Savona, guasto ai semafori di corso Mazzini. Parodi: “Soluzione tampone trovata. Andranno poi sostituiti”
- Postato il 11 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Venerdì 9 gennaio (intorno alle ore 18) il guasto improvviso degli impianti semaforici negli incroci tra corso Mazzini con via Montenotte e con via Guidobono ha creato diversi disagi, con la Polizia Locale a regolare il traffico fino a mezzanotte e mezza.
Corso Mazzini rimane una delle vie più trafficate, sia a livello pedonale che automobilistico, di Savona con la costante presenza anche di mezzi pesanti che utilizzano il tratto per raggiungere il porto di Savona. Va tenuto in considerazione anche il fatto che adiacente all’impianto semaforico guasto vi è la sede della Croce Bianca di Savona che ha l’uscita delle ambulanze proprio su quel tratto di corso Mazzini.
Venerdì sera, intorno a mezzanotte, è stata installata la segnaletica stradale per segnalare agli automobilisti una situazione di pericolo, e quindi la necessità di percorrere gli incroci con la massima attenzione. Nei tratti interessati ora il limite e di 30 km/h.
“Nella giornata di ieri, sabato 10 gennaio, è stata installata una centralina che ha permesso almeno il funzionamento della luce arancione – spiega l’assessore comunale Lionello Parodi – in questo modo sia pedoni che automobilisti sono perlomeno avvisati del pericolo. C’è un problema di dispersione che non permette il corretto funzionamento del semaforo, i tecnici ci stanno lavorando e speriamo che nel giro di qualche ora tornino a funzionare”.
Questa soluzione resta però un rimedio temporaneo: “Chiaramente andranno poi sostituiti con dei nuovi impianti, come quelli di via Luigi Corsi, che saranno anche dotati di segnalatore acustico- afferma – i soldi per il progetto ci sono e li avevamo già stanziati (un anno fa erano stati stanziati circa 220mila euro per la sostituzione dei 21 impianti semaforici vecchi) . Ora bisognerà solo individuare la ditta appaltatrice dei lavori”.
Ricordiamo che questi impianti hanno circa 30 anni e non risultano conformi (al decreto del Presidente della Repubblica 503/96). Quelli rotti non si riescono a ripristinare perché non si trovano più in commercio i pezzi di ricambio. Sarà quindi necessaria la loro sostituzione.