"Prendi questo!": inciso su un proiettile

  • Postato il 21 marzo 2026
  • Di Focus.it
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Dall'inizio della storia dell'umanità abbiamo sparato contro i nostri nemici (usando fionde, catapulte, cannoni o fucili) probabilmente migliaia di miliardi di proiettili in pietra, argilla, piombo, bronzo, fino ad arrivare a materiali moderni come il tungsteno e l'uranio impoverito.. Oltre a colpire i nemici, però, alcuni proiettili prodotti nell'antichità miravano a deriderli: ce ne dà conferma uno studio pubblicato su Palestine Exploration Quarterly, che ha analizzato un proiettile da fionda di 2.000 anni fa scoprendo che riportava un'incisione che sa di ammonizione: «Impara!».. Impara la lezione. Il proiettile, ritrovato nel 2025 durante degli scavi alla necropoli meridionale di Antiochia Hippos, in Israele, misura circa 3x2 centimetri e si stima che il suo peso originale fosse di 45 grammi. La particolarità di questo proiettile è l'iscrizione in greco antico che si trova su un lato e recita "manthou", la forma imperativa del verbo manthànō, imparare. . Secondo gli archeologi la scritta sarebbe dunque una beffarda provocazione lanciata (letteralmente) ai nemici, come a dire «imparate la lezione!». «È un esempio del sarcasmo dei difensori della città, che volevano dare una lezione ai loro nemici facendo loro l'occhiolino», spiega Michael Eisenberg, coordinatore dello studio.. Un'abitudine diffusa. Il proiettile, che fu forse usato durante le campagne del re della Giudea Alessandro Ianneo (103–76 a.C.) contro la città di Hippos, non è l'unico esempio storico che abbiamo di munizioni "parlanti". Negli anni abbiamo ritrovato diversi proiettili risalenti al periodo ellenistico (IV-I secolo a.C.) che arrecavano incisioni come "prendila!", "ahi!", "rimani incinta con questo", "vittoria!", "sangue", "un regalo sgradevole" o "per il sedere di Pompeo!". Insomma, l'istinto di umiliare il nemico è antico quanto quello di combatterlo..
Autore
Focus.it

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