Scritte contro l’educazione sessuo-affettiva e Salis sui muri di alcune scuole genovesi
- Postato il 5 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Sono comparse questa mattina sulle facciate di alcune scuole di Genova scritte no-vax contro l’organizzazione mondiale della sanità, la sindaca di Genova Silvia Salis, le campagne di vaccinazione sui bambini e contro l’educazione sessuo-affettiva.
Le scritte, vergate probabilmente nella notte con spray rosso e accompagnate dai classici simboli no-vax, sono comparse all’ingresso della scuola d’infanzia Firpo, in via Storace, a Sampierdarena, all’ingresso della Monticelli, in via Casata Centurione, al Lagaccio e sulla facciata della media Mazzini, in via Daste, a Sampierdarena.
Sull’episodio indaga la digos della questura di Genova. Le scritte riportano frasi come “Salis nazista“, “L’oms favorisce la pedofilia“, “Salvate i bambini, vaccini = morte” e “Come si fa a insegnare sesso ai bimbi, e voi approva(t)e“.
L’autore – o gli autori – del raid vandalico sembrerebbero avere preso di mira le scuole d’infanzia dove il Comune di Genova ha avviato la sperimentazione sull’attivazione di corsi di educazione sessuo-affettiva dedicati ai più piccoli. E potrebbero, quindi, avere agito presso la Mazzini di via Daste scambiandola con la Maria Mazzini, scuola d’infanzia di Castelletto, una delle quattro scuole dove il progetto viene portato avanti.
Non sembrerebbe essere stata “attaccata”, invece, la scuola d’infanzia Santa Sofia, in via Mascherona, nel centro storico.
Genova è una delle prime città in Italia ad avere dato avvio a percorsi – promossi dallo stesso Comune – di educazione sessuo-affettiva nelle scuole materne. L’iniziativa era stata annunciata a novembre, nella settimana della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dalla sindaca Salis e dall’assessora alla Scuola Rita Bruzzone.
Nelle quattro scuole comunali interessate dal progetto 300 bambini e bambine tra i 3 e i 5 anni sono coinvolti in percorsi basati sul gioco e sulla consapevolezza di sé con la collaborazione dei centri antiviolenza. Il progetto è portato avanti con il coinvolgimento e l’assenso delle famiglie.