Roma, riaffiora un santuario di Ercole dopo 2.400 anni: una scoperta sorprendente
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di SiViaggia.it
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Nel quadrante orientale di Roma, lontano dai circuiti turistici più battuti, un’importante scoperta archeologica sta riportando alla luce un frammento dimenticato della città antica.
Durante gli scavi preventivi nel Parco delle Acacie, in zona Pietralata, è emerso un complesso articolato che comprende un piccolo santuario probabilmente dedicato a Ercole, due tombe aristocratiche di età repubblicana, un antico asse stradale e due grandi vasche monumentali. Un rinvenimento che getta nuova luce sulla vita religiosa, funeraria e infrastrutturale di Roma tra il V-IV secolo a.C. e il I secolo d.C..
La scoperta archeologica nel Parco delle Acacie
Le indagini, avviate nell’estate del 2022 dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito di un progetto di archeologia preventiva, hanno interessato un’area molto estesa, pari a circa quattro ettari. Gli archeologi hanno individuato un contesto di grande rilevanza, occupato in maniera continuativa per diversi secoli, in un territorio attraversato in antico da un corso d’acqua collegato al fiume Aniene.
Uno degli elementi centrali del sito è un sacello a pianta quadrangolare, un piccolo edificio di culto costruito sopra un deposito votivo più antico. All’interno sono stati rinvenuti resti di statuette, parti anatomiche in terracotta e raffigurazioni animali, indizi che portano a collegare il luogo al culto di Ercole, divinità molto venerata lungo la via Tiburtina. Al centro del sacello si conserva la base di un altare, mentre sul fondo doveva trovarsi la statua della divinità.
Accanto all’area sacra sono state scavate due tombe a camera di età repubblicana, appartenenti probabilmente a una gens facoltosa. Le strutture, monumentali e scavate nel tufo, custodivano sarcofagi, urne e corredi funerari di pregio. In una delle sepolture è stato individuato il cranio di un uomo adulto con tracce di una trapanazione chirurgica, un dettaglio raro e di grande interesse scientifico.
Completano il complesso due vasche – est e sud – di grandi dimensioni e un’antica strada che attraversava l’area collegando i diversi spazi funzionali. L’uso originario delle vasche non è ancora certo, ma le loro caratteristiche fanno ipotizzare un impiego rituale o legato ad attività produttive.

L’importanza della scoperta per la storia di Roma
Il ritrovamento di Pietralata conferma come la Roma antica non fosse concentrata solo nel centro monumentale, ma organizzata come una città diffusa, con insediamenti, luoghi di culto e necropoli anche nelle aree oggi considerate periferiche. Questi spazi, un tempo esterni alle mura, erano pienamente integrati nel paesaggio urbano e religioso della Repubblica romana.
La presenza di un santuario dedicato a Ercole rafforza l’idea di una rete di luoghi sacri lungo gli assi viari più importanti, frequentati da viaggiatori, mercanti e comunità locali. Allo stesso tempo, le tombe aristocratiche testimoniano l’esistenza di gruppi sociali influenti che controllavano e abitavano il territorio.
Dal punto di vista della tutela, la scoperta sottolinea il valore dell’archeologia preventiva come strumento essenziale per conciliare sviluppo urbano e salvaguardia del patrimonio. Al termine degli scavi, è previsto uno studio approfondito per valorizzare l’area e restituire alla collettività un tassello fondamentale della storia di Roma, dimostrando come anche le periferie moderne possano custodire memorie millenarie ancora tutte da raccontare.