Potenza città delle cento dismissioni

  • Postato il 19 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Potenza città delle cento dismissioni

Potenza città delle cento dismissioni. Simonetti (Cseres) elenca i tanti edifici e servizi (spesso pubblici) chiusi. Cinema Ariston, Cip-Zoo, Biblioteca eccetera. «E l’asilo De Gasperi sarà venduto».


POTENZA – Sembra quasi che il “cantiere” più attivo del capoluogo lucano sia la chiusura di enti e istituzioni pubbliche, senza che si faccia nulla per salvarle: questa è l’impressione di Pietro Simonetti, presidente del Centro studi e ricerche economiche e sociali (Cseres), che ne ha scritto una nota diffusa ieri, 18 gennaio 2026. «A Potenza – dice fra l’amarezza e il sarcasmo – prevale l’industria delle chiusura dei servizi pubblici da parte del Comune, di enti e dei lavori di ristrutturazione eterni di immobili privati dismessi da decenni. Si allarga a dismisura l’elenco strutture e sevizi pubblicità interessati a tale pratica amministrativa inaugurata da tempo ed in grande ripresa».

Sono solo le premesse di un dolente elenco di portoni serrati, impianti fermi e uffici vuoti: «Dopo le scale mobili Prima, che dovevano essere ristrutturate per fine vita   tecnologica da anni, è venuto il turno dell’asilo nido De Gasperi (che sarà venduto) e pare anche la chiusura  anche della Biblioteca dell’infanzia di Via Torraca. Dalle scale mobili ai libri».

LA CITTÀ DI POTENZA: IL DEGRADO DEGLI EDIFICI SCOLASTICI E DEGLI ARCHIVI STORICI

Simonetti dichiara quindi che la scuola materna di viale Dante – chiusa per ristrutturazioni dopo una verifica strutturale, con il trasferimento dei bimbi nella scuola media La Vista – non sarà più delle suore che l’hanno gestita fino a oggi e chissà dunque se tornerà a funzionare come asilo. «Intanto – aggiunge – non sono stati ripresi i lavori, cosi come annunciato mesi fa dai dirigenti dell’Archivio di Stato, della sede di corso Garibaldi in ristrutturazione da oltre un trentennio». Il riferimento è alla Biblioteca Provinciale transennata appunto da tantissimo tempo. «L’ex Brefotrofio, sito della Provincia, resta invenduto – prosegue il presidente del Cseres – l’ex sede di Onmi, Opera nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia di via Leoncavallo viene utilizzata come discarica (edificio in pieno declino a rione Italia, ndr), l’ex Provveditorato agli. studi è transennato.

IL CATALOGO DEGLI SPRECHI E L’INERTIA DELLA REGIONE

La Centrale del Latte fallita da decenni conserva ancora preziosi  impianti di acciaio inox ed è oggetto di studio e ricerca di studenti». Il mesto catalogo non si ferma qui: «Alla Cip-Zoo la Regione non ha completato da anni la bonifica. Lo scheletro dell’ex cinema Ariston, in pieno centro storico, fa mostra da decenni, il progetto di parcheggio multi piano non è ancora “maturo”». Le critiche di Simonetti non risparmiano anche il massimo ente lucano: «La Regione, che possiede siti inutilizzati o non ancora ristrutturati come l’ex assessorato all’Agricoltura, ricerca una sede da privati per la sede della Protezione civile, sono pervenute 7 proposte, mentre per la sede della Facoltà di ingegneria nessuna». «Il quadro è’ ancora più esteso per il trionfo dello spreco, del taglio dei servizi e  il sostegno a interessi privati a danno della buona amministrazione», conclude.

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