Ronaldo, compleanno nella bufera: retromarcia parziale con l’Al Nassr, cosa rischia. E spunta il River Plate

  • Postato il 5 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Ribelle, ambizioso, fenomenale. Cristiano Ronaldo si regala un compleanno decisamente particolare, nel segno di una protesta che ha scatenato il putiferio in Arabia Saudita. A 41 anni, il portoghese è sempre sulla cresta dell’onda. Tornerà a giocare con l’Al Nassr? Mentre si susseguono le voci sul suo futuro, continuano a spuntare pretendenti.

Cristiano Ronaldo, compleanno nella bufera

Il 5 febbraio è il compleanno delle stelle. Cristiano Ronaldo spegne 41 candeline, ma è anche il giorno in cui festeggiano Neymar, a caccia di un posto nel Brasile di Ancelotti che affronterà il Mondiale, l’ex Juventus Carlos Tevez e il mito del calcio romeno Gheorghe Hagi.

Quanto ha voglia di festeggiare la stella portoghese? Nei giorni scorsi la clamorosa ribellione dell’attaccante ha avuto eco mondiale. Già, contrariato dal passaggio di Benzema al Al Hilal di Simone Inzaghi, ha accusato la Federazione di favorire l’altro club di Riad: così ha deciso di incrociare le braccia e saltare l’ultima sfida di Saudi Pro League che il suo Al Nassr – in piena corsa per il titolo – ha vinto a fatica contro l’Al-Riyadh.

CR7 al bivio, retromarcia parziale con l’Al Nassr

Ieri l’ex Juventus, Real Madrid e Manchester United ha postato uno scatto durante l’allenamento con la sua squadra. Ciò significa che è tornato a lavorare agli ordini di Jorge Jesus, tuttavia – come scrivono in Arabia Saudita – Ronaldo non ha ancora comunicato all’allenatore e al club se ha intenzione di scendere in campo nella prossima sfida di campionato, in programma domani (venerdì 6 febbraio), contro l’Al Ittihad.

A questo punto il lusitano è a un bivio: lasciarsi tutto alle spalle – peraltro, ironia del destino, proprio contro l’ex squadra di Benzema, oppure continuare la protesta. Con tutti i rischi che ne conseguono.

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Che cosa rischia se non dovesse giocare

Difficile che CR7 possa protrarre la sua battaglia. Ha troppo da perdere il cinque volte Pallone d’oro, per non cambiare idea. Innanzitutto, il Mondiale. L’ultimo di una carriera stratosferica. Per arrivarci al top Cristiano ha bisogno di giocare. Mancano solo quattro mesi e non può correre il pericolo di compromettere l’ultima last dance iridata.

Poi, l’obiettivo dei 1000 gol in carriera. Giunto a quota 962 sigilli, la meta è davvero vicina. Ambizioso com’è, inoltre, proverà a fare di tutto per vincere quel titolo arabo che finora gli è sempre sfuggito. In più, è in corsa per aggiudicarsi la classifica dei bomber. Quattro ragioni ppiù che valide per riprendere a giocare.

Il River Plate ci riprova: l’iniziativa virale

Lo scorso giugno l’allenatore del River Plate, Marcelo Gallardo, era uscito allo scoperto confessando di aver contattato Ronaldo con la speranza di convincerlo a unirsi ai Millonarios per la prima edizione del Mondiale per Club andata in scena negli Stati Uniti. A distanza di mesi, ci riprovano i tifosi del club di Buenos Aires con l’hashtag #CR7aRiver, diventato subito virale.

Le immagini del lusitano con addosso i leggendari colori rosso e bianco dei 37 volte campioni d’Argentina invadono i social, scatenano sogni e fantasie forse impossibili. Me le vie del mercato – si sa- sono infinite. E se Ronaldo lasciasse davvero l’Arabia Saudita per la patria di Messi? Del resto, si fanno sempre più insistenti le voci di un ritorno di Leo al Newell’s old boy. Dopo le sfide epiche nel Clasico di Spagna, i due potrebbero regalarsi un’ultima battaglia da urlo in Sud America.

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Virgilio.it

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