Sanac Vado Ligure, ecco le tre manifestazioni di interesse. Sindacati: “No allo spacchettamento”

  • Postato il 15 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Sanac Vado Ligure assemblea fuorri dai cancelli

No allo spacchettamento della Sanac, compreso lo stabilimento di Vado Ligure: è il messaggio forte e chiaro lanciato dalle organizzazioni sindacali di categoria dopo l’apertura delle buste con le tre manifestazione di interesse arrivate per l’acquisizione, dopo una lunga vertenza industriale e diversi bandi andati deserti.

Secondo quanto appreso, i tre soggetti in lizza sono tre reatà italiane del settore, tuttavia solo una sarebbe interessata all’acquisto dei tre siti produttivi: una proposta specifica è arrivata per Vado Ligure e un’altra per Massa Carrara.

Tutte le manifestazioni ricevute sono state giudicate coerenti con i requisiti richiesti. Di conseguenza, è in corso l’invio dell’istanza formale al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per ottenere l’autorizzazione a procedere. Una volta ottenuto il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza, si aprirà la fase di due diligence, che permetterà ai tre partecipanti di approfondire l’analisi dei dati aziendali.

“Restiamo comunuque preoccupati sul rischio di uno spezzatino del gruppo, che sarebbe sbagliato nell’interesse della filiera dell’acciaio e di un suo effettivo rilancio strategico, in primis nelle relazioni industriali con l’ex Ilva di Taranto” affermano ancora le sigle sindacali, che attendono di conoscere nel dettaglio le tre proposte arrivate per il nuovo bando.

“Ci auguriamo che il punto chiave emerso dalla comunicazione ufficiale sulla strategia di vendita sia quello preferenziale all’offerta che prevede l’acquisizione dell’intero complesso aziendale, con l’obiettivo di preservare l’integrità del gruppo e quindi le risorse professionali e i livelli occupazionali” concludono le organizzazioni sindacali, un aspetto sul quale hanno richiesto anche l’intervento della Regione Liguria.

“Una boccata di ossigeno e una speranza per un’azienda che rappresenta un importante punto di riferimento nell’economia del Paese e della Liguria – hanno aggiunto i consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Orlando e Roberto Arboscello -. Ora è importante, però, scongiurare in ogni modo lo spacchettamento: Vado ligure non deve essere estromessa dalla vendita. Il rischio, se questo scenario dovesse configurarsi, sarebbe la perdita dei livelli occupazionali e la capacità di competizione nel settore dell’acciaio”.

“Per questo porteremo il tema all’attenzione del Consiglio e chiederemo alla Giunta regionale di impegnarsi affinché venga scongiurata ogni ipotesi di spezzatino e che l’azienda di Vado sia compresa nell’acquisizione, tutelando così famiglie, lavoratori ed economia” concludono i due esponenti Dem.

Autore
Il Vostro Giornale

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