Se il problema dell'Ice non è quello che fa ma come esercita la forza

  • Postato il 27 gennaio 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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Se il problema dell'Ice non è quello che fa ma come esercita la forza

Un motivo c’è se l’Ice, l’agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, è stata rinominata la guardia pretoriana di Trump. Cominciamo dai numeri: l’anno scorso, la legge fiscale di Donald Trump (il “Big beautiful bill”) ha reso l’Ice l’agenzia federale di polizia meglio finanziata della storia con un bilancio moltiplicato esponenzialmente a 85 miliardi di dollari, necessari per le nuove assunzioni e le strutture detentive. Quasi 12mila nuovi agenti sono stati assunti in un lasso di tempo talmente breve da non consentire né una formazione adeguata (da venti è passata a otto settimane ed è concentrata su tattiche di arresto, uso delle armi e controllo del perimetro) né un sufficiente controllo della fedina penale dei candidati. La campagna di reclutamento è costata 100 milioni di dollari. Con lo slogan “Defend your homeland”, difendi la tua patria, i nuovi “qualificati patrioti americani” sono stati invogliati con uno stipendio da 50mila dollari l’anno e bonus per ex studenti, una sorta di condono dei debiti universitari. È stato cancellato il requisito di una padronanza minima dello spagnolo, la lingua più diffusa tra i migranti. Con l’obiettivo di effettuare almeno 3mila arresti al giorno e un milione di espulsioni entro l’anno, le reclute si muovono impazzite come le palline di un flipper: indossano abiti borghesi e passamontagna o foulard per nascondersi il volto, più raramente il giubbotto anti-proiettile con la scritta “Police” o “Ice” o “Ero” (è l’anima operativa dell’agenzia che effettua arresti e espulsioni), utilizzano veicoli che non identificano il loro ruolo, non si identificano al momento dell’arresto. Sono stati dotati di equipaggiamento bellico come gli elicotteri Black Hawk. Operano in quartieri densamente popolati, con famiglie, bambini e manifestanti, con spray urticanti, gas lacrimogeni o munizioni al peperoncino (armi non letali ma generatrici di caos).

Soprattutto, operano in un ambiente di ostilità permanente: sono seguiti, filmati, identificati; le loro azioni vengono trasmesse in tempo reale sui social; gruppi di attivisti monitorano ogni movimento e diffondono le loro informazioni personali come intimidazione. La catena di comando, dal neopromosso comandante operativo Greg Bovino alle giustificazioni della Segretaria per la sicurezza interna Kristi Noem fino all’errore di valutazione della Casa Bianca, ha completato il quadro. Braccio operativo interno per il contrasto dei clandestini, con un mandato pieno su tutto il territorio nazionale (può operare nelle città, nei quartieri residenziali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli ospedali) per individuare, arrestare, detenere e deportare cittadini stranieri già presenti negli Stati Uniti, l’Ice non è nuova agli scandali né alla presenza di “estremismo violento interno”, fenomeno denunciato in un rapporto del 2022 del Dipartimento per la sicurezza interna, l’ufficio da cui l’Ice dipende. All’inizio del mese, in Colorado, degli agenti sono stati accusati di aver lasciato un assodi picche, la “carta della morte”, sulle auto delle persone che avevano arrestato nella contea (la pratica di lasciare l’asso di picche come biglietto da visita risale alla guerra del Vietnam: i militari lasciavano la carta sui cadaveri dei Viet Cong). James Joseph Rodden, un procuratore dell’agenzia a Dallas, l’anno scorso è stato collegato a un account sui social media che pubblicava slogan suprematisti bianchi come “L’America è una nazione bianca” e “tutti i neri sono stranieri per il mio popolo”, con qualche elogio a Hitler qua e là. Durante l’ultima campagna di reclutamento sono comparsi slogan come “Riavremo la nostra casa” e “L’America per gli americani”, echi del Ku Klux Klan (tanto che sui social, alcuni membri dei Proud Boys, organizzazione di estrema destra cospirazionista, hanno risposto: “Messaggio ricevuto”).

 

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Ma torniamo ai numeri: sebbene i “criminali violenti” fossero apparentemente il primo obiettivo della campagna anti-clandestini, gli arresti di persone senza precedenti penali sono aumentati fino all’800%. Secondo un’analisi dei decessi condotta dall’emittente Npr, almeno 20 persone sono morte durante la detenzione dell’Ice durante il 2025: il numero più alto dal 2004. Tra le cause delle morti, si legge, tubercolosi, ictus, insufficienza respiratoria e suicidio. Poi sono arrivati i morti per arma da fuoco, Renee Good e Alex Pretti. I numeri deve averli letti anche Donald Trump.

 

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Libero Quotidiano

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