Ponti e impalcati a Genova, Salis lancia l’allarme: “Servono almeno 700 milioni o si blocca la città”
- Postato il 19 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Potrebbe servire fino a un miliardo di euro per mettere in sicurezza ponti, viadotti e impalcati stradali della città di Genova. Soldi che al momento non esistono in alcuna fonte di finanziamento. A lanciare l’allarme è stata oggi la sindaca di Genova Silvia Salis a margine del tavolo in prefettura chiesto dal Comune con tutti gli attori dell’accordo per i risarcimenti post crollo del ponte Morandi: Autostrade per l’Italia, Regione Liguria e Autorità portuale. Assente invece il ministero dei Trasporti.
A Genova ci sono 650 manufatti di questo tipo, la maggior parte coetanei dell’ex ponte Morandi o antecedenti. Solo per dare un’idea della complessità della situazione, Roma ne conta circa 400. L’anno scorso Tursi aveva stanziato 7 milioni per le prime ispezioni. E i risultati – oltre alle prime limitazioni di carico scattate nelle scorse settimane – sono preoccupanti. “Tra i primi 100 già 30 richiedono un intervento, quantificato in 120 milioni – spiega Salis -. Questa sarà la grande emergenza di Genova. Si rischia di dover chiudere un numero incredibile di ponti e impalcati, bloccando non solo la circolazione in città ma anche i commerci del porto“.
Da qui l’istanza portata avanti dal Comune: dirottare su questa partita una parte delle risorse di Autostrade. “Sicuramente la città si aspetta grandi infrastrutture come il tunnel subportuale, ma rischiamo di non riuscire ad arrivarci. Questo è inaccettabile, Genova è il principale porto d’Italia e anche questo va tenuto in considerazione – rimarca la sindaca -. Noi abbiamo chiesto che i fondi disponibili non ancora impegnati, quasi 48 milioni, potessero essere usati per la messa in sicurezza dei viadotti. La Regione non è stata d’accordo perché vuole che si completino i lavori per la digitalizzazione e la smart city. Certo, sono importanti anche quelli e proiettano la città nel futuro, ma nel futuro bisogna arrivarci ed è complicato farlo se bisogna chiudere ponti e impalcati uno dietro l’altro. Credo sia più importante la sicurezza della città, che ha già pagato troppo per l’incuria delle infrastrutture e lavori che si sarebbero dovuti fare da anni e anni. Cercheremo fondi del ministero. È un’operazione che richiederà in proiezione tra 700 milioni e un miliardo di euro. Al tavolo ho detto chiaramente che devo difendere l’andamento della città: pensate ai camion che arrivano ai supermercati, ma anche ai bus che arrivano agli alberghi”.
Intanto dal tavolo in prefettura il Comune ha portato a casa un risultato: Regione e Autorità portuale metteranno a disposizione complessivamente oltre 9 milioni di euro per supportare la campagna di monitoraggio. “Dopodiché – sottolinea Salis – dovremo quantificare la spesa totale e soprattutto il grado di urgenza: un conto è essere fuori norma, un conto è essere pericoloso”.
“Abbiamo trovato la soluzione per fare il controllo dei ponti e l’accordo non si tocca – commenta Marco Bucci, presidente della Regione -. Noi autorizziamo tutti i Comuni a fare progettazioni, questo è normale. Stanzieremo 5 milioni”.
Al tavolo hanno partecipato anche il vicesindaco Alessandro Terrile, l’assessore ai Lavori pubblici e Infrastrutture Massimo Ferrante e i tecnici del Comune.
“La buona notizia – ha detto Terrile – è che Regione Liguria e Autorità di sistema Portuale si sono resi disponibili a destinare al monitoraggio di ponti e impalcati rispettivamente 5 e 4 milioni di euro delle risorse dell’accordo sottoscritto da enti locali, Aspi e Adsp per i ristori alla città di Genova, da parte di Autostrade per il crollo del ponte Morandi. Abbiamo anche avanzato la richiesta che i 47,81 residui, sui 108 milioni complessivi dell’accordo, oggi destinati alla digitalizzazione e smart city, non ancora spesi, venissero utilizzati per monitoraggio e i primi interventi per la messa in sicurezza delle situazioni di pericolo su ponti e impalcati. Purtroppo, nonostante la disponibilità di Aspi, Regione Liguria si è detta contraria, respingendo anche la nostra proposta di tenere i 47 milioni, non impegnati, a garanzia per la realizzazione dei primi interventi. Anche questa proposta non è stata accettata. Riteniamo – ha concluso il vicesindaco – che debba passare il principio che, visto che i 108 milioni di risorse di Aspi sono un ristoro per la città, sia il Comune di Genova a dover decidere come impegnare queste risorse. Il via libera dell’Autorità di sistema portuale, incassato oggi, allo stanziamento di 4 milioni, nell’ambito dell’Accordo risarcitorio precedente, dimostra che la rimodulazione della destinazione delle risorse sia effettivamente percorribile”.
“La situazione dello stato di vetustà di ponti e impalcati – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici e Infrastrutture, Massimo Ferrante – era chiara dal censimento avviato nel 2022 e terminato nel 2024. In questo momento dobbiamo agire in emergenza sulle situazioni che emergono via via, nel procedere delle ispezioni. Già è già emerso che gli impalcati esistenti sono circa 650, un numero superiore rispetto alla stima iniziale. Genova è una città costruita su impalcati: Roma, tanto per fare un esempio di città decisamente maggiore per dimensioni alla nostra, ne ha 400 e altre città solo alcune decine. Siamo una città che rappresenta un unicum nazionale in questo senso”.
“Per la messa in sicurezza di un impalcato o viadotto cittadino si parla di alcuni milioni di euro necessari per ciascuna opera. Dalle ispezioni in atto è emerso, inoltre, che il 30-35% dei ponti e impalcati, risalenti per costruzione agli anni Sessanta, oggi presenta delle criticità e questo implica un cambio di ordine delle priorità degli interventi sulla viabilità, con massima attenzione alla sicurezza dei cittadini. Con i 9 milioni di euro che ci sono stati garantiti da Regione e Adsp – conclude Ferrante – riusciremo a fare, oltre alle ispezioni in atto, i monitoraggi. Alla luce delle risultanze delle ispezioni attuali, possiamo ipotizzare che per gli interventi di messa in sicurezza, in via prudenziale, una cifra di partenza di almeno 700 milioni di euro per il totale delle opere sul territorio comunale”.