SC01, questo è il nome della prima vera sportiva elettrica cinese dal gusto italiano
- Postato il 21 gennaio 2026
- Auto Elettriche
- Di Virgilio.it
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La SC01 appartiene a una categoria rara, quella dei progetti folli ma carichi di pathos e inventiva. Quando nel settembre del 2023 venne svelata in Cina, colpì come un pugno sul tavolo: una sportiva elettrica, compatta, leggera, dichiaratamente analogica nell’approccio, proposta a un prezzo che nella Repubblica Popolare equivaleva a meno di 40.000 euro. Una provocazione, prima ancora che un’auto.
Oggi quella provocazione attraversa mezzo mondo e approda in Europa. E lo fa scegliendo l’Italia come luogo di nascita. Non solo metaforico, ma reale: la SC01 destinata al Vecchio Continente sarà prodotta qui, in una serie limitata di 1.000 esemplari. Un migliaio di auto, tutte italiane. Un buon modo per farsi conoscere e apprezzare.
Ultimi test
Chi si aspetta una semplice “europeizzazione” del modello cinese resterà deluso. La parentela stilistica è evidente, sì, ma sotto la pelle la SC01 è un progetto autonomo. Il programma di validazione dei prototipi è partito all’inizio del 2025 e oggi si trova nella sua fase conclusiva. Le immagini dei muletti camuffati, pizzicati durante i collaudi, raccontano un’auto che sta ancora affinando il proprio carattere.
Il principio del progetto resta fedele all’idea originaria: leggerezza prima di tutto. L’azienda promette un peso inferiore ai 1.400 kg, un dato che nel mondo delle elettriche suona quasi sovversivo. E poi le prestazioni: 0-100 km/h in meno di 2,9 secondi. Un tempo che non serve a fare spettacolo, ma a mettere in chiaro le intenzioni. La SC01 non vuole stupire con schermi o assistenti vocali, vuole andare forte.
L’europea più potente della cinese
Nella versione cinese la potenza dichiarata era di 435 CV, ma per l’Europa è lecito aspettarsi qualcosa di più. Quel secondo guadagnato nello scatto da fermo racconta di una messa a punto più aggressiva e, forse, di una cavalleria rivista verso l’alto. I dettagli tecnici, per ora, restano custoditi con una certa gelosia, ma una cosa è certa: la trazione sarà integrale, con una libertà quasi d’altri tempi. Il pilota potrà scegliere manualmente se inviare la potenza solo all’avantreno o al retrotreno. Un dettaglio che dice molto.
Le batterie sono collocate dietro l’abitacolo, per mantenere la seduta il più bassa possibile. Anche qui, la scelta è ideologica prima che tecnica: baricentro basso, posizione di guida da sportiva vera, sensazioni al centro del progetto. Niente comfort o compromessi di alcun tipo. La SC01 sembra parlare a chi sente nostalgia per un certo modo di intendere l’auto, pur confermandosi figlia del presente.
Pronta anche per il motorsport
Interessante anche la destinazione di alcune delle mille unità europee: motorsport. Un’altra parola che, accostata all’elettrico, suona ancora come una promessa da mantenere. Ma l’intenzione c’è, ed è dichiarata. Così come è dichiarato il metodo di assegnazione e acquisto: prima viene fatta una selezione e poi arriva l’invito ufficiale. Non basta avere il portafoglio gonfio, serve rientrare in una lista di eletti. È possibile accedere a una selezione prioritaria tramite il sito ufficiale, ma il messaggio è chiaro: la SC01 non è per tutti, e non vuole esserlo.
Dal punto di vista estetico, la versione europea non sembra discostarsi troppo da quella cinese. Linee tese, proporzioni compatte, un linguaggio formale che guarda più alla pista che al salotto. È un’auto che non cerca consenso immediato, ma rispetto. E forse è proprio questo il suo tratto più italiano. Resta aperta la questione del prezzo. Replicare in Europa l’equivalente dei 40.000 euro cinesi appare improbabile, se non utopico. Ma è una discussione che verrà. Per ora, la SC01 fa una cosa molto più rara: riaccende un’idea. Che anche nell’era elettrica si possa costruire una sportiva autentica, leggera e sincera. E, sorprendentemente, nata in Italia, come da tradizione.