Referendum giustizia, centrosinistra: “Mazzata per Bucci-Meloni, dalla Liguria un segnale chiaro”
- Postato il 23 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Il risultato della consultazione referendaria sulla riforma della Giustizia e la netta vittoria del “No” al centro delle reazioni e dei commenti politici in Liguria e nel savonese.
Intanto, quando ormai l’esito si stava defilando in maniera netta, sono arrivate le prime dichiarazioni via social della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”.
Per Matteo Renzi: “Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Noi dieci anni fa lo abbiamo fatto, Giorgia Meloni avrà lo stesso coraggio? Io mi sono dimesso da Premier, da Segretario, da tutto. Vedremo che farà Meloni dopo una sconfitta clamorosa”.
“Prendiamo atto con rispetto del voto espresso dagli italiani nel referendum sulla riforma della giustizia. La scelta dei cittadini va sempre ascoltata e rispettata. Ancor più adesso che si è espressa una larga parte degli elettori con un ritrovato slancio verso la partecipazione al voto” ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci.
“La vittoria del No alla riforma rappresenta un segnale chiaro: i cittadini hanno scelto di difendere la Costituzione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Oggi è una giornata importante: quando così tante persone partecipano è un segnale di salute per la nostra democrazia” ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Arboscello.
“Gli elettori hanno respinto una riforma che non migliorava il sistema della giustizia e hanno riaffermato con forza il valore dell’autonomia della magistratura e dei principi costituzionali. È da qui che dobbiamo ripartire. I dati liguri lo confermano con chiarezza: anche nella nostra Regione il No si afferma come una scelta netta e consapevole. È un voto che parla di partecipazione, di attenzione e di difesa dei principi costituzionali. Quando sono in gioco la democrazia e l’equilibrio tra i poteri dello Stato la Liguria risponde, dimostrando ancora una volta che i cittadini sanno riconoscere ciò che va difeso” conclude il consigliere regionale Dem.
E il segretario del PD Liguria Davide Natale assieme al capogruppo del PD in Regione Armando Sanna aggiungono: “La vittoria del No al referendum sulla giustizia rappresenta un elemento inequivocabile: i cittadini hanno bocciato questa destra e le sue politiche. Hanno scelto di difendere la Costituzione, l’equilibrio tra i poteri dello Stato, a partire dall’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Un segnale chiaro al Governo, che in Liguria ha visto oltre il 57 per cento dei cittadini scegliere il No, mentre il Sì si è fermato al 42 per cento circa. La maggioranza dei cittadini non condivide l’impostazione della destra su giustizia e istituzioni e chiede invece riforme serie, condivise e rispettose dei principi costituzionali”.
“Lo conferma l’affluenza, che in Liguria si attesta al 62,23 per cento, superando la media nazionale, frutto di un lavoro condiviso con associazioni, comitati, sindacati, partiti e cittadini che si sono attivati per difendere la Costituzione e la Democrazia, a cui va il nostro grazie. Questa è stata la più grande risposta per difendere la nostra Costituzione. Il Governo ha caricato tutto su questa sfida cercando di portare avanti una narrazione che nulla aveva a che fare con il quesito referendario. Una risposta netta che non lascia spazio a fraintendimenti che fa capire quanto i valori della nostra Costituzione siano parte integrante della nostra comunità”.
“Ora si apre una fase nuova. Come Partito Democratico chiediamo al governo di abbandonare gli slogan e mettere in campo investimenti per il reale funzionamento della giustizia: si facciano assunzioni, si rafforzino i sistemi telematici e si renda il sistema veramente più vicino a cittadini e imprese. Quando si tratta di difendere la Costituzione, i cittadini sanno scegliere da che parte stare: il voto di oggi lo ha dimostrato” concludono i due esponenti Dem.
“Il NO ha vinto, e ha vinto in modo significativo. Oggi il messaggio che arriva dalle urne è chiaro: la presidente Meloni si occupi finalmente della crisi economica e sociale del Paese, oppure ne tragga le conseguenze” sottolinea poi il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Andrea Orlando Presidente e rappresentante di Linea Condivisa, commenta l’esito del voto referendario.
“In queste ore sento molti esponenti del centrodestra giustificare la sconfitta dicendo che si trattava di un referendum tecnico. Non è così. Altro che tecnico. Qui si interveniva su equilibri costituzionali delicatissimi, si modificava l’autogoverno della magistratura e si introducevano meccanismi che rischiavano di indebolirne l’indipendenza, senza però affrontare i veri problemi della giustizia: i tempi dei processi, la carenza di personale, l’organizzazione degli uffici”.
“A questo si è aggiunta una campagna elettorale condotta con toni inaccettabili, fatta di attacchi continui alla magistratura e di un linguaggio divisivo che poco ha a che vedere con il rispetto delle istituzioni. Oggi, però, le cittadine e i cittadini hanno risposto. E ha dato una risposta politica, non tecnica” aggiunge Pastorino.
