Serie D, Vado. Mancuso: “Basta dire che non c’è progetto e non è un all-in”
- Postato il 25 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Come va direttore? “Beh diciamo che dobbiamo sempre vincere. Noi e il Ligorna stiamo facendo qualcosa di eccezionale e pertanto si rimane delusi anche dopo un pareggio contro il Sestri Levante. Stiamo disputando un campionato folle”. Esordisce così il ds Paolo Mancuso.
Il Vado è a -1 dalla capolista Ligorna, in un susseguirsi di sorpassi e controsorpassi che sta appassionando tutta la regione. Il 15 marzo lo scontro diretto al Chittolina, ma prima i rossoblù avranno l’insidiosa trasferta di Varese.
Partiamo diretti. Il Chittolina non è mai pieno, annosa questione, ma le critiche appena perdete la vetta arrivano: il Vado non ha un progetto, con tutto quello che spende eccetera…
Osservo questa cosa e prima mi arrabbiavo. Sento dire che il Vado non ha mai avuto un progetto. Ma senza una progettazione non si potrebbe lottare come stiamo facendo per andare in Serie C. A Vado non si buttano via i soldi come qualcuno dice. Non siamo criticabili. Il Ligorna sta facendo qualcosa di ancor più eccezionale e quindi il campionato è in bilico. Altrove avremmo 8/9 punti di vantaggio sulla seconda. E se non avessimo perso per infortunio giocatori come Bussaglia e Vita avremmo qualche punto in più senza nulla togliere agli altri. Insieme a Pisanu, Bellocci e Bondioli sono ragazzi dello scorso anno, un’ossatura che ha aiutato il percorso di quest’anno.
Ma è un all-in quello che state facendo?
No, anche questo voglio ribadirlo. Se quest’anno il Vado è forte 10, l’anno prossima sarà forte 11 anche se non è facilissimo (ride ndr). La base di quest’anno ci renderà più forti l’anno prossimo. Quando si ha un’ossatura forte è più facile costruire una squadra competitiva.
In tanti ora dicono che il Ligorna è la favorita: spensieratezza, meno pressione… Come la vede?
Comprendo questo punto di vista. La vittoria contro di noi all’andata ha dato loro uno slancio incredibile. Con i loro numeri, avrebbero ammazzato chiunque. Ma noi siamo lì a giocarcela. Per certi aspetti, la loro situazione ricorda quella che avevo vissuto a Sestri Levante. Quando ci si ritrova così in alto partendo senza i favori del pronostico qualcosa di magico succede
Dettagli ma importanti quando c’è questo equilibrio. I cambi di allenatore creano scompensi. Come valuta il lavoro di Sesia?
Sesia sta facendo benissimo. Basta guardare la media punti comprese anche le partite del girone di andata. Sta tenendo un ritmo altissimo in una fase della stagione ben più complicata rispetto alle prime partite dell’anno. Nel girone di ritorno è un altro campionato con squadre che badano più al sodo e con urgenza di punti.
Che partita è stata col Sestri Levante?
Quando devi vincere per forza e trovi contro di te una squadra spensierata, hai solo da perdere. Non saremo mai una squadra che esprimerà un gioco bellissimo da vedere perché mentalmente abbiamo la pressione del risultato. Come dicevo, anche un pareggio è come una sconfitta. Dovremo vincere partite sporche, con la cattiveria.
Ma il cambio Roselli-Sesia non era avvenuto proprio per giocare meglio?
Sì, ma non era una questione di estetica. Come ho detto non potremo essere sempre belli ma ciò non significa che non si può mettere in mostra il nostro potenziale offensivo facendