Serie B, le rivoluzioni di gennaio: Bari ritorno al futuro, Padova di nuovo italiano, rebus Juve Stabia

  • Postato il 20 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Il giro di boa della Serie B 2025-2026 non è soltanto una questione di campo, mercato o classifica. Mentre la stagione imbocca il girone di ritorno, tre piazze storiche si trovano sospese tra ambizioni tecniche e profonde trasformazioni societarie.

Dalla Puglia al Veneto, passando per la Campania, il volto del campionato sta cambiando: se il Bari lotta per raddrizzare un’annata nata sotto cattivi auspici, il Padova ritrova il legame con le proprie radici e la Juve Stabia tenta di isolare la squadra da complesse vicende amministrative.

Terremoto a Bari: fallisce il progetto Vivarini, torna la “garanzia” Moreno Longo

Il San Nicola è ormai una polveriera pronta a esplodere. La sconfitta casalinga contro la Juve Stabia di sabato 17 gennaio ha segnato il punto di non ritorno per la gestione tecnica di Vincenzo Vivarini, certificando il fallimento di un esperimento mai decollato.

Chiamato a fine novembre 2025 per risollevare le sorti di un Bari già in evidente affanno, il tecnico abruzzese non è mai riuscito a trasmettere un’identità precisa a una squadra apparsa fragile, contratta e priva del necessario mordente agonistico.

Il bilancio, del resto, parla chiaro: appena 4 punti raccolti in 8 partite, un ruolino di marcia deficitario che ha reso l’esonero una scelta inevitabile e non più rimandabile per la proprietà De Laurentiis.

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Ma il ribaltone non si esaurisce in panchina, ma travolge l’intero assetto societario. In un clima di forte contestazione, il club pugliese ha deciso di sollevare dall’incarico anche il Direttore Sportivo Giuseppe Magalini. Una rottura netta e definitiva con le strategie degli ultimi diciotto mesi.

Al suo posto, emerge con pieni poteri la figura carismatica di Valerio Di Cesare. L’ex capitano, già integrato nei quadri dirigenziali, assume ora la responsabilità totale dell’area tecnica. Una mossa di certo identitaria prima che tecnica fatta allo scopo di ricucire il profondo strappo con la piazza e a ritrovare quello spirito battagliero che sembrava smarrito nei meandri della crisi.

Per la guida della squadra, De Laurentiis ha scelto la strada del cavallo di ritorno, dell’usato sicuro. Parliamo, ovviamente, di Moreno Longo che riprende il suo posto. Ancora sotto contratto dopo il precedente esonero. Longo che di fatto torna in pista con l’etichetta di uomo della provvidenza.

Un tecnico che conosce a fondo l’organico e che ha già dimostrato di saper navigare con fermezza nelle acque agitate della Serie B.

La sfida che lo attende è titanica. Con il Bari confinato nei bassifondi della classifica, Longo dovrà operare una profonda ricostruzione psicologica prima ancora che tattica. Sarà fondamentale, in tal senso, il supporto del calciomercato invernale con Di Cesare, che in parallelo, dovrà intervenire con decisione per colmare quelle lacune strutturali apparse ormai evidenti a tutti.

Padova: l’era Banzato e il ritorno alle radici

Il 19 gennaio 2026 sarà ricordato dalla stragrande maggioranza della tifoseria Biancoscudata come il giorno della “Liberazione” sportiva. Con la firma sui contratti, infatti, si è conclusa ufficialmente la presidenza di Joseph Oughourlian. Una stagione iniziata nel maggio del 2023.

L’ex patron del Padova ha ceduto il 68,25% delle quote del club, la parte in suo possesso, per una cifra stimata intorno ai 2,5 milioni di euro. Questo passaggio di consegne riporta il Padova in mani interamente italiane, per la precisione localissime, quelle del patavino doc, classe 1962 Alessandro Banzato.

Il nome di Banzato a Padova non ha bisogno di presentazioni. Rappresenta il volto dell’eccellenza industriale veneta come guida di Acciaierie Venete S.p.A., un colosso siderurgico che coniuga radici territoriali e ambizioni europee. Già protagonista dello sport cittadino, l’imprenditore veneto porta nel club la sua visione fondata su stabilità e crescita sostenibile.

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La continuità operativa con la gestione della stagione in corso è garantita da Francesco Peghin, che resta nel ruolo di presidente, ma verrà affiancato da Giovanni Banzato, figlio di Alessandro, che assume la vicepresidenza. La testimonianza certa di un impegno industriale e familiare a lungo termine.

Questo nuovo capitolo del Calcio locale, richiede, però, un importante sacrificio sentimentale per lo sport padovano. Per abbracciare il progetto biancoscudato, la famiglia Banzato ha dovuto ufficializzare il proprio progressivo disimpegno dal Petrarca Rugby. Società che ha guidato fino allo storico scudetto del 2024.

Banzato garantirà comunque un importante supporto economico come sponsor durante la fase di transizione. L’addio alla presidenza del Petrarca Padova segna la fine di un ciclo vincente nel rugby per dare vita a una nuova sfida con il pallone rotondo.

L’obiettivo dichiarato è davvero ambizioso, consolidare la Serie B dopo la recente promozione del giugno 2025 e costruire, mattone dopo mattone, le basi per il ritorno in Serie A. Categoria dove il Padova ha militato per 27 stagioni (16 nella Serie A a girone unico) e da dove manca dal lontano 1996.

Juve Stabia: il miracolo di Abate contro le turbolenze amministrative

Se in campo la Juve Stabia è la vera sorpresa del campionato, capace di espugnare il San Nicola e issarsi nelle zone nobili della classifica, dietro le quinte la situazione resta complessa. Dal 21 ottobre 2025, infatti, il club è retto dagli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara.

La novità più rilevante di questa gestione è che la società è diventata interamente “americana”. Brera Holdings (tramite Solmate) ha infatti acquisito il restante 48% delle quote che appartenevano allo storico presidente Andrea Langella, diventando socio unico del club.

Questa operazione è stata accompagnata da un corposo aumento di capitale (circa 5 milioni di euro) volto a ripianare le perdite e garantire la solidità finanziaria necessaria per assolvere agli impegni federali e pagare gli stipendi.

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Ma le ombre restano. Gli amministratori Scarpa e Ferrara hanno dovuto recentemente gestire una richiesta di chiarimenti dal Comune di Castellammare e dal Tribunale Misure di Prevenzione in merito alla gestione dello Stadio “Romeo Menti”.

Al centro dell’indagine, un evento privato svoltosi nell’impianto il 9 febbraio 2025 in occasione della partita Juve Stabia-Bari. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti (e confermato dalle note del Questore di Napoli), lo stadio sarebbe stato utilizzato per un evento privato non autorizzato riconducibile a esponenti di spicco della tifoseria organizzata

Gli attuali amministratori hanno ufficialmente dichiarato la propria totale estraneità ai fatti, sottolineando come la loro gestione sia iniziata mesi dopo e promettendo massima collaborazione per fare luce su vicende che riguardano la precedente amministrazione legale.

Nonostante questo clima di incertezza burocratica, la squadra di Ignazio Abate continua a correre, blindando i propri gioielli, a partire dal centrocampista Leone, e dimostrando che, almeno per ora, le vicende extra-campo non intaccano il rendimento sportivo.

Autore
Virgilio.it

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