Sei Nazioni, una bella Italia spaventa Dublino: l'Irlanda rimonta nella ripresa e vince 20-13

  • Postato il 14 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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È il sabato dei rimpianti, e alzi la mano chi avrebbe davvero creduto che l’Italia avrebbe fatto sudare l’Irlanda fino all’83’. Con l’Aviva Stadium che ha trattenuto il fiato sull’ultima azione della partita, con gli azzurri intenti a premere sull’acceleratore per cercare un pareggio che per quanto visto non avrebbero affatto demeritato. Dublino però si rivela una volta di più amara: vincono i padroni di casa per 20-13, bravi a rimontare il 10-5 col quale s’era chiusa la prima frazione, ma bravi soprattutto a limitare quelle sbavature che a certi livelli, specialmente in un contesto tanto eccelso, fanno tutta la differenza di questo mondo.

L’Irlanda se l’è vista brutta: l’in avanti che ha deciso il match

All’Italia, oltre all’onore delle armi, va dato atto di aver impresso una volta di più il proprio marchio sulla partita, il che rende ormai piuttosto evidente un dato: Quesada ha cambiato in meglio la mentalità del XV azzurro, che ormai può stabilmente considerarsi al livello delle Tier 1 del vecchio continente.

E certo qualche ora di sonno nei prossimi giorni Lamaro e compagni finiranno per perderla, ripensando alle opportunità avute per fare il colpaccio in casa degli irlandesi. Che a metà del secondo tempo hanno rischiato anche di affondare quando Menoncello ha trovato una breccia nella difesa avversaria, vedendo sopraggiunge con la coda dell’occhio Lynagh sul fronte destro dell’attacco e cercando di lanciarlo verso la linea di meta. Proposito riuscito alla perfezione, ma con un (piccolo) difetto: il passaggio in avanti pizzicato dal TMO, e tale da vanificare la marcatura italiana (si sarebbe andati sul 15-10, con la possibilità per Garbisi di piazzare per altri due punti).

Nell’azione successiva, puntualmente l’Irlanda ha sfruttato il regalo ed è passata all’incasso, trovando la meta con la quale ha spezzato definitivamente l’equilibrio della contesa a proprio favore. Dettagli si, ma decisivi come non mai.

Avvio di resistenza, poi Nicotera e Garbisi illudono gli azzurri

L’Italia all’Aviva se l’è giocata a viso aperto, superando l’iniziale fase di spinta dei padroni di casa, che hanno cercato subito di imprimere al match un ritmo serrato. Il giallo rimediato da Lynagh dopo 9’ (in avanti volontario) obbliga gli azzurri a tenere botta in condizioni di estrema difficoltà, con Lowe rispedito una prima volta indietro a 5 metri dalla linea di meta e con Osborne che alla fine il varco per i primi 5 punti di giornata lo trova al 15’ (grave errore di Prendergast nella conversione, e non sarà il solo).

La seconda metà del primo tempo però è decisamente più a tinte azzurre, con Garbisi che dalla piazzola accorcia quando ancora Lynagh è seduto a bordocampo, in attesa di fare ritorno sul rettangolo verde. L’inerzia rimane dalla parte degli uomini di Quesada che a loro volta beneficiano della superiorità numerica (placcaggio alto di Casey su Lorenzo Cannone), trovando con Nicotera il modo per ribaltare il punteggio e chiudere la prima frazione sul 10-5 (e anzi ci sarebbe anche spazio per una seconda meta, ma l’ultimo drive non va a buon fine e l’Italia sembra accontentarsi). In mischia non c’è partita e le sensazioni sono tutte tendenti all’ottimismo.

La reazione irlandese e il finale tutto cuore (che non basta)

La reazione irlandese nella ripresa però è veemente: Conan ristabilisce la parità dopo appena 3’ (altro errore di Prendergast che manca i due punti aggiuntivi), poi però l’Italia riprende a giocare e solo l’in avanti di Menoncello impedisce agli azzurri di allungare nuovamente. I cambi di Andy Farrell, come previsto, cambiano la storia del match: Gibson-Park alza i giri del motore quando c’è da far uscire l’ovale dai punti d’incontro e puntualmente la meta di Balouncone (eletto Player of the Match) fa scappare via i padroni di casa, con Crowley che capitalizza dalla piazzola bissando il tutto con la punizione che vale il +10 con poco più di un quarto d’ora da giocare.

Anche Garbisi poco dopo piazza per riportare l’Italia sotto il break, e nei 10’ finali sono i cambi italiani a dare la sensazione che la partita possa tornare dalla loro parte: gli ultimi 3’ più recupero l’Irlanda li passa nei propri 22, ma un in avanti di Menoncello prima e un’azione insistita con più di 20 fasi (e qualche situazione al limite tollerata dall’arbitra Hollie Davindson, prima donna a dirigere un match di Sei Nazioni maschile) non producono gli effetti desiderati. Ioane si fa intercettare l’ultimo ovale e Dublino respira: piccoli dettagli, ma pur sempre decisivi.

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Virgilio.it

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