Sanremo 2026, Sayf manda in tilt la sinistra: "Amo l'Italia. Rispetto Ghali, ma..."
- Postato il 25 febbraio 2026
- Spettacoli
- Di Libero Quotidiano
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Sanremo 2026, Sayf manda in tilt la sinistra: "Amo l'Italia. Rispetto Ghali, ma..."
Esordio col botto per Sayf, uno dei 30 concorrenti in gara a Sanremo 2026. Rapper di 26 anni, il ragazzo autore del brano "Tu mi piaci tanto" è nato a Genova da madre tunisina e padre italiano. E proprio sull'Italia si esprime così: "La amo, nonostante tutto. Siamo un paese incasinato, però rispetto a tanti nel mondo penso che sia veramente il migliore a livello di qualità della vita, di cucina, di cultura. La vedo difficilmente eguagliabile".
Interrogato su un possibile impegno politico sul palco, un po' alla Ghali maniera, Sayf spiega: "Rispetto tantissimo Ghali, lo conosco e gli voglio bene, e rispetto il suo impegno politico e sociale. Detto questo - sono le parole pubblicate dall'Adnkronos -, io non sono qui a fare Ghali 2.0 solo perché sono tunisino e ho i capelli simili. Credo che queste cose vadano fatte perché uno se le sente. Un impegno sociale del genere non è uno slogan, non va preso con leggerezza. Condivido le posizioni che ha preso finora e, se ci sarà una questione su cui sentirò di espormi, lo farò".
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Rispettoso della religione, Sayf tiene però a precisare che il rapporto con la fede "è una cosa molto personale e sono restio a dargli un'etichetta. Essendo cresciuto con mia madre, ci sono pratiche che mi appartengono, come non mangiare il maiale e osservare il Ramadan. Ma ho enorme rispetto per chi si definisce in una religione e non vorrei mancare di rispetto definendomi, perché poi mi sento un peccatore da entrambe le parti". Non è passato inosservato il riferimento, all'interno del suo brano, a Silvio Berlusconi con lo slogan "L'Italia è il paese che amo". "È una frase usata in modo sarcastico - ha spiegato - ma col fatto di essere anche tunisino, per me ha un valore aggiunto". Insomma, Sayf è più che orgoglioso di essere italiano, alla faccia di chi voleva trasformarlo in un "Ghali 2.0".
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