Referendum, Nordio alla Camera attacca le opposizioni: “Sulla riforma petulanti litanie”. Proteste in Aula
- Postato il 21 gennaio 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Una petulante litania davanti alla quale non vi è possibilità di replica”. Carlo Nordio liquida ancora una volta così le critiche alla sua riforma costituzionale, e in particolare quelle secondo cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri metterebbe a rischio l’indipendenza dei magistrati dell’accusa. “Poiché è stato adombrato un po’ da tutti che vi sia una sorta di oltraggio, di vulnus alla Costituzione, che vogliamo mettere il pm sotto il controllo dell’esecutivo, faccio presente che la Costituzione attuale non riconosce al pm le stesse garanzie del giudici: noi eleviamo il pm alla stessa libertà, autonomia e indipendenza del giudice”, sostiene il ministro alla Camera nelle sue comunicazioni annuali sull’amministrazione della giustizia. Una singolare tesi basata sull’articolo 101 della Costituzione, che cita solo “i giudici” come “soggetti soltanto alla legge”, ignorando però l’articolo 104, secondo cui la magistratura nel suo complesso (quindi sia giudici che pm) “costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.
Il riferimento alla “petulante litania” scatena le proteste delle opposizioni in Aula, con il vicepresidente di turno, Fabio Rampelli di FdI, che interviene contestando al dem Federico Fornaro di voler “limitare il diritto di parola e di pensiero al governo”. Ma Nordio insiste: “Non trovo quale altro aggettivo possa essere usato quando veniamo ripetutamente accusati di voler sottoporre la magistratura al potere esecutivo. Se questa non è una litania petulante, dovrei usare dei termini molto più severi dal punto di vista logico”. La riforma, ripete, “non è contro la magistratura né contro nessuno, prova ne siano le moltissime persone lontane dalla nostra posizione politica che si sono schierate a favore del referendum”. Poi accusa l’opposizione citando un recente intervento del fondatore del Pd Goffredo Bettini: “C’è stata una manifestazione di sincerità da parte di un membro dell’opposizione, il quale ha detto chiaro e tondo che sarebbe stato favorevole alla riforma ma siccome questo è un voto politico voterà contro il governo Meloni”.
Il ministro fa rumoreggiare l’Aula anche quando parla dei suicidi in carcere: prima li definisce “un fardello di dolore” e “un fallimento dello Stato“, poi però torna a rivendicare come un successo – l’aveva già fatto ad agosto innescando forti polemiche – il fatto che nel 2025 “la percentuale di suicidi” sia “diminuita del 10%. È sempre alta, è sempre intollerabile, però quel trend che era iniziato un paio d’anni fa in modo estremamente preoccupante oggi si è invertito, e questa è una notizia meno cattiva di quella che potevamo temere”, dice Nordio. Poi ripete la sua teoria secondo cui i suicidi non sono legati al sovraffollamento, che anzi addirittura li eviterebbe: “Lo sappiamo tutti ormai, sono stati fatti molti studi su questo, non è il sovraffollamento che provoca il suicidio. Il suicidio è provocato dalla solitudine, dalla disperazione e dalla incapacità, molto spesso, di affrontare il momento della liberazione”. Infatti, sostiene, “una parte dei suicidi avviene, singolarmente, non quando entri in carcere, ma quando stai per uscire. Ed è su questo che noi stiamo intervenendo, sul lavoro all’interno del carcere e soprattutto sulla possibilità che già stiamo attuando di trovare, di dare un lavoro retribuito e dignitoso al detenuto nel momento stesso in cui esce, in modo da non lasciarlo libero, per così dire, sulla strada.
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