Serie A, tutti gli acquisti flop del mercato estivo: da Lucca a Ferguson, passando per Nkunku e Luis Henrique
- Postato il 30 dicembre 2025
- Di Virgilio.it
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Il tempo delle riflessioni è finito anche per i top club di Serie A. All’alba del mercato di gennaio, appare legittimo tracciare un bilancio delle prestazioni messe a referto dagli acquisti estivi accompagnati da maggiori aspettative ed investimenti. In tanti hanno deluso i rispettivi allenatori: da Lucca a Ferguson, eterni incompiuti di Napoli e Roma, passando per il tandem bianconero David-Openda, fino ad arrivare a Nkunku ed Estupinan del Milan, senza dimenticare Luis Henrique dell’Inter. E ora, occhio alle possibili sorprese nel corso della sessione di riparazione.
- Serie A, quanti acquisti flop: Napoli e Roma deluse da Lucca e Ferguson
- Juve, David e Openda bocciati: i tifosi si aggrappano a Zhegrova
- Milan, mercato bocciato: da Nkunku a Estupinan. Inter, riflessioni su Luis Henrique
Serie A, quanti acquisti flop: Napoli e Roma deluse da Lucca e Ferguson
Su tutti, a pagare “il grande salto” sono stati Lorenzo Lucca ed Evan Ferguson, seppur per motivi differenti. Il centravanti arrivato dall’Udinese, pagato circa 35 milioni di euro dal Napoli e già nel giro della Nazionale, era stato preso dal duo Conte-Manna per crescere alle spalle di un Lukaku che si è fermato prematuramente nel ritiro estivo. Da lì, la necessità del club partenopeo di correre ai ripari e di puntare su un profilo come Rasmus Hojlund, acquistato dal Manchester United per sopperire alla pesante assenza del belga. Nei fatti e nelle parole, un attestato di sfiducia nei confronti del Lucca del presente.
Il ragazzo classe 2000, però, c’ha messo del suo. Se è vero, da una parte, che il Napoli è stato costretto a cambiare modo di giocare per ovviare all’emergenza infortuni, dall’altra, è evidente che l’attaccante originario di Moncalieri non è riuscito ad adeguarsi alle richieste tecnico-tattiche di Conte e alle caratteristiche dei compagni di reparto. Il calcio, del resto, è un mondo che non aspetta, soprattutto quando militi in una squadra chiamata a giocare ogni tre giorni e con uno scudetto da difendere. Pressioni e aspettative, troppe per il Lucca di oggi, catapultato in un palcoscenico internazionale mai calcato finora. E l’espulsione di Eindhoven non ha certo rappresentato un bel biglietto da visita. Il futuro, adesso, appare meno azzurro, con un’ipotesi prestito sempre più concreta.
Pochi sussulti anche per Evan Ferguson, attaccante che ha scelto di sposare il progetto tecnico della Roma di Gasperini, dopo essersi messo in mostra con la maglia del Brighton in Premier League. Arrivato in Italia per essere il centravanti titolare nel 3-4-2-1 dell’ex allenatore della Dea, si è di fatto fermato ai buoni propositi delle amichevoli estive. “Una povera illusione” direbbe Anna Oxa.
Da quando è approdato in giallorosso, il Gasp ha difficilmente speso parole al miele per il calciatore irlandese, “reo” di essere ancora molto acerbo e di non interpretare allenamenti e partite sempre con il medesimo atteggiamento. A lui, così come all’evanescente Dovbyk, gli è stato spesso preferito un “falso 9” alla Dybala o, addirittura, Baldanzi, finito persino fuori lista Uefa. Mancanza di fiducia accompagnata da interviste e conferenze stampa che hanno rincarato la dose, piuttosto che fungere da stimolo per il 21enne.
I margini di miglioramento ci sono, così come la voglia di emergere e di incidere, in un calcio ancora troppo lontano dalle sue abitudini e dalle sue caratteristiche. Da un gioco esigente quale quello del Gasp, che non concede né tempo né fermate. O ti esalta o ti abbatte. Sullo sfondo, un potenziale investimento da 40 milioni di euro della Roma: Ferguson, infatti, è stato prelevato dal Brighton con la formula del prestito oneroso (circa 3 milioni di euro) con diritto di riscatto fissato a 37 milioni.
Una seconda chance: il club dei Friedkin, al di là del gol realizzato contro il Genoa di De Rossi, sembra voler dare un’altra possibilità al giocatore, almeno fino a giugno. Poi, ci sarà tempo per le valutazioni del caso. A confermarlo è il fatto che il ds Massara stia cercando di piazzare innanzitutto Artem Dovbyk, che piace all’estero ma preferirebbe rimanere in Italia. Un’eventuale cessione dell’ucraino consentirebbe alla Roma di aggiungere al reparto un elemento offensivo con caratteristiche differenti: in tal senso, Joshua Zirkzee del Manchester United (ex Bologna) è il nome in cima al taccuino di Gasperini. Qualora dovesse andare in porto l’operazione, anche Ferguson perderebbe inevitabilmente posizioni nelle gerarchie.
