Sampdoria, domani c’è l’Entella. Gregucci: “Derby importante per il nostro futuro. Dobbiamo cambiare la rotta, non il sistema di gioco”
- Postato il 15 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Domani la Sampdoria riceverà l’Entella per l’anticipo della ventesima giornata. All’andata un brutto K.O. che costò la panchina a Donati, adesso l’occasione di rifarsi e soprattutto di riprendere a vincere dopo il 2-1 incassato ad Avellino. Nessuna questione, tra le quali quelle relative ai moduli, è più importante della forza mentale collettiva per mister Angelo Gregucci.
“L’Entella è un avversario intenso, una squadra che combatte in ogni angolo del campo – commenta in conferenza stampa -. Un avversario che abbiamo analizzato perché l’ultima partita, quella di andata a Chiavari, è stata anche l’inizio della nostra esperienza professionale“.
Dal loro arrivo a Genova, Gregucci-Foti e staff hanno portato 12 punti in più rispetto ai 5 conquistati nella precedente gestione. Tuttavia la situazione di classifica è ancora pericolante con la squadra ancora in zona playout: “Ci aspettiamo una partita molto intensa: derby per loro ma anche derby per noi e, ripeto, al di là del fatto che abbiamo cambiato un po’ l’aritmetica, non basta. Giochiamo davanti al nostro pubblico e non vediamo l’ora di farlo, perché per noi è una partita importante per le sorti del nostro futuro“.
Sulle critiche al gioco, Gregucci risponde: “Con il rispetto che abbiamo per la critica, siamo allineati io, il mio staff, la società e i direttori: l’unica cosa che dobbiamo cambiare è la rotta, non il sistema di gioco. Nei numeri di analisi la partita ad Avellino è stata decorosa, è stata buona, suffragata dai dati, che però non determinano il risultato. Vorrei tirare sempre 22 volte in porta contro 7: si vede che qualcosa abbiamo sbagliato nel particolare. La differenza l’hanno fatta le scelte e le soluzioni negli ultimi 16 metri. Se la logica non fa a cazzotti con la ragione, vorrei sempre avere più possibilità per determinare al meglio il risultato”
“Penso che nessun allenatore sia soddisfatto, perché nel calcio si può e si deve fare sempre meglio – continua -. Poi lavoriamo qui quotidianamente per migliorare non solo le competenze, ma anche la qualità del gioco“.
Con l’arrivo di Martinelli diventa più numeroso il parco portieri. Il tecnico blucerchiato su Ghidotti: “Non deve patire nulla, gode della stima incondizionata da parte di chi lavora qui con lui. Abbiamo un’ulteriore possibilità di scelta, che è un altro portiere, e faremo le valutazioni. Essendo uno staff completo, cercheremo di essere certosini, perché rappresentiamo la Sampdoria e dobbiamo necessariamente fare gli interessi della Sampdoria“.
Gregucci difende la squadra a livello comportamentale: “Non penso ci sia presunzione: questo è un gruppo consapevole di quello che sta vivendo e lo vedo lavorare ogni giorno con grandissima professionalità. L’atteggiamento si può migliorare, lo possono migliorare tutti. Certi comportamenti in campo si migliorano attraverso il lavoro e la predisposizione del professionista a mettersi a disposizione. Questa rosa, sotto questo aspetto, non è mai venuta meno e forse il termine “presunzione” non è quello più corretto“.
Tornando al campo, precisa il suo pensiero: “Cerchiamo un riconoscimento degli atteggiamenti e dei comportamenti della squadra, sia quando ha la palla sia quando non ce l’ha. Sul mercato daranno indicazioni i direttori nelle loro competenze, ma non è un singolo giocatore spostato che fa la differenza. Conta la ricerca dei migliori principi”.
Sull’Entella: “Troveremo un avversario molto impattante, una squadra che corre tanto, e quanto meno dovremo pareggiare questi valori. Poi vedremo se, attraverso la qualità o il lavoro fatto, riusciremo a fare la differenza. A volte basta un’opportunità presa con determinazione: arriva un cross e hai la sensazione che quattro giocatori invadano l’area per essere davvero pericolosi. È una sensazione che stiamo ricercando, perché se arrivi venti volte lì e non riesci a finalizzare, bisogna lavorare“.
“Bisogna lavorare su parametri di base, perché anche l’indice di pericolosità non fa da solo la differenza. La differenza la fa l’atteggiamento con cui entri in area ad attaccare e a “mangiarti” la palla – prosegue -. Il calcio mi ha insegnato questo, così come in fase difensiva: l’uomo che marchi lo devi sentire. Sono comportamenti e tattiche individuali che vanno migliorate, perché se tu offri tre cross e non marchi bene in area, mentre gli avversari ne offrono dieci e sanno marcare, il risultato cambia”.
Infine un’altra sottolineatura all’importanza del lavoro quotidiano per migliorare le proprie prestazioni, come nel caso di Cherubini che ha bisogno di trovare le migliori condizioni: “Noi chiediamo di più a tutti, non solo a Cherubini. Quando parlavo di invertire la rotta e non il sistema di gioco intendevo proprio questo. Il miglioramento di qualsiasi calciatore professionista passa dal lavoro quotidiano: ciò che vale per uno vale per tutti. Per alzare il livello della squadra serve competizione nel campo di allenamento, così da essere più competitivi quando affrontiamo gli avversari in partita”.