Qualcuno ha rubato le note dell’Ave Maria dalla tomba di Fred Buscaglione

  • Postato il 21 marzo 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Un gesto inspiegabile, che lascia sgomenta Torino e colpisce al cuore la memoria collettiva della città. Nella mattinata di sabato 21 marzo 2026, la tomba di Fred Buscaglione, al Cimitero Monumentale di Torino, è apparsa deturpata: qualcuno ha sottratto le note musicali in bronzo dell’“Ave Maria” di Franz Schubert che adornavano la lapide.

Dove si stagliavano le eleganti note incise, oggi rimane soltanto il segno lasciato sul marmo, l’intero pentagramma è stato asportato: una ferita evidente, silenziosa, quasi indecente. Un vuoto che non è soltanto materiale, ma simbolico, perché colpisce uno dei luoghi più cari ai torinesi e agli appassionati di musica.

La tomba di Buscaglione è da sempre meta di visite, omaggi e ricordi. Non solo per la fama dell’artista, ma per ciò che rappresenta: un pezzo di storia culturale italiana. Nato a Torino nel 1931, Buscaglione è stato uno dei protagonisti assoluti della scena musicale del dopoguerra, capace di portare il jazz e lo swing nel cuore del grande pubblico con uno stile inconfondibile, ironico e sofisticato. La sua carriera, interrotta tragicamente nel 1960 a Roma da un incidente stradale, ha contribuito a costruire un mito che ancora oggi resiste nel tempo.

Le note dell’“Ave Maria”, incise accanto al suo ritratto in bronzo, non erano un semplice elemento decorativo. Costituivano parte integrante del monumento funebre, un omaggio musicale che dialogava con la sua identità artistica e con il legame profondo tra la musica e la sua memoria. La loro scomparsa lascia un vuoto che va oltre il danno materiale: è uno sfregio al rispetto dovuto ai luoghi della memoria e a una figura che ha segnato la cultura italiana.

Resta ora da capire chi possa aver compiuto un gesto simile e con quali motivazioni. Le autorità competenti sono chiamate a fare luce sull’accaduto, mentre cresce tra i cittadini l’indignazione per un atto che appare gratuito e incomprensibile.

Nel frattempo, quella ferita sul marmo resta lì, visibile a tutti. Un segno che racconta non solo un furto, ma una mancanza di rispetto che colpisce l’intera comunità. Torino, ancora una volta, si ritrova a difendere la propria memoria, sperando che ciò che è stato tolto possa essere restituito — o almeno, che venga restituita la dignità a uno dei suoi simboli più amati.

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Quotidiano Piemontese

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