Juve, David e Openda bocciati: i tifosi si aggrappano a Zhegrova
Non mancano i problemi in casa Juventus. Una volta salutato Igor Tudor, Luciano Spalletti ha dovuto rimettere insieme i cocci di un vaso rotto già in estate da un mercato solo apparentemente sontuoso. E si sa, spesso l’apparenza inganna. È stato così, finora, per Jonathan David e Lois Openda, scelti per guidare l’attacco bianconero e sopperire all’imminente partenza di Dusan Vlahovic, poi preferito ai due neo arrivati nonostante la sua situazione contrattuale.
Due calciatori ibridi, difficili da inserire nello scacchiere tattico di Tudor, prima, e di Spalletti, poi. Il lampo di David all’esordio ha illuso gran parte del popolo juventino, che ha visto lanciare timidi segnali al solo Openda nel rush finale dell’anno solare. Nonostante ciò, Comolli non ha intenzione di privarsene, almeno fino alla prossima estate. In questo senso, il possibile passaggio al 4-2-3-1 di matrice “spallettiana” potrebbe favorire maggiori rotazioni in avanti e un nuovo coinvolgimento degli acquisti estivi.
Openda, peraltro, sembra nascondere ampi margini di miglioramento, con l’ex allenatore del Napoli che sta provando ad esaltarne le capacità schierandolo nel ruolo di prima punta, con Conceiçao e Yildiz a supporto. Un attacco mobile, dinamico, capace di non dare particolari punti di riferimento. David, invece, è uno a cui piace legare il gioco, per poi attaccare la profondità. Ma ad oggi non si vedono tracce del goleador che aveva infranto record con i colori del Lille.
I tifosi hanno perso la pazienza, sui social e allo stadio. Si aggrappano al loro numero 10 e alla freschezza portata da Edon Zhegrova, una luce in fondo al tunnel degli acquisti estivi della Vecchia Signora. Condizioni fisiche ancora precarie e una fase difensiva di fatto inesistente, elementi che costringono Spalletti a centellinare il funambolo kosovaro nel calcio moderno. Ma uno così, spacca sempre in due la partita. Pisa ne è stata l’ennesima prova.
Milan, mercato bocciato: da Nkunku a Estupinan. Inter, riflessioni su Luis Henrique
La Milano che piange, nonostante un’ottima classifica e la delusione incassata in Supercoppa. Milan e Inter avanti per inerzia, grazie alle certezze del passato e agli input trasmessi da allenatori del calibro di Massimiliano Allegri e Cristian Chivu. Il mercato, però, non sta dando i risultati sperati. O almeno, non del tutto. Gli unici “nuovi” a brillare, sponda rossonera, sono stati Luka Modric e Adrien Rabiot, calciatori che non hanno certo bisogno di presentazioni, nonché autentici fari dell’undici milanista.
Ha deluso, e tanto, Christopher Nkunku, protagonista soltanto nell’ultima uscita contro il Verona in campionato. Una doppietta non fa primavera. Aspettative altissime per un calciatore valutato circa 40 milioni di euro dal Chelsea, che aveva impressionato l’Europa con la maglia del Lipsia, prima di spegnersi gradualmente in Premier League. Non particolarmente aiutato dai cambiamenti tattici operati in corso d’opera da Allegri, ma i risultati dicono che la solidità di una squadra supera sempre l’inadeguatezza di un singolo in un determinato momento della stagione. Con l’ultima prestazione ha preso tempo, ma se il Milan ha già messo mano all’attacco un motivo ci sarà. E non è il solo infortunio di Gimenez (altro acquisto flop dello scorso anno).
In difesa, non hanno convinto De Winter ed Estupinan: il primo, preso quasi in extremis per puntellare un’inaspettata difesa a tre, è sempre stato superato dall’esperienza e dall’affidabilità del trio Tomori-Gabbia-Pavlovic. Troppo timido anche quando è stato chiamato in causa, pur essendo stato lanciato da Allegri ai tempi della Juventus. Per l’esterno mancino ecuadoriano, invece, si tratta di un’evidente bocciatura: tanti errori tecnici e di natura difensiva, che lo hanno spinto addirittura alle spalle del giovane Bartesaghi, cresciuto con il passare delle settimane. Riflessioni anche sul suo futuro.
In mediana, Modric e Rabiot hanno oscurato gli acquisti di Ricci e Jashari: l’ex Torino ha pagato a caro prezzo la presenza del fuoriclasse croato, nonostante qualche buona apparizione autunnale, mentre lo svizzero è rimasto ai box per circa tre mesi per la frattura composta del perone destro. Sfortunato sì, ma ancora troppo indietro rispetto ai suoi compagni. Nel gioco delle rotazioni, non aiuta il fatto che il Milan giochi solo una competizione quest’anno. In futuro, chissà.
E l’Inter? Anche qui, non mancano i punti interrogativi. Sulle corsie esterne, Chivu non ha gradito particolarmente l’inserimento di Luis Henrique, acquistato nel ruolo di vice Dumfries e mai realmente protagonista dopo il grave infortunio dell’olandese. Piuttosto, Carlos Augusto a piede invertito o un Diouf adattato, apparso in crescita nell’ultimo periodo. Bene Sucic in avvio, prima di una fisiologica flessione alle spalle di Barella e di un ritrovato Zielinski. In attacco, alti e bassi per Bonny, che ha comunque dimostrato di poter stare a questi livelli nelle settimane che hanno visto fermo ai box Thuram.