Referendum: il No prevale tra studenti, laureati e professionisti. Più Si tra casalinghi ed elettori con istruzione bassa

  • Postato il 24 marzo 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Sono gli studenti, i laureati e i professionisti ad avere spinto bocciatura del referendum sulla riforma della giustizia. Una mobilitazione a difesa della Costituzione che è stata trasversale, coinvolgendo in particolare gli italiani con una condizione economica elevata ma anche i ceti meno abbienti. Il prevale solo tra chi ha un titolo di studio basso e tra i casalinghi/e. È questo il quadro di come hanno votato gli italiani per la riforma della giustizia Nordio secondo le stime di Ipsos Doxa per il Corriere.

Boom di affluenza tra i giovani

Il punto di partenza è quello della grande partecipazione: oltre un terzo di chi non ha votato alle elezioni di due anni fa questa volte si è recato alle urne. L’affluenza che sfiora il 59% è trainata in particolare dai più giovani: la generazione Z, dai 18 ai 28 anni, ha il 67% di partecipazione al voto e , di questi, vota no il 58,5%. Il massimo livello di astensione si trova negli italiani tra i 29 e i 44 anni (non ha votato il 47,5%). Affluenza poco sopra la media nazionale, invece, per le classi d’età 45-60 anni e tra gli over 60.

Quasi il 68% dei laureati ha votato No

Le stime dell’istituto guidato da Nando Pagnoncelli (basate su circa 6mila interviste, con un margine di errore di +/-4%) disegnano anche la distribuzione del voto per caratteristiche sociodemografiche. Il No prevale in quasi tutti i gruppi, ma è nettamente avanti tra chi ha un livello di istruzione più elevata: tra i laureati i contrari sono il 67,9%, mentre il 53,6% tra i diplomati. Il Sì prevale invece (51,4%) solo tra chi ha la licenza media o elementare.

La condizione economica

Per quanto riguarda la condizione economica, la percentuale più alta di No si registra tra chi ha un reddito elevato (59,9%) seguiti da chi ha una condizione bassa (57,1%). Sono i ceti medi a presentare delle percentuali inferiori ma sempre con i contrari in maggioranza: condizione economica medio-alta 53,8%, media 51,4% e medio-bassa 53,2%.

Più No da studenti e professionisti, Sì dai casalinghi/e

Per quanto riguarda le categorie professionali il No sbanca tra gli studenti (63,6%) seguiti da imprenditori, professionisti e dirigenti (57,2%) e anche i pensionati (57%). La prevalenza di favorevoli alla riforma, secondo le stime, si registra solo tra i casalinghi/e, dove i Sì raggiungono quota 57,4%, mentre sono quasi divise equamente le preferenze tra gli operai.

Rapporto con la religione

Infine Ipsos Doxa stima anche l’andamento del voto nel rapporto con la religione. In questo caso il No domina tra i non credenti (68,4%) e tra chi professa altre religioni (52,1%). Tra i cattolici, invece, si registra un maggior numero di Sì, in particolare tra i cattolici praticanti saltuari dove tocca cifra 54,6%.

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