Referendum, Salvatore Borsellino: “I mafiosi voteranno sì, Gratteri dice la pura verità. Riforma Nordio? Un golpe, un attentato alla Costituzione”

  • Postato il 12 marzo 2026
  • Giustizia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Ha fatto benissimo Gratteri a dire che mafiosi e massoni deviati voteranno Sì al referendum sulla giustizia perché è la pura verità. Sicuramente i mafiosi sono ben contenti di qualcosa che diminuisca il potere della magistratura”. Sono le parole pronunciate a Battitori liberi, su Radio Cusano Campus, da Salvatore Borsellino, fondatore del Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992.
Salvatore Borsellino apre il suo intervento, disapprovando coloro che tirano fuori il nome del fratello e di Giovanni Falcone per propagandare il Sì alla riforma Nordio: “Sulla separazione delle carriere il timore di mio fratello Paolo è che venisse alterata l’indipendenza dalla magistratura, a cui Paolo teneva moltissimo. Pensava infatti che una separazione delle carriere avrebbe potuto portare i pm sotto l’influenza del potere politico e questo per Paolo era un pericolo che voleva assolutamente scongiurare già a quei tempi, quando ancora di separazione delle carriere non si parlava”.
E aggiunge: “Citano le parole di Giovanni Falcone dicendo che favorevole alla separazione delle carriere, ma è una falsità. Giovanni Falcone si riferiva a un contesto completamente diverso da quello di oggi, quando, peraltro, era in atto la riforma del codice penale. Lui parlava non di separazione delle carriere, ma di separazione delle funzioni: lui stesso era passato più volte dalla magistratura inquirente alla magistratura giudicante”.

Borsellino definisce la riforma Nordio “un golpe” e “un attentato alla Costituzione”. E rincara: “Si continua a chiamare in causa in causa due magistrati che hanno ucciso perché non potessero più parlare e addirittura si arriva a definire oggi quei magistrati come un plotone di esecuzione, come ha fatto la capo gabinetto del ministro della Giustizia: è veramente un’oscenità, una cosa da fare rivoltare le viscere. Sono i magistrati a essere finiti sotto il plotone di esecuzione: ben 27 magistrati sono stati uccisi dalla mafia nel nostro paese nell’esercizio delle loro funzioni, questa è la verità”.

Salvatore Borsellino spiega poi le ragioni per cui si è schierato per il No: “Questo è un referendum non su una riforma, ma su un vero e proprio golpe istituzionale, perché si è arrivati a questa proposta di modifica della Costituzione in modo assolutamente innaturale e completamente diverso da quello che avevano stabilito i padri costituenti. Si è arrivati, cioè, con quattro passaggi in un Parlamento che è assolutamente privato delle sue funzioni, visto che ormai si va avanti soltanto a forza di decreti legge e di voti di fiducia. E in questo Parlamento che ha perso il suo potere – continua – la modifica costituzionale è stata fatta passare con quattro letture, però senza permettere un emendamento né da parte dell’opposizione né da parte dello stesso sistema di potere, non lo chiamo neanche governo, che l’aveva presentato. Tutto questo non è ammissibile“.

E conclude: “Si fa passare questo referendum come se fosse un voto sulla separazione delle carriere, ma le carriere sono già ampiamente separate dalla riforma Cartabia che ha fatto sì che un magistrato per passare da una funzione all’altra lo può fare solo una volta nell’ambito della sua professione e deve pure cambiare regione, tanto è vero che i magistrati che cambiano sono pochissimi, meno dell’1%. Questa cosiddetta Alta corte disciplinare, poi, è un vero e proprio tribunale speciale che è espressamente proibito dalla Costituzione“.

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Il Fatto Quotidiano

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