Real Madrid, dopo Ancelotti il nulla: Mbappè si vergogna, Arbeloa fa rinascere Mourinho
- Postato il 29 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Che il ciclo di Ancelotti a Madrid fosse da considerarsi ormai esaurito lo si era capito già a metà della scorsa stagione anche se la fusione perfetta tra Re Carlo e i blancos va al di là di statistiche, numeri e trionfi. Nei suoi due periodi sulla panchina delle merengues Ancelotti ha vinto 3 Champions, 2 volte la Liga. 2 Supercoppa di Spagna, 3 Mondiale per Club. 3 Supercoppa Europea, 2 Coppa del Re scavando un solco tra sè e qualsiasi altro tecnico nella storia del Real (lo stesso Zidane ha vinto meno: 3 Champions League, due volte Liga e Supercoppa UEFA, due Supercoppe di Spagna e due Coppe del mondo per club) ma che il suo addio fosse il preludio di una crisi profonda nessuno l’avrebbe mai immagnato.
- Da Xabi ad Arbeloa è cambiato poco
- Il tracollo col Benfica
- Il mea culpa di Arbeloa
- La rinascita di Mourinho
Da Xabi ad Arbeloa è cambiato poco
Mentre Ancelotti è amatissimo in Brasile, per il Real è crisi. Dopo aver esonerato a gennaio Xabi Alonso ( 231 giorni e 34 partite con 24 vittorie e 6 sconfitte tra cui il 5-2 incassato al Metropolitano contro l’Atletico, con una striscia pessima di 2 vittorie in 8 uscite tra Liga e Champions tra novembre e dicembre) il Real si è affidato ad Arbeloa che per ora non sta facendo meglio (3 vittorie e 2 ko pesanti, l’eliminazione sorprendente agli ottavi di Coppa del Re vs Albacete per 2-3 nella sua prima gara ufficiale e la sconfitta di ieri col Benfica).
Il tracollo col Benfica
Ieri il punto più basso, la sconfitta per 4-2 in casa del Benfica in Champions col gol allo scadere del portiere Trubin: Real 24esimo in classifica generale e costretto ai playoff. Inutile la doppietta di Mbappè che a fine gara era una furia: “Non possiamo essere bravi un giorno e scarsi quello dopo. Non è questo che fa una squadra da campionato. Il gol di Trubin? Una vergogna. Abbiamo giocato malissimo . Il quarto gol non cambia nulla; è un po’ imbarazzante, ma non cambia nulla”.
Il mea culpa di Arbeloa
Nero anche il tecnico Arbeloa: “Non è la prima volta che un portiere segna contro di me. Ovviamente, hanno dovuto rischiare; giocavamo con due giocatori in meno e dovevamo anche segnare un gol per essere tra le prime 8. Hanno rischiato, abbiamo rischiato anche noi, e alla fine hanno vinto loro. Ero perfettamente consapevole del livello dell’avversario, dell’atmosfera che si sarebbe creata e dell’allenatore che avremmo affrontato. La responsabilità è sempre e assolutamente mia perché non sono riuscito a far sì che i giocatori affrontassero la partita come volevo. E il resto, è tra me e José. Che autocritica faccio degli ultimi 15 giorni? L’ho appena detto, non so se mi avete sentito. Sono responsabile della sconfitta, proprio come lo ero ad Albacete”.
La rinascita di Mourinho
Dall’altra parte si registra la resurrezione di Mourinho: eliminato dalla Coppa di Portogallo dal Porto, eliminato dalla Coppa di Lega dal Braga e terzo in campionato, con un distacco incolmabile dalla capolista, la stagione rischiava di concludersi a gennaio ma ecco l’impresa che non ti aspetti. Al 98° minuto con il Real Madrid ridotto in nove uomini, Mourinho ha mandato il suo portiere, Trubin, a colpire di testa una punizione dalla fascia. Il portiere si è alzato incredulo, svettando sopra tutti gli altri e mandando la palla in rete.
Lo Special One è corso verso la panchina del Real Madrid con le braccia alzate , senza freni, momentaneamente ignaro del fatto che Arbeloa, il suo ex pupillo, e altri fossero in piedi davanti a lui. Poi sono arrivate le scuse: “Mi sono scusato con lui per il modo in cui ho festeggiato, ma Álvaro è un uomo di calcio e capisce che in quel momento si dimentica che è il Real Madrid e che Álvaro è in panchina ” .