“Riportatemi in Italia”, il 19enne Simone di Albissola bloccato dalla guerra a Dubai: era in aeroporto durante l’attacco missilistico
- Postato il 5 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albissola-Dubai. “Ho sentito un’esplosione molto forte, le persone hanno iniziato a correre e alcuni a piangere. Ora sono bloccato qui e sto finendo le energie. Il rientro è avvolto nell’incertezza e non so chi contattare perché tutti i tentativi che ho fatto sono stati vani”.
A raccontarlo da Dubai, ai microfoni di IVG, è Simone Vermiglio, 19 anni, di Albissola Marina. A cavallo tra il 28 febbraio ed il primo marzo, si trovava in aeroporto, al Terminal 3, pronto a imbarcarsi per lasciare gli Emirati Arabi e rientrare in Italia, quando l’attacco missilistico diretto proprio contro il Dubai International lo ha costretto ad una permanenza forzata.
Solo ora, dopo quasi una settimana di totale incertezza, sembra esserci una piccola luce in fondo al tunnel rappresentata da un volo l’8 marzo. Ma la preoccupazione resta altissima: con l’escalation del conflitto in corso, nulla è garantito e il timore che tutto possa saltare di nuovo trasforma l’attesa in un’agonia.
Per fortuna, nonostante la giovane età, non si tratta di un turista improvvisato: ha già studiato negli Stati Uniti, grazie ad una borsa di studio, e da settembre 2025 frequentava la “University of Wollongong”, università australiana con campus a Dubai, ma aveva deciso di rientrare comunque in Italia a fine febbraio.
Da lì, per lui, ritrovatosi in mezzo alla guerra suo malgrado, è iniziata una vera e propria odissea: “Sarei dovuto partire il primo marzo, alle 7 del mattino, con FlyDubai, – ha spiegato ai microfoni di IVG, – ma hanno sospeso i voli. E da lì poi è andata sempre peggio. Ho cercato un hotel vicino all’aeroporto, ma la prima notte non c’erano camere e non ho praticamente dormito, mi sono assopito solo mezz’ora nella hall”.
Dopo quella prima notte quasi all’addiaccio, Simone è riuscito a ottenere una sistemazione, ma è da solo, i costi a Dubai sono proibitivi e, senza entrate proprie e con il solo sostegno della famiglia, la sua permanenza a lungo termine sta diventando insostenibile.
Proprio oggi (5 marzo), una buona notizia: è riuscito a riconfermare l’hotel per altre due notti (avrebbe dovuto lasciare la struttura nella giornata odierna), con la speranza di traguardare l’8 per imbarcarsi davvero e poter finalmente intravedere la fine di questo incubo.
“So che il Governo qui si è impegnato ad aiutare chi è in difficoltà. Ho già provato a contattare sia il Governo locale che quello italiano, ma non sono riuscito a trovare né una soluzione logistica per mantenermi qui né, soprattutto, una via certa per tornare indietro”, ha proseguito Vermiglio.
La situazione dei voli rimane, infatti, un’incognita snervante: dopo la cancellazione del primo volo, è saltato anche il secondo, ma attraverso quel biglietto, acquistato con Emirates, ha ottenuto un posto sul volo dell’8 marzo, con partenza alle 4 del mattino. Resta solo da sperare che non si verifichino nuovi “blocchi”.
Anche perché, nonostante l’abitudine a vivere lontano da casa, l’incertezza del panorama internazionale inizia a pesare. Ed ora, con il passare dei giorni, è la stanchezza mentale a farsi sentire: “Quello che temo è l’escalation del conflitto e che ci possa essere una difficoltà sempre maggiore a uscire da qui. Io per fortuna riesco a mantenere la calma, ma ogni tanto sale la preoccupazione perché la situazione non è bella e sto finendo le energie”.
Da qui un grido d’aiuto che si traduce in un appello a più livelli: “Il mio obiettivo è tornare in Italia, ma fino a quando non sarà possibile, chiedo allo Stato Italiano e a quello di Dubai un supporto concreto: ho bisogno di aiuto per non restare solo a gestire questa situazione”, ha concluso il 19enne di Albissola.