Povero Cobolli, vittima del virus e degli scommettitori

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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Povero Cobolli, vittima del virus e degli scommettitori

L’esordio di Flavio Cobolli all’Australian Open 2026 è durato lo spazio di una giornata sbagliata, di quelle che il tennis non perdona e che il caldo di Melbourne rende ancora più crudeli. Un debutto da incubo, prima contro il proprio corpo e poi contro l’avversario, che ha lasciato l’azzurro svuotato fisicamente e mentalmente già al primo turno. A fermarlo è stato Arthur Fery, britannico numero 186 del mondo, capace di approfittare di una situazione che con il tennis giocato ha avuto a che fare solo a tratti. Il punteggio 7-6(1), 6-4, 6-1 in due ore e quattordici minuti- racconta di una partita scivolata via set dopo set, ma non spiega fino in fondo ciò che è successo in campo. Cobolli ha iniziato a perdere liquidi già prima dell’ingresso in campo, vittima di problemi intestinali che da queste parti non sono rari (è successo l’anno scorso a Sinner, negli ottavi contro Rune.

Jannik esordirà domani contro Gaston, orario ancora da definire, diretta Eurosport). Il caldo fa il resto, amplificando ogni difficoltà e togliendo energie che non tornano più. Per due set Flavio ha provato a restare aggrappato alla partita, lottando più contro se stesso che contro Fery. Poi, nel terzo, il crollo. «Ho un buco nello stomaco», ha urlato durante il match, fotografando meglio di qualsiasi analisi tecnica una situazione ormai compromessa. «Il mio avversario ha meritato la vittoria, ma se fossi stato in altre condizioni sarebbe stata una partita diversa», ha spiegato in conferenza stampa, raccontando di come tutto sia precipitato poco prima del via. Come se non bastasse, a rendere ancora più amaro il dopo-partita è arrivato il solito, triste contorno dei social. Cobolli è stato preso di mira da scommettitori frustrati per la sconfitta, con messaggi e accuse che nulla hanno a che vedere con lo sport. Una metastasi, quella delle scommesse, che da anni avvinghia il mondo dello sport e che nel tennis trova terreno fertile: un ambiente individuale, esposto, facile bersaglio di chi confonde un risultato con un diritto personale.

Una piaga che meriterebbe riflessioni ben più profonde. Sul velluto, invece, l’esordio di Jasmine Paolini. La numero sette del mondo ha regolato Aljaksandra Sasnovich con un netto 6-1, 6-2 in un’ora e dieci minuti, dominando sin dal primo game senza mai concedere spiragli. Un debutto solido e autoritario, che permette all’azzurra di avanzare al secondo turno con fiducia, mentre Melbourne continua a raccontare le sue storie, spesso spinte fino all’estremo. Del resto siamo già Down Under, come dicono da queste parti: un’espressione che non indica solo un punto sulla mappa, ma un’idea di vita occidentale a noi vicina, ma vissuta lontano, dove tutto sembra amplificato, dal caldo alle emozioni, comprese le sconfitte inattese.

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Autore
Libero Quotidiano

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