PROGETTI CHE NON VERRANNO COMPLETATI


Dovendo applicare gli indicatori stabiliti a livello nazionale per valutare le prestazioni delle amministrazioni, ad ogni modo, sono 39 i comuni lucani con «Basso margine corrente/Bassa capacità di realizzazione degli investimenti». Incluso quello di Potenza dove c’è il «rischio di accumulo di progetti che non verranno completati».

PNRR E COMUNI LUCANI, LE PAROLE DI TAGLIAMONTE


«Il quadro complessivo – conclude Tagliamonte – evidenzia una prevalenza di progetti conclusi e buone performance in diversi territori, ma anche la presenza di criticità gestionali e strutturali che richiedono interventi mirati».

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