Rassegna Resistere e Creare alla Tosse, debutto con un grande titolo: “Tu non mi perderai mai”
- Postato il 27 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Si apre questa sera, 27 febbraio (ore 20:30), con un grande nome la rassegna Resistere e Creare del Teatro della Tosse (sala Trionfo), giunta alla sua XII edizione e ormai divisa tra danza, circo, teatro, musica dal vivo, arti visive e nuovi media, sotto la direzione artistica di Marina Petrillo.
Tu non mi perderai mai è stato spettacolo finalista ai Premi Ubu 2025, liberamente “inspirato” dal Cantico dei Cantici creato e interpretato vent’anni fa da Raffaella Giordano, grande nome della scena coreutica contemporanea, allieva ed interprete con Pina Bausch e Carolyn Carlson, nella versione 2025, ricostruita dalla stessa Giordano per il brillante talento della giovane Stefania Tansini, premio Ubu 2022 come miglior performer Under35. (La scheda)
La Rassegna
Petrillo è affiancata dallo scorso anno da un comitato artistico composto da Katarzyna Gdaniec, coreografa della pluripremiata compagnia Linga/CH, Lara Guidetti, coreografa della compagnia nazionale Sanpapié/IT dance and physical theatre, Natalia Vallebona ,coreografa della compagnia indipendente transnazionale Poetic Punkers/BE-IT e Valentina Barone, curatrice indipendente basata a Colonia /DE, circus and dance international development manager e editor IT/DE circus dance festival, founder & coordinator around about circus.
Quella di Resistere e Creare è una visione integrata e una progettazione condivisa, fedele all’eredità del Teatro della Tosse, per valorizzare la multidisciplinarietà e la varietà dei linguaggi con prospettive e voci differenti, che conferma la rassegna come punto di riferimento per professionismo e produzione creativa.
Un approccio sempre vivo ed un sistema dinamico che evolve continuando ad intrecciare ricerca, scouting e sviluppo del pubblico, con un impegno costante che punta con decisione ad incrementare inclusione e sostenibilità.
Se il 2025 è stato l’anno dedicato all’indagine sulle “Forme”, il 2026 procede verso un nuovo concetto: lo Spazio.
Uno spazio non inteso come vuoto da colmare, ma come dimensione viva, esperita e condivisa; un territorio in cui la “geografia fisica” possa incontrare la risonanza emotiva, un ambiente mobile, dove corpo, mente, percezione sensoriale e creatività si incrociano in un dialogo continuo: uno spazio che diventi materia plastica da abitare, pervadere e trasformare continuamente, attraverso la forza del movimento e la consapevolezza della nostra presenza.
Palcoscenici tradizionali, spazi non convenzionali e contesti site-specific si alterneranno per poter essere abitati in modi inattesi.
Non mancheranno infine, momenti di ricerca creativa e di confronto con residenze artistiche, sostegni produttivi, laboratori, workshop e approfondimenti critici, anch’essi cuore pulsante della rassegna insieme agli spettacoli in programma.
Un ecosistema fertile che ancora una volta coinvolgerà artisti, operatori e pubblico.