Rete associazioni San Teodoro: “Si rilancino le politiche sulla salute pubblica dei quartieri fronte porto”
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Abbiamo appreso con piacere che Genova si candida a Capitale italiana del Mare 2026. Secondo il vicesindaco Terrile la città avrebbe tutte le potenzialità per proporsi come riferimento nella rigenerazione urbana a vocazione blu. Ne siamo convinti e vorremmo che tale rinascita iniziasse proprio dai quei quartieri “fronte porto” che più di tutti subiscono le esternalità negative del traffico marittimo: in particolare l’inquinamento da fumi delle navi, responsabile di circa il 50% delle emissioni di biossido di azoto (NOx), sapendo peraltro che, in base al rapporto “Cambiamo aria”, di ISDE – Medici per l’ambiente, Genova si colloca al 3° posto in Italia, dopo Napoli e Palermo, per le più alte concentrazioni di NOx”.
A scriverlo in una nota la Rete associazioni San Teodoro che torna su uno dei principali problemi del quartiere, uno dei più toccati dall’inquinamento portuale: “Nello specifico, basandosi sulle rilevazioni dell’ARPAL, il prof. Annibale Biggeri, epidemiologo dell’Università di Padova, e il dr. Federico Valerio, chimico ambientale, hanno valutato che nel 2025 ogni genovese sia stato mediamente esposto a una concentrazione di NOx ben superiore alle linee guida dell’OMS e alle norme europee in vigore dal 2030. Su questa base si stima che nell’anno appena trascorso il biossido di azoto abbia causato circa 380 morti prevenibili: il 4.8% della mortalità totale genovese. Ma le centraline di corso Europa e via Buozzi ci dicono che chi vive vicino a traffico veicolare intenso o al porto respira concentrazioni di NOx ben più elevate di chi abita distante da tali fonti di inquinamento”
“Per affrontare una situazione così critica, la nostra Rete chiede, nei tempi più brevi, l’allaccio delle navi a banchine elettrificate; azioni efficaci per colmare il divario di esposizione tra i territori (monitorando anche luoghi oggi scoperti); un’indagine epidemiologica sui soggetti più fragili e interventi urgenti nei quartieri più impattati, per garantire viabilità e vivibilità anche nei periodi di maggior affluenza agli imbarchi”
“Siamo consapevoli sia dell’urgenza di dare risposte ai cittadini, sia della complessità da affrontare per salvaguardare il lavoro e tutelare la salute, ma rifiutiamo di scegliere se morire di fame o di fumi – concludono – In tal senso registriamo con favore l’impegno della nuova Amministrazione comunale che rilanciando e coordinando l’Osservatorio ambiente salute, promuove un rapporto efficace tra i soggetti preposti. Mancano, invece, l’impulso politico della Regione Liguria e la risposta degli armatori, con i quali cerchiamo un confronto per costruire un rapporto virtuoso tra la città e il suo porto. Ogni portatore d’interesse deve assumersi responsabilità: non si possono privatizzare i ricavi e socializzare i costi, a partire dalla salute dei cittadini”.