Ponte sullo Stretto, Salvini: «Nessuna norma “bavaglio” alla Corte dei Conti»
- Postato il 5 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Ponte sullo Stretto, Salvini: «Nessuna norma “bavaglio” alla Corte dei Conti»

Ponte sullo stretto, nessun limite alla Corte dei Conti: Salvini incontra Mattarella e fa marcia indietro anche sul commissario straordinario. Il vicepremier: «Quella norma non c’è mai stata. Sarà il Mit a rispondere».
FA marcia indietro il governo sui provvedimenti inizialmente previsti nel dl Infrastrutture in materia Ponte sullo Stretto, infatti, il testo non prevede una limitazione dei poteri per la Corte dei conti né la nomina di un commissario straordinario per superare i rilievi della magistratura contabile.A spiegarlo è il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini nel riferire dell’incontro avuto con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
PONTE SULLO STRETTO: LA SMENTITA DI SALVINI SULLE NORME DI CONTROLLO
«Non c’è mai stata nessuna norma che limitava i poteri di controllo della Corte dei Conti, anche perché sarebbe illegale, illegittima, impossibile. – ha affermato il vicepremier – È incredibile che sia uscito negli scorsi giorni un documento a firma dell’Associazione nazionale dei magistrati contabili che contestava delle norme di un decreto che devo firmare io senza che il decreto fosse stato scritto. Quella norma non c’è mai stata e non è che io ritirerò quella norma. Nessuno ha mai pensato a quella norma, anche perché non avrei potuto farla. Non posso dire alla Corte dei Conti controlla il documento A, ma non controllare il documento B. Perché è impossibile».
IL NODO DEL COMMISSARIO E LA GESTIONE DEL MINISTERO
Nel provvedimento atteso nel prossimo Consiglio dei ministri non sarà presente nemmeno la nomina di Pietro Ciucci, ad della società Stretto di Messina, come commissario unico. Ha precisato, infatti, il titolare del Mit che «per quello che riguarda il commissario, siccome ho letto polemiche anche di gente che non sa, perché ho letto sui giornali che Ciucci è l’amministratore delegato di una società privata, Stretto di Messina, una società interamente pubblica, è totalmente controllata dal pubblico. Qui – ha aggiunto il vicepremier – non c’è nessun conflitto di interesse, ma onde togliere, come sul referendum sulla giustizia, terreno a quelli che inventano anche le cose che non ci sono, ci facciamo carico noi al ministero di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei Conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e per avviare finalmente i cantieri».
L’INCONTRO AL COLLE E L’ITER PROCEDURALE
«Quindi – ha concluso Salvini – questo sarà il contenuto del decreto di cui ho parlato, fra gli altri, anche per dovere, per rispetto, col Presidente della Repubblica: abbiamo parlato di decreto e di Olimpiadi, null’altro». Sembra, dunque, che il confronto con Mattarella abbia portato a più miti intenzioni la squadra di governo, poiché il decreto non prevede che i controlli preventivi di legittimità della Corte siano limitati alla sola delibera del Cipess bensì a tutto l’iter procedurale della mega opera, così com’è stato fino ad ora. La verità, secondo il deputato di Avs angelo Bonelli «è che il ministro ha provato a far passare una norma-golpe ed è stato fermato» e che «che, di fronte alle gravi emergenze dell’Italia, Salvini è indifferente e pensa di sperperare 14 miliardi di euro».
PONTE SULLO STRETTO, SALVINI E LE REAZIONI DELLE OPPOSIZIONI
Il riferimento è alla richiesta di utilizzare parte dei fondi destinati al Ponte, e inutilizzabili per il 2026, per la ricostruzione nelle regioni investite dai rovinosi danni del maltempo. «Perché per un impuntatura ideologica tenere fermo quel miliardo anziché metterlo subito a disposizione dei territori del sud colpiti?», chiede anche la segretaria del Pd Elly Shlein. Quel che è certo è che su questo, invece, l’esecutivo non intende fare alcuna marcia indietro.
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Ponte sullo Stretto, Salvini: «Nessuna norma “bavaglio” alla Corte dei Conti»