Segre perfetta su chi strumentalizza Gaza nella Giornata della memoria
- Postato il 28 gennaio 2026
- Di Il Foglio
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Segre perfetta su chi strumentalizza Gaza nella Giornata della memoria
Al direttore - Il nome Donald deriva dal gaelico “Domhnall”, composto da “dumno” (mondo) e “val” (dominio). Significa quindi “dominatore del mondo”. Il cognome Trump deriva invece dall’italiano “Trionfo”, un gioco di carte antenato della briscola, popolare in Emilia già all’inizio del Cinquecento. Infatti, in inglese come sostantivo significa proprio briscola, mentre come verbo significa – in senso figurato – battere o surclassare qualcuno (ma in Gran Bretagna significa anche “aria intestinale”, e viene spesso usato in frasi irripetibili). Nomen omen, dicevano gli antichi latini. Probabilmente il tycoon newyorchese lo sa, e questo spiega la sua mitomania.
Michele Magno
D’altronde, se vogliamo stare su questo piano, caro Magno, non sarò io a dirle come si chiamava il comandante operativo itinerante della Border Patrol, che gestiva la Ice, e che trattava i cittadini americani come se fossero in un mattatoio (Bovino, naturalmente).
Al direttore - Anche il Parlamento francese sta discutendo, su proposta della deputata di Renaissance, Caroline Yadan, una legge sull’antisemitismo, che tra le varie proposte intende mettere al bando la frase “dal fiume al mare, la Palestina sarà libera”. Una frase che, senza dubbio alcuno, prevede e punta alla distruzione totale dello stato di Israele. Ma il giornalista del Monde, Christophe Ayad, da democratico di sinistra qual è, preferisce offrirne diverse interpretazioni: non solo un appello a cancellare Israele e rimpiazzarlo con la Palestina ma anche, bontà sua, il sostegno a uno stato israeliano-palestinese o addirittura una semplice richiesta di liberazione dei territori occupati o di parità di diritti per i cittadini palestinesi d’Israele. Come si dice in francese mandare il cervello all’ammasso? Con i migliori saluti.
Roberto Alatri
Non sono sicuro che cancellare la libertà d’espressione, anche quando essa è violenta, sia una scelta corretta. Sono abbastanza sicuro però di un fatto: chi ha celebrato ieri la Giornata della memoria senza condannare l’antisionismo forse dovrebbe chiedersi se sa davvero cosa vuol dire l’espressione “mai più”. E se vogliamo aggiungere un elemento in più, come al solito, su questo tema è stata perfetta Liliana Segre ieri. “Si può e si deve parlare di Gaza nel Giorno della memoria: si può parlare di Iran, Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa l’umanità, ma non si può usare Gaza contro il Giorno della memoria. Non può succedere”, ha aggiunto, “che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora”. Applausi.
Al direttore - Abbiamo capito: giustamente non sarebbe gradita un’eventuale presenza di agenti Ice alle Olimpiadi invernali. Ma perché nessuno si preoccupa di chi accompagnerà a Cortina la rappresentanza iraniana?
Giuliano Cazzola
Al direttore - Il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, lascia intendere che se fosse stata in vigore la separazione della carriere, probabilmente non sarebbe stato possibile fare luce sulle stragi mafiose del 1993, e se passa il Sì al referendum, argomenta sul Domani, sarà di fatto impossibile conoscere i pezzi di verità ancora mancanti celati dietro all’arresto dei fratelli Graviano e le mattanze mafiose di quegli anni. Secondo il segretario dell’Anm, Rocco Maruotti, invece, con la separazione delle carriere l’Italia avrà un sistema giudiziario ispirato a quello americano, e dunque anche da noi sarà impossibile punire omicidi di stato così come accade a Minneapolis. Infine, per Paolo Bolognesi, presidente onorario dell’associazione “Vittime 2 agosto 1980”, c’è un filo nero che unisce la riforma Nordio alla strage di Bologna, e un nome, quello di Licio Gelli, insieme a un progetto: distruggere la Costituzione. Dal fronte del Sì, avendo voglia di porsi sullo stesso piano, potrebbero replicare che, fosse stata in vigore la separazione delle carriere, avremmo preso il mostro di Firenze, catturato Unabomber, risolto definitivamente il giallo di Garlasco e così via. Meglio evitare, è chiaro. Ma seriamente, quali altri fantasiosi voli pindarici dovremo attenderci da qui al 22 marzo dai sostenitori del No?
Luca Rocca
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