Portogallo, Ventura (estrema destra) a ballottaggio contro Seguro

  • Postato il 19 gennaio 2026
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Portogallo, Ventura (estrema destra) a ballottaggio contro Seguro

Roma, 19 gen. (askanews) – Il candidato dell’estrema destra portoghese André Ventura si è piazzato al secondo alle elezioni presidenziali di ieri, conquistando il ballottaggio del mese prossimo contro il candidato socialista (Ps) di centro-sinistra Antonio José Seguro.

È questo il primo verdetto delle urne nel Paese lusitano: un risultato, quello di Ventura, che rappresenta secondo gli analisti un’altra tappa nello scivolamento dell’Europa verso l’estrema destra, con i partiti populisti che negli ultimi anni hanno conquistato, o si sono avvicinati, alle leve del potere.

Con quasi il 98 per cento dei voti scrutinati, André Ventura, leader del partito Chega (Basta), da lui fondato meno di sette anni fa, ha ottenuto il 24 per cento dei voti, arrivando alle spalle di Seguro, in testa con quasi il 31 per cento. I due si affronteranno al ballottaggio dell’8 febbraio, riservato ai due candidati più votati.

Si tratta del miglior risultato per un candidato socialista dai tempi di Jorge Sampaio nel 2001, quando quest’ultimo ottenne 2.411.453 voti (55,76 per cento delle preferenze).

Seguro dovrà ora cercare di ampliare il proprio consenso in un contesto politico segnato dal declino del peso della sinistra. Il candidato sostenuto dal PS ha promesso di “onorare il voto di fiducia” ricevuto, sottolineando ancora una volta il carattere indipendente della sua candidatura: “Sono libero, vivo senza legami”.

Seguro ha definito la sua vittoria al primo turno come una vittoria della “democrazia”, impegnandosi a confermarla l’8 febbraio. Ieri sera ha invitato “tutti i democratici, i progressisti e gli umanisti” a unirsi alla sua candidatura per “sconfiggere l’estremismo”. Il vincitore del primo turno ha inoltre promesso di essere “il presidente di tutti i portoghesi”.

“Sono pronto a essere il presidente dei nuovi tempi. È il momento di sconfiggere la paura e far crescere la speranza”, ha affermato, aggiungendo che la vittoria al secondo turno sarebbe “la vittoria del Portogallo, della libertà e della democrazia”.

La presenza improvvisa e crescente di Ventura nella politica portoghese ha sottratto consensi ai due principali partiti del Paese, che si sono alternati al potere negli ultimi 50 anni: il Partito Socialdemocratico (Psd) di centro-destra, attualmente al governo, e il Partito Socialista di centro-sinistra.

Uno dei risultati più significativi di André Ventura in queste elezioni presidenziali è stato ottenuto nella Regione autonoma di Madeira, storica roccaforte dei socialdemocratici, dove ha vinto con il 33 per cento dei voti. Ieri sera, rivolgendosi ai suoi sostenitori, Ventura ha affermato che il Paese lo considera “l’alternativa”, malgrado “le accuse di estrema destra e la manipolazione dei sondaggi”.

“Guideremo lo spazio non socialista in Portogallo. La destra si è frammentata come mai prima d’ora, ma i portoghesi ci hanno affidato la leadership di quella destra”, ha affermato, “Siamo riusciti a sconfiggere il candidato del governo e del montenegrismo; il candidato che si proclamava liberale ma era allineato all’agenda globalista, woke e contro il Portogallo; e abbiamo condotto la campagna senza attacchi personali e senza offese”, ha dichiarato.

In un appello al voto non socialista, si è rivolto ai “leader che non sono socialisti”, ribadendo che “la destra perderà le elezioni solo a causa dell’egoismo del Psd (…) e di altri che si definiscono di destra”. Adesso “vedremo di che fibra sono fatti”.

Uno dei principali bersagli di Ventura è quella che definisce un’immigrazione eccessiva, diventata più visibile in Portogallo negli ultimi anni. “Il Portogallo è nostro”, ha tuonato di nuovo ieri. Durante la campagna elettorale, Ventura ha affisso cartelloni in tutto il Paese con slogan come “Questo non è il Bangladesh” e “Gli immigrati non dovrebbero vivere di sussidi”.

Allo stesso tempo, molti elettori più moderati restano scettici nei confronti di Ventura e diversi sondaggi indicano una sua probabile sconfitta contro António José Seguro al secondo turno. Attualmente alla guida del governo, il Psd e il Partito Popolare (Cds-Pp) hanno deciso di sostenere Luis Marques Mendes, ex leader dei socialdemocratici, in queste elezioni presidenziali. Con Marques Mendes fermo a non più dell’11 per cento dei voti e al quinto posto, si tratta del peggior risultato per un candidato sostenuto dal Psd dai tempi di Joaquim Ferreira do Amaral nel 2001, quando ottenne il 34,5 per cento dei voti arrivando dietro a Jorge Sampaio.

Nelle precedenti elezioni presidenziali, i due candidati socialdemocratici avevano vinto al primo turno ed erano stati rieletti per un secondo mandato. Anibal Cavaco Silva vinse le elezioni presidenziali del 2006 con il 50,5 per cento dei voti e fu rieletto nel 2011 con il 52,95 per cento. Il suo successore, Marcelo Rebelo de Sousa, vinse le elezioni presidenziali del 2016 con il 52 per cento dei voti e fu rieletto nel 2021 con il 60,67.

Luis Marques Mendes si è assunto pubblicamente la piena responsabilità della sconfitta alle elezioni presidenziali e ha dichiarato che non sosterrà alcun altro candidato al secondo turno.

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