“Non ho dubbi che Meloni non si dimetterà. Ma almeno la destra al governo abbia la lungimiranza di fermarsi e cambiare priorità. Perché l’Italia ha problemi concreti e urgenti: salari che non crescono, precarietà diffusa, una sanità sempre più in difficoltà, disuguaglianze che si allargano. Problemi che erano già evidenti e che rischiano di aggravarsi ulteriormente dentro uno scenario internazionale sempre più instabile, che il governo ha accettato senza una reale autonomia, seguendo una linea subalterna alle scelte di Trump e Netanyahu”.
“Chi si aspettava un testa a testa oggi ha avuto una risposta netta. Quando gli italiani vengono chiamati a decidere su questioni che riguardano la Costituzione e gli equilibri democratici, partecipano e scelgono con consapevolezza. Hanno respinto un intervento che veniva percepito come un attacco alla magistratura e hanno rimesso al centro una richiesta semplice ma fondamentale: la politica torni ad occuparsi dei problemi reali delle persone” conclude il consigliere regionale.
“Ha vinto la volontà di difendere la Costituzione, ha vinto la volontà di mandare a casa il governo Meloni e la giunta Bucci. La vittoria è stata netta in tutta la Liguria, con un risultato plebiscitario nella città di Genova, dove i ‘NO’ hanno prevalso di quasi 30 punti percentuali. Questo esito, rafforzato dalla grande affluenza, testimonia la bocciatura della riforma giudiziaria e un forte giudizio politico negativo nei confronti di chi sta governando la nostra regione e il nostro Paese” il commento di AVS Liguria.
“La vittoria del NO in Liguria, con uno scarto del 15%, è un chiaro messaggio per il centrodestra. Grazie ad AVS abbiamo portato avanti una campagna che ha saputo attivare le persone e ha reso chiara la volontà dell’elettorato. Lo slancio di questa vittoria è un vento di speranza, che in Liguria ha soffiato con forza. Ovunque, anche nel comune di Imperia, dove sono stati ribaltati i pronostici. I cittadini e le cittadine hanno scelto di difendere la Costituzione e arginare la delegittimazione della magistratura. Un altro dato incoraggiante è quello dell’affluenza elevata, che segna la voglia dei cittadini di tornare a contare” dichiarano Selena Candia e Jan Casella, consiglieri regionali di AVS, Carla Nattero, segretaria ligure di Sinistra Italiana, Simona Simonetti e Simon Moeller, co-portavoce liguri di Europa Verde.
“Il risultato referendario ha un valore storico. Dice con forza che il popolo italiano non ha nessuna intenzione di modificare l’architettura costituzionale che ha garantito democrazia e libertà per 80 anni al nostro Paese. Pensiamo che, dopo il fallimento del referendum Meloni, la tentazione neo-autoritaria sia stata cacciata definitivamente dal dibattito politico italiano. Cambia l’aria in Italia ma anche In Liguria: i risultati della nostra regione sono sorprendenti sia come livello di affluenza sia come nettezza dell’esito. Il NO vince con larghissimo margine in tutta la Liguria, nettamente al di sopra della media nazionale in tutti i capoluoghi di provincia: a Genova e Savona supera il 60% ma vince anche a Imperia dove il sindaco Scajola si è particolarmente impegnato per il SI”.
“Senza applicare automatismi meccanici possiamo ben dire che le difficoltà di governo della destra in Liguria sono confermate da questo voto. Certi atteggiamenti proprietari negli stili di governo degli esponenti della destra, del presidente Bucci come del sindaco Scajola, non hanno ragione di essere perché il loro consenso si è rivelato molto meno solido di quello che vogliono fare credere. Il referendum ci indica quindi che anche a livello politico, a partire dalle elezioni comunali di fine maggio, c’è possibilità di cambiare e di consolidare la coalizione progressista, che nella campagna referendaria ha trovato unità e ragioni sostanziali di iniziativa comune” concludono gli esponenti liguri di Alleanza Verdi e Sinistra.
“Ha vinto il popolo della Costituzione” dichiara ancora Jacopo Ricciardi, segretario regionale di Rifondazione Comunista Liguria: “Viva l’Italia antifascista che, con uno straordinaria partecipazione popolare, ancora una volta ha salvato la Costituzione nata dalla Resistenza”.
“Siamo di fronte al fallimento di Giorgia Meloni e degli eredi di Giorgio Almirante, Licio Gelli e Silvio Berlusconi. Tanti giovani hanno contribuito a questa vittoria, dopo aver contestato la complicità del governo italiano al genocidio del popolo palestinese riempiendo tantissime piazze italiane. Il risultato importante – conclude – dimostra che l’attuazione della Costituzione e l’importanza dei temi sono la base su cui costruire un fronte unitario capace di sconfiggere la destra alle prossime elezioni politiche”.