Quando il rumore da traffico è un fattore di rischio di infarto e ictus
- Postato il 26 marzo 2026
- Cronaca
- Di Agi.it
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Quando il rumore da traffico è un fattore di rischio di infarto e ictus
AGI - Il rumore prodotto da traffico stradale, treni e aerei non è solo un fastidio quotidiano, ma un fattore di rischio concreto per la salute cardiovascolare. È quanto emerge da uno studio presentato all'Annual Scientific Session dell'American College of Cardiology (ACC.26), secondo cui vivere in aree con elevati livelli di rumore da trasporto è associato a un aumento significativo del rischio di eventi cardiaci maggiori. L'analisi, condotta su oltre 1,2 milioni di adulti nell'area di Houston tra il 2016 e il 2023, ha rilevato che le persone esposte a livelli di rumore più elevati hanno una probabilità superiore del 17% di andare incontro a eventi cardiovascolari gravi, come infarto, ictus o necessità di interventi per liberare le arterie coronarie, oltre a un aumento della mortalità complessiva.
I ricercatori hanno classificato l'esposizione al rumore in base ai decibel: sotto i 45 decibel come ambiente 'silenzioso', tra 45 e 54 come moderato e sopra i 55 come elevato. Anche livelli apparentemente non dannosi per l'udito, come 55 decibel - paragonabili a una conversazione normale - possono però avere effetti fisiologici rilevanti se costanti o fuori dal controllo dell'individuo, in particolare disturbando il sonno. Tra le diverse fonti, il rumore stradale mostra l'associazione più forte con il rischio cardiovascolare, mentre quello ferroviario presenta un impatto peculiare: ogni aumento di 10 decibel è collegato a un incremento del rischio del 14%, rispetto al 3% per il traffico su strada.
Meccanismi e strategie di prevenzione
Secondo gli autori, ciò potrebbe dipendere dalla natura intermittente e improvvisa dei rumori ferroviari, soprattutto durante la notte, che attivano risposte di stress nell'organismo anche in assenza di risveglio. Il meccanismo alla base di questi effetti non è stato direttamente analizzato nello studio, ma evidenze precedenti suggeriscono che l'esposizione cronica al rumore possa attivare una risposta fisiologica allo stress, contribuendo nel tempo allo sviluppo di malattie cardiovascolari. Anche le vibrazioni associate al traffico ferroviario potrebbero avere un ruolo. Importante è che l'associazione tra rumore e rischio cardiaco rimane significativa anche dopo aver considerato altri fattori noti, come età, condizioni socioeconomiche, fattori metabolici e inquinamento atmosferico. Questo rafforza l'ipotesi che il rumore sia un fattore di rischio indipendente e modificabile.
Gli autori sottolineano che il rumore ambientale dovrebbe essere preso in considerazione al pari dei fattori di rischio tradizionali, come dieta, attività fisica e fumo. Interventi di pianificazione urbana - come una migliore insonorizzazione degli edifici, barriere naturali come alberi o una gestione più attenta dei corridoi di trasporto - potrebbero contribuire a ridurre l'esposizione e migliorare la salute pubblica. Anche a livello individuale è possibile adottare alcune misure, come migliorare l'isolamento acustico delle abitazioni o ridurre l'ingresso di rumori durante la notte. I risultati evidenziano quindi come un elemento spesso sottovalutato, come il rumore, possa avere un impatto rilevante sulla salute del cuore, aprendo nuove prospettive per la prevenzione cardiovascolare.
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