Rifiuti, Amiu annuncia una “campagna di comunicazione potentissima” per la raccolta differenziata

  • Postato il 15 gennaio 2026
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cassonetti elettronici intelligenti amiu

Genova. Una “campagna di comunicazione potentissima” a partire da febbraio per spingere sulla raccolta differenziata a Genova. Ad annunciarla è il direttore generale di Amiu Roberto Spera a margine dell’evento Genova Circolare – Le 4 R: da rifiuto a risorsa organizzato dalla Fondazione Carige in collaborazione col Comune e la sua partecipata. Nell’occasione è stato presentato un progetto educational che coinvolgerà 20 scuole e circa 8mila studenti, proprio per promuovere l’economia circolare.

​”Bisogna cominciare a parlare in maniera convinta, in maniera concreta, di raccolta differenziata. Tutto parte da lì. Non è solo una questione economica, non è solo una questione ambientale, è anche una questione sociale. Abbiamo bisogno di un nuovo patto sociale in città. La raccolta differenziata è anche presidio di legalità – spiega Spera -. Proprio per questo partiremo, insieme al Conai e al Comune di Genova, con una campagna di comunicazione potentissima che inizierà a febbraio, e andremo municipio per municipio, coinvolgeremo le associazioni e tutti i cittadini per fare dei momenti di informazione e di formazione per tutte le classi sociali della città. Sarà una campagna molto potente che mirerà proprio a stringere questo patto sociale e a fare in modo che Genova possa raggiungere una percentuale di raccolta differenziata che si avvicini quanto più possibile agli obblighi dati dalla normativa europea, per potere affrontare anche la questione del fine ciclo in maniera un po’ più opportuna”.

Gli ultimi dati disponibili sono quelli relativi al 2024 che evidenziano una percentuale di raccolta differenziata a Genova pari al 50,57%, in crescita ma ancora largamente insufficiente. Le stime per il 2025, anticipate dall’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, si attestano sul 53% grazie all’introduzione dei cassonetti bilaterali. L’obiettivo, ancora molto lontano, sarebbe il 65%: se non fosse per il capoluogo, sia la città metropolitana sia la regione nel suo complesso avrebbero già tagliato il traguardo.

“Nel 2026 vedremo l’apertura di nuovi centri di raccolta e di riuso, quindi vogliamo spingere il più possibile – commenta Pericu -. Pensiamo che salire ancora fino al 60% sia possibile lavorando sulla razionalizzazione di quello che c’è e su azioni come questa, coinvolgendo maggiormente la cittadinanza”. Obiettivo che però non sarà raggiungibile entro il 2026, secondo il trend attuale dei dati. 

Termovalorizzatore, Amiu alla finestra per il bando della Regione

Sullo sfondo, strettamente connessa, la questione della chiusura del ciclo dei rifiuti e quindi l’ipotesi di un termovalorizzatore che potrebbe essere realizzato a Scarpino. Come noto, a fine 2025 è uscito il bando della Regione per raccogliere le manifestazioni di interesse delle aziende e la sindaca Silvia Salis ha chiesto più tempo (sei mesi anziché due) nell’attesa che arrivino i risultati dello studio commissionato a Ramboll sui quattro scenari con o senza termovalorizzatore e impianti intermedi.

“Sono convinto che questo tempo ci sarà per poter fare delle corrette e giuste valutazioni, anche sotto l’aspetto tecnico, capire qual è la cosa migliore per la città di Genova – commenta Spera -. Oggi lo sforzo che dobbiamo fare è realizzare quanta più raccolta differenziata possibile, perché un fine ciclo dipende da quello che è il residuo. Quindi capiamo qual è il limite massimo che riusciamo a raggiungere. Quella del termovalorizzatore è una soluzione adottata ormai da più di 30 anni in giro per l’Europa. L’Italia ci sta arrivando in diverse città, Roma è verso la prima pietra, in Sicilia si parla di termovalorizzatori ormai da tempo. A mio avviso l’Italia ci arriva un po’ tardi, quindi è giusto e corretto fare quello che il Comune insieme ad Amiu ha deciso di fare: uno studio approfondito per capire quale può essere una tecnologia che traguarda da qui a 20 anni“.

L’idea di Amiu è partecipare a questa gara, ma deve avere il tempo di poter trovare un partner – spiega Pericu – e la selezione di un partner per un’azienda pubblica non è una questione semplice: deve comunque fare una gara. Questo è il motivo per cui abbiamo chiesto 180 giorni. Nel mentre stiamo facendo valutazioni, insieme a dei consulenti, che permetteranno al nuovo Cda, che si è insediato il 22 dicembre, di capire esattamente quale posizione prendere. Il tema di priorità è la chiusura di Scarpino nel 2030 che ci imporrà di lavorare sull’autonomia della Regione sul trattamento dei rifiuti. Dobbiamo capire esattamente la taglia, le tipologie di impianto e quello che ci permetterà di avere questa autonomia e, allo stesso tempo, una garanzia per la città, che è la maggior produttrice di rifiuti, di avere un ottimo servizio e una revisione della tariffa”.

Una parte della maggioranza, comunque, continua a dire nettamente no al termovalorizzatore. “Siamo per le soluzioni, è stato detto più volte – replica Pericu -. Noi porteremo alla città di Genova quali sono le strategie possibili. Io sono qua, personalmente, perché questo problema non è stato risolto 30 anni fa, quando poteva essere risolto, ed è stato sempre portato a valle. È nella mia linea cercare una soluzione a questo problema e, quando avremo le risposte da dare alla città, le porteremo avanti e si discuterà in maggioranza”.

Il convegno della Fondazione Carige

“Vedere così tanti giovani partecipare a questo convegno è un segnale fortissimo e incoraggiante – afferma Lorenzo Cuocolo, presidente di Fondazione Carige – perché l’economia circolare parla soprattutto al futuro. Il confronto di oggi nasce da un lavoro di squadra che sta dando risultati concreti: la collaborazione con il Comune di Genova è intensa e promettente, così come quella con Amiu, partner all’avanguardia che contribuisce a rendere Genova uno dei laboratori più interessanti d’Italia su questi temi. Genova è una città complessa, dove fare economia circolare non è semplice. Proprio per questo è un terreno di sperimentazione: qui si provano soluzioni, si trasformano le difficoltà in innovazione e si supera il vecchio modello dell’economia lineare, fondato sul consumo e sullo scarto, per puntare su riuso, rigenerazione e valore”.

“L’economia circolare significa consumare meno risorse, produrre meno rifiuti e affrontare una sfida che oggi è anche strategica e geopolitica, legata all’accesso alle materie prime – aggiunge Cuocolo -. Per i più giovani è una grande opportunità: uno degli ambiti di lavoro più rilevanti dei prossimi decenni. Ma perché questo cambiamento sia reale servono competenze, studio e il coraggio di superare rigidità normative che oggi rischiano di frenare l’innovazione. È qui che si gioca il futuro”.

Nel corso della mattinata si sono susseguiti interventi istituzionali e contributi tecnici dedicati ai principi delle 4R – riduzione, riuso, riciclo e recupero – con l’obiettivo di condividere esperienze e buone pratiche già attive sul territorio. Dopo i saluti del presidente di Fondazione Carige Lorenzo Cuocolo e dell’assessora all’Ambiente del Comune di Genova Silvia Pericu, è intervenuto Roberto Cavallo, divulgatore ambientale ed esperto di economia circolare, che ha affrontato i temi della riduzione dei rifiuti e del riuso. La filiera della raccolta differenziata e del riciclo degli imballaggi è stata approfondita da Antonio Protopapa di Corepla (filiera della plastica), Roberto Di Molfetta di Comieco (carta e cartone), Roberto Saettone di Coreve (vetro), e Luca Mattoni di Ricrea (acciaio). Nella seconda parte della mattinata hanno preso la parola Jenny Campagnol del Consorzio Italiano Compostatori, l’esperto di economia circolare Enzo Scalia e la ricercatrice e autrice Irene Ivoi, che ha offerto una riflessione sul ruolo della “spinta gentile” nei comportamenti sostenibili. Le conclusioni sono state affidate al direttore generale di Amiu, Roberto Spera.

“Genova Circolare nasce da una collaborazione strutturata tra Amiu e Fondazione Carige, che mette insieme competenze tecniche e investimento culturale – sottolinea il direttore generale di Aimu Genova, Roberto Spera -. Come Amiu abbiamo progettato un percorso educativo che accompagna gli studenti nella comprensione dei principi dell’economia circolare e del valore economico e sociale della raccolta differenziata. Un percorso che riconosce il ruolo fondamentale dei cittadini, ma che richiama con forza anche la responsabilità di chi è tenuto a ripensare e riprogettare il packaging orientandolo verso materiali, filiere e risorse efficienti e sostenibili. ll  coinvolgimento della Commissione Giovani della Fondazione e il lavoro con i consorzi di filiera rafforzano un approccio integrato, che punta sulla qualità dell’informazione e sulla misurabilità dei risultati”.

Autore
Genova24

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