Presunti dossier sul Secolo XIX, Salis: “Dal direttore una lezione, io non mi sognerei mai di farlo”
- Postato il 12 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Mi sento di dire che il direttore Brambilla ci ha dato una lezione magistrale sulla differenza tra ricevere delle pressioni, che è qualcosa che capita a tutti, a chiunque abbia una posizione rilevante nella vita o in grado di incidere sulla vita pubblica, e subire delle pressioni. Tra ricevere e subire delle pressioni c’è una grande differenza”. È il commento di Silvia Salis, sindaca di Genova, sulla vicenda dei presunti dossier preparati dallo staff di Marco Bucci contro Il Secolo XIX, vicenda deflagrata ieri con articoli di stampa che hanno rivelato l’istruttoria aperta dall’Ordine dei giornalisti e il duello giudiziario tra il direttore Michele Brambilla e il portavoce del governatore ligure, Federico Casabella.
Un affaire che ha subito sconvolto la politica non solo a livello locale (nel primo pomeriggio le forze di opposizione in Regione hanno convocato una conferenza stampa in cui probabilmente torneranno a invocare le dimissioni di Bucci) e che riguarda indirettamente anche Salis, visto che nei fascicoli contestati lo staff del presidente lamentava una linea editoriale a lei favorevole con un trattamento diverso per il centrodestra. Normali feedback e diritto di critica, ha risposto ieri il governatore di fronte ai cronisti nella Sala della trasparenza. Mentre oggi il direttore Brambilla va al contrattacco e lo accusa più volte di avere mentito.
“Il direttore del Secolo ci ha dimostrato con una lezione, che credo che molti dovrebbero seguire, che questa differenza fa anche la differenza nel creare un mondo e una società che sappia reagire alle pressioni – continua la sindaca -. Ritrovare Genova e la Liguria sulle prime pagine dei quotidiani, nuovamente per fatti negativi che infangano la nostra politica, è qualcosa che non mi sento di accogliere di buon grado”.
Due sono le cose preoccupanti, secondo Salis: “La prima, se è normale che un ufficio stampa pagato con soldi pubblici faccia delle relazioni sull’attività di giornalisti del Secolo durante la campagna elettorale in modo da incidere su di essa. Seconda riflessione: com’è possibile (se i testi pubblicati sul Secolo sono veri, ma non vedo perché il direttore Brambilla li debba pubblicare se non sono veri) che un presidente di Regione, già sindaco, si senta in diritto di mandare dei messaggi all’editore di un giornale, cosa lo porta a pensare di avere il potere di scrivere a un editore e di incidere sulla linea politica di un giornale durante la campagna elettorale e anche dopo. Questi sono due interrogativi abbastanza inquietanti che mi faccio da amministratrice pubblica”.
Editore che, nel caso del Secolo XIX, è anche uno degli imprenditori più potenti dello scenario genovese e ligure: “Mi sognerei io da sindaca di telefonare al più grande player del porto e chiedergli di incidere su una campagna elettorale a mio favore? No, non solo perché è eticamente sbagliato, ma perché è istituzionalmente scorretto. Come potete vedere anche sul tema della tassa di imbarco, nonostante non sia stata presa con favore dai player del porto, io tutelo l’interesse della pubblica amministrazione. In questo caso seguo la lezione che ci ha dato il direttore Brambilla. Tutti i player fanno pressioni, ma sono pressioni legittime. Il fatto di subire pressioni e far seguire degli atteggiamenti a quelle pressioni, ecco, è qualcosa che da me, avete capito già in questi pochi mesi, non avverrà”.