Sede Casapound, Salis: “In quel luogo alza la tensione, da sindaca mi preoccupa”
- Postato il 13 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Nei giorni in cui a Genova arriva il comitato di estrema destra Remigrazione per presentare la sua proposta di legge, e in cui Genova Antifascista si prepara al già annunciato corteo per chiedere la chiusura della sede di Casapound di via Montevideo, anche la sindaca Silvia Salis interviene sul tema dell’ordine pubblico e delle tensioni e dei disagi cui vanno incontro residenti e commercianti della Foce.
“Ci sono dei temi che non possono essere in alcun modo sostenuti o accettati – ha detto la sindaca in relazione alla presenza del Comitato Remigrazione (formato da Casapound, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani) – Non voglio entrare nel particolare del documento remigrazione, ma chiunque abbia avuto modo di leggerlo può capire ciò che ho appena detto. Quello che sottolineo però è che è un livello di tensione che bisogna abbassare in questa città, ma lo si abbassa col dialogo e non con le provocazioni”.
L’ubicazione della sede di Casapound è al centro del dibattito: la sede di via Montevideo è stata regolarmente affittata da un privato ai rappresentanti del movimento politico, ma “non è un elemento dirimente – dice Salis – la pressione che mette in quell’area della città da sindaca mi preoccupa molto. C’è un elemento non solo di opportunità, ma soprattutto di sicurezza e di gestione del quartiere. È chiaro che mettere quella sede in quel luogo di Genova, così legato a fatti che conosciamo bene tutti, è qualcosa che crea tensione e alza lo scontro”.
“Quello che sta succedendo in questa città nell’ultimo periodo merita un’attenzione particolare, lo stiamo facendo con la questura e con la prefettura – ha concluso Salis – In questo momento, in questo Paese, c’è una certa elasticità nel tollerare questo tipo di movimento, che al suo interno ha delle tematiche che per quanto mi riguarda non sono accettabili”.