Power unit, Vasseur tuona: "Vogliamo regole chiare" ma è scontro Ferrari-Mercedes anche sulle partenze
- Postato il 13 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Si gira in pista ma è fuori, tra paddock e uffici che si fa la F1 quest’anno. E rischia di essere sempre peggio con l’avvicinarsi del Gran Premio di Australia a marzo che darà inizio al Mondiale 2026. Un campionato tra proteste, reclami e carte bollate. Il caso power unit continua a tenere banco in Bahrain. A far sentire la propria voce il team principal della Ferrari, Fred Vasseur che ha chiesto chiarezza su questo benedetto, maledetto, rapporto di compressione. Intanto all’orizzonte si prospetta un’altra battaglia tecnica, riguarda le partenze, stavolta a campi invertiti col Cavallino Rampante in posizione, si pensa, predominante.
- Vasseur alza la voce sul caso power unit
- Mercedes, la PU della discordia
- Caos partenze, altro pomo della discordia: linea dura Ferrari
Vasseur alza la voce sul caso power unit
Deciso e convinto a far valere le proprie ragioni che poi risiedono nel regolamento sottoscritto da tutti, FIA, F1 e team. Fred Vasseur non vuole scendere a compromessi quando si parla del caso che riguarda le presunte irregolarità e conseguenti vantaggi della power unit Mercedes e hai microfoni di Sky è abbastanza chiaro:
“Spero soltanto nella chiarezza. Avremo la F1 Commission la prossima settimana e penso che sia il posto giusto per sistemare questo tema“
Il team principal della Ferrari ha commentato anche i risultati di questa prima tornata di test in Bahrain per la SF-26: “Quando abbiamo iniziato la stagione l’obiettivo era cercare di sfruttare al massimo le prime due-tre sessioni. E finora è andata tutto bene, non abbiamo avuto grossi problemi. Per questo penso che la strada sia quella giusta. Questo non ha nulla a che vedere con le prestazioni, ma era importante avere una buona affidabilità”.
Mercedes, la PU della discordia
Dall’inizio dell’anno a tenere banco nel circus è la presunta illegalità della power unit Mercedes. Questo benedetto o maledetto, a seconda dei casi e dei punti di vista, rapporto di compressione continua a essere al centro del contendere con la FIA che non ha, fino ad ora, preso una posizione netta per venire a capo di una vicenda che rischia di sfociare in carte bollate.
Toto Wolff ha ostentato sicurezza mentre si continua a vociferare che la FIA modificherà i criteri di verifica della conformità dei motori per il Gran Premio d’Australia che aprirà la stagione tra un mese esatto, nel week end 6-8 marzo a Melbourne. Dei test che saranno condotti a motori caldi e fermi. In teoria, questo potrebbe neutralizzare l’effetto del motore tedesco. Qualunque fronte vincerà per chi perde significherà aver di fatto perso un anno.
In Bahrain i vari Verstappen, Norris e Russell si sono rimpallati i favori del pronostico tra bluff e sfottò. La sostanza è un’altra. La W17, così come gli altri team clienti (Williams, McLaren e Alpine), è spinta da un motore spaventosamente potente che sfrutta i vantaggi di raggiungere un rapporto di compressione di 18:1 quando il motore è caldo, mentre rispetta il vincolo di 16:1 quando viene verificato dai commissari tecnici diretti da Jo Bauer a temperatura ambiente. Un vantaggio stimato in circa 15 CV, ovvero 3/4 decimi di secondo al giro.
Caos partenze, altro pomo della discordia: linea dura Ferrari
E non finisce qui diceva sempre il grande Corrado in tv. Infatti all’orizzonte c’è anche un altro possibile scontro, forse già in atto. Riguarda le partenze. Come vi avevamo anticipato la settimana scorsa, dopo lo shakedown di Barcellona il campione del mondo, Lando Norris aveva sollevato un possibile problema con queste nuove monoposto allo start con la gestione del motore.
Come riporta anche The Race, le nuove power unit richiedono una gestione estremamente delicata tra turbo e batteria nei secondi che precedono lo spegnimento dei semafori. In questo senso la Ferrari sembra essere avvantaggiata mentre gli altri team, Mercedes in testa vorrebbero rivedere il sistema della partenza. Ma qui è Maranello a voler tenere la linea dura. Insomma la prossima riunione della F1 Commission sarà davvero infuocata.