San Giovanni, madre Serafino Congi denuncia “ostilità”
- Postato il 24 gennaio 2026
- Sanità: Calabria Alza La Testa
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
San Giovanni, madre Serafino Congi denuncia “ostilità”

A un anno dalla morte di Serafino Congi, l’Asp nega ancora gli atti dell’indagine interna. La madre Rosa Nigro attacca: «Ci negano verità e dignità per non disturbare chi comanda».
SAN GIOVANNI IN FIORE – Prima la morte di Serafino Congi un anno fa, dopo tre ore di attesa di un’ambulanza a San Giovanni in Fiore con un infarto in corso. Poi settimane, mesi, un anno intero di silenzio, di un’Asp che si rifiuta di consegnare alla famiglia gli atti dell’indagine interna avviata subito dopo. Poi le battaglie: quelle della moglie Caterina Perri, culminata con la creazione dell’associazione “Siamo tutti Serafino – nel segno di Antigone” e oggi di Rosa Nigro, la mamma di Serafino che parla pubblicamente per la prima volta denunciando ostilità da parte dell’ex sindaca e oggi consigliera regionale Rosaria Succurro e della sindaca facente funzioni di San Giovanni in Fiore Claudia Loria.
MORTE SERAFINO CONGI, LA DENUNCIA DELLA MADRE E DELL’ASSOCIAZIONE
Un vero e proprio «clima di ostilità istituzionale» denuncia l’associazione, di fronte al dolore di una perdita ancora oggi senza una verità riconosciuta. La signora Nigro ha denunciato di aver ricevuto alcuni messaggi proprio dall’ex sindaca Succurro, che in Consiglio regionale nell’elencare quanto fatto da Occhiuto in sanità ha totalmente omesso la vicenda accaduta nel Comune che ha amministrato. L’accusa a Rosa Nigro è di «prestarsi a strumentalizzazioni politiche».
Stesso vale per Claudia Loria, oggi sindaca facente funzioni a San Giovanni in Fiore, che sul suo profilo istituzionale social quattro giorni fa ha accusato la signora di «essere caricata» da qualcuno.
LE ACCUSE
«C’è qualcuno che la carica, che approfitta del suo enorme dolore? – scrive Loria – Prima che nel 2020 arrivassimo noi, avevamo un ospedale migliore? Il Piano di rientro l’abbiamo deciso noi? Siamo arrivati noi e abbiamo fatto morire reparti e speranze? Non abbiamo mai portato medici e servizi in più? Fino a quando dobbiamo usare la vicenda di Serafino, dico alla politica, come arma elettorale? Non è piuttosto squallido speculare sul dolore di una famiglia?».
LA MADRE DI SERAFINO CONGI: «IL MIO NON È DESIDERIO DI VENDETTA MA DI GIUSTIZIA»
Rosa Nigro, intanto, sta valutando se presentare querela ai carabinieri. «Perdere un figlio è un dolore innaturale – scrive – perderlo per un infarto dopo tre ore di attesa in un Pronto soccorso è un’ingiustizia che lacera l’anima. Serafino, non se ne è andato perché aveva un male incurabile, se n’è andato per un sistema sanitario che non ha saputo proteggerlo. Il mio non è desiderio di vendetta, ma di Giustizia Lo devo a lui, lo devo a tutti voi, affinché nessuna altra mamma debba vivere questo strazio».
«SOLO FREDDEZZA E DISTACCO DALLE ISTITUZIONI»
Ci saremmo aspettati vicinanza dalle istituzioni, in qualunque altro comune, i rappresentanti dei cittadini si sarebbero stretti attorno a quella bara, invece abbiamo trovato freddezza e distacco. Neanche lutto cittadino, come si volesse stendere un velo pietoso sulla vicenda per non disturbare chi comanda, una narrazione falsa, continuano a descrivere una realtà ospedaliera che non esiste, ignorando lo stato di abbandono in cui siamo costretti a curarci, ma la cosa più grave è stata ricevere messaggi minacciosi e subdoli dall’ex sindaca Succurro».
I MESSAGGI “SUBDOLI” DELL’EX SINDACA SUCCURRO
Mi si accusa di prestarmi a strumentalizzazione politica, come se la morte di mio figlio fosse un pretesto e, non la tragedia che ha distrutto la mia vita. Hanno cercato di mettermi a tacere, ma non ci riusciranno. Pensano che il dolore mi renda debole, si sbagliano. Ho anche investito la locale stazione dei carabinieri, riservandomi di sporgere querela. Non permetterò a nessuno di calpestare la memoria di Serafino, per difendere la loro immagine politica. Grazie alla popolazione per l’affetto immenso che ci state dimostrando, la vostra vicinanza è l’unico calore di fronte a tanto gelo istituzionale. Serafino, merita verità, la nostra comunità merita dignità. Nessuno potrà restituirmelo, non ci sarà pace, ma nulla potrà dissuadermi dal pretendere giustizia».
Il Quotidiano del Sud.
San Giovanni, madre Serafino Congi denuncia “ostilità”