Referendum Giustizia: chiuse le urne, affluenza record (intorno al 58,9%), “No” in vantaggio
- Postato il 23 marzo 2026
- Di Panorama
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È il giorno del verdetto per il referendum confermativo sulla giustizia. Le consultazioni sulla separazione delle carriere si è trasformato nelle ultime settimane in una vera e propria resa dei conti politica.
Da un lato la maggioranza compatta sul Sì, dall’altro i principali partiti di opposizione, altrettanto uniti sul No; il voto è quindi diventato un test di fiducia sull’esecutivo, a poco più di un anno dalla fine della legislatura. Ecco i risultati in diretta.
I risultati
Quando sono state scrutinate 13.631 sezioni su 61.533, il No è in vantaggio con il 54,33%, mentre il Sì si ferma al 45,67%.
Anche i primi Exit Poll pubblicati alla chiusura delle urne confermavano la tendenza. Secondo la proiezione di Youtrend per Sky TG24, il No sarebbe avanti con il 52,5%, mentre il Sì seguirebbe con il 47,5%. Il margine di errore, tuttavia, permette sorprese, essendo di oltre 2 punti percentuali (ovvero, il Sì potrebbe ancora tranquillamente finire davanti).
Più o meno concordi gli Exit Poll di Opinio per Rai, con il No dato tra il 49 e il 53% e il Sì nella forchetta 47-51%. Swg per la 7 dà esattamente la stessa forchetta. In altre parole è ancora presto per capire chi vincerà.
Il quesito del referendum
Gli elettori sono stati chiamati a confermare o respingere la legge costituzionale approvata dal Parlamento, che modifica sette articoli della Costituzione in materia di magistratura.
Al centro della riforma c’è la separazione netta delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la riforma Nordio che eliminerebbe del tutto la possibilità di cambiare carriera.
Il testo prevede inoltre la divisione dell’attuale Csm in due organi distinti, uno per i giudici, uno per i pm, e la creazione di una nuova Alta Corte disciplinare. Trattandosi di un referendum confermativo ai sensi dell’art. 138 della Costituzione, non è richiesto alcun quorum: vince chi ottiene più voti.
Affluenza record
Si può già affermare che l’affluenza è record: alle chiusura delle urne, secondo i primi dati della piattaforma Eligendo, ha votato il 58,9% degli aventi diritto.
Un risultato senza precedenti nel recente panorama referendario italiano. Nel 2025, per i referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza, la partecipazione alla stessa ora si era fermata al 22,73%; nel 2022 al 20,9%; nel 2020, per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, era stata del 39,37%.
Il dato di affluenza per questo referendum è quindi il più alto dal 1995 per una consultazione in cui il voto si svolge su due giorni.