Sabalenka incalza Tennis Australia: "Non si può giocare a Melbourne senza un tetto, il caldo ci opprime"
- Postato il 23 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Per una che viene dal freddo dell’Est Europa, il caldo “quasi” anomalo di questi giorni a Melbourne comporta un adattamento mica da ridere. Anche se Aryna Sabalenka è preparata a queste e anche a ben altre temperature: la numero uno del mondo sa che il caldo estremo è ormai divenuto un fattore nella terra di Down Under, ma non per questo s’è sottratta a qualche critica tutt’altro che velata nei confronti degli organizzatori. Suggerendo peraltro una soluzione che da queste parti (cioè in Australia) in molti cominciano a ritenere più che sensata.
- L'accusa di Aryna: "Assurdo che qui non ci sia il tetto retrattile"
- Melbourne resta l'unica arena slam completamente outdoor
- In Australia anche il ciclismo si piega al caldo
L’accusa di Aryna: “Assurdo che qui non ci sia il tetto retrattile”
E dire che Sabalenka ha dovuto affrontare Potapova in condizioni non così estreme, con temperature che hanno comunque superato i 30 gradi. E pertanto ha rivolto un invito agli organizzatore del primo slam (quindi a Tennis Australia): “Credo che qui a Melbourne siano ormai maturi i tempi per poter pensare di disporre di una copertura sugli impianti da gioco, e naturalmente parlo di quelli principali”, ha spiegato in conferenza stampa.
“Credo che esista anche un regolamento legato alla temperatura massima che può essere percepita durante un incontro, ma ad ogni modo credo che ormai certi stadi a livello mondiale non possano più prescindere dalla presenza di un tetto. Lo dico perché non amo giocare in condizioni estreme, dal momento che a soffrirne sarebbe soprattutto il corpo di ciascun atleta”.
Da poche settimane è entrata in vigore una nuova regola che calcola la scala WBG, cioè un indice di stress termico che combina temperatura, umidità e radiazioni dei raggi solari, che nel caso sia superiore ai 32.2 gradi per oltre 15 minuti comporta la sospensione automatica dell’incontro, che può riprendere soltanto una volta che l’indice viene stabilizzato per almeno 20 minuti sotto i 30.5 gradi. Ma la sospensione scatta anche nel caso in cui la superficie del campo faccia registrare una temperatura pari o superiore a 45 gradi centigradi.
Melbourne resta l’unica arena slam completamente outdoor
Sabalenka ha spiegato che il problema delle temperature non è soltanto legato alla fatica che accumula il corpo, ma anche ad altri aspetti collaterali. “Intanto più la temperatura è calda e più c’è necessità di regolare la tensione delle corde. Ma ad ogni cambia anche il modo di approcciare a un incontro: se fa caldo da subito, chiunque preferisce evitare di disperdere troppe energie, temendo di dover restare in campo a lungo.
È evidente come l’aspetto meteorologico stia diventando una costante nel nostro universo tennistico e mi sento di dire che qui in Australia viviamo un po’ sulle montagne russe, e chi si adatta meglio alla fine risulterà vincitore da una sfida che col tennis ha poco a che vedere”.
Melbourne, dei 4 tornei dello slam, è l’unico a non presentare un tetto retrattile sul campo centrale (la Rod Laver Arena). Ma di questo passo è probabile che non tarderà molto prima che deciderà di uniformarsi agli altri slam, che invero il tetto l’hanno messo per il pericolo di partite spezzettate dalla pioggia, variabile che in Australia ormai non si verifica da tanto tempo (salvo rare eccezioni).
In Australia anche il ciclismo si piega al caldo
Proprio per via del caldo di questi giorni, con temperature percepite destinate ad avvicinarsi a 40 gradi, la sessione diurna di sabato 24 gennaio verrà anticipata di un’ora, e la cosa interesserà da vicino anche Sinner, Musetti e Darderi, tutti impegnati nelle prime partite della giornata (quando in Italia sarà notte fonda).
Il problema peraltro non è legato soltanto agli Australian Open: il Santos Tour Down Under, gara d’apertura del calendario World Tour di ciclismo, proprio per via delle alte temperature vedrà la tappa regina completamente stravolta, senza cioè il passaggio sulla salita di Willunga Hill che storicamente ha sempre deciso la corsa.
Il motivo, hanno spiegato gli organizzatori, va ricercato proprio nelle temperature elevate che potrebbero dar adito a uno sforzo eccessivo per i corridori, oltre al rischio di incendi per via della presenza del pubblico. Insomma, un global warning nel vero senso della parola: a gennaio in Australia fare sport comincia a diventare un problema, e non soltanto a determinate latitudini.