Savona, in via Piave sono più i negozi chiusi di quelli aperti

  • Postato il 24 gennaio 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 4 Visualizzazioni

Savona. Poche serrande aperte, tante abbassate. Così si presenta in un normale giovedì feriale alle ore 12 via Piave, una delle principali vie del quartiere di Villapiana a Savona. Qualche attività resiste: un bar, una farmacia, un’agenzia immobiliare, un fruttivendolo, un’estetista, un tatuatore, un panificio, un macellaio, una parrucchiera. Ma molti di più, purtroppo, sono i negozi chiusi.

Anche il quartiere più popoloso di Savona, a pochissimi metri dal centro, non sfugge alla desertificazione commerciale: una questione spesso associata alla sicurezza e che, è doveroso evidenziare, non riguarda solo la città della Torretta ma tutti i centri urbani. Ma qui, in via Piave, il fenomeno sembra particolarmente evidente e repentino, dato che la stragrande maggioranza dei negozi chiusi era aperto fino a 2-3 anni fa.

Anche i commercianti savonesi devono fare i conti con l’aumento dei costi di gestione, la concorrenza dell’e-commerce, l’aumento dei prezzi e il conseguente calo dei consumi. Laura Chiara di Ascom Savona evidenzia luci e ombre di questo fenomeno: “Purtroppo sempre di più le attività commerciali si stanno concentrando nel centro città. Le periferie sono meno vissute di un tempo. Questi giorni di saldi ci danno ci fanno pensare che il negozio di vicinato sta riacquisendo il suo ruolo, si sta rivalutando la professionalità di chi trovi in un negozio fisico”.

Quali che siano le ragioni, un quartiere che ha sempre vissuto di commercio di vicinato ora fa i conti con un’altra realtà, che vede le vetrine spente superare quelle illuminate. Mancano ancora i dati del 2025 sul saldo tra chiusure e aperture, ma se alcuni negozi hanno semplicemente cessato l’attività, altri si sono spostati in zone più centrali e non sono stati sostituiti: “Le chiusure sono diverse – sottolinea Chiara -, in alcuni locali partono dopo poco i lavori di ristrutturazione, altri si spostano, c’è movimento e questo ci fa ben sperare. Sicuramente noi come Confcommercio puntiamo molto sulla formazione, una nuova apertura non si può improvvisare ma deve essere ben studiata e affacciarsi su un mercato nuovo”.

Tra le principali difficoltà i prezzi dell’affitto mensile ritenuti troppo alti rispetto agli incassi. Per tentare di contrastare il fenomeno delle serrande abbassate il Comune ha deliberato alcune contromisure: “Noi abbiamo elaborato un pacchetto per la lotta allo sfitto – spiega il vicesindaco Elisa Di Padova – con agevolazioni importanti e interessanti per chi intende aprire, come Tari e tassa sull’insegna azzerate per i primi tre anni. E poche settimane fa abbiamo firmato un protocollo di intesa con tutte le associazioni di categoria per sperimentare, con risorse del Comune, un primo bando per la lotta allo sfitto con incentivi economici per chi apre. Ne valuteremo esiti e ampiezza sia delle aree che delle risorse”.

“Con i Comitati di quartiere stiamo iniziando anche un percorso per capire come promuovere il commercio di vicinato proprio a Villapiana, che ha una funzione di presidio sociale importantissima e dove ancora di più l’idea del ‘compra sotto casa’ ha senso di essere valorizzato e potenziato. Per fortuna ci sono anche realtà che investono sui quartieri e che contrastano questo fenomeno con l’apertura di attività da parte di giovani molto attenti ai target e alle potenzialità delle varie zone. Occorre proseguire con queste agevolazioni introdotte e ideare nuove misure, e abbiamo intenzione di farlo” conclude Di Padova.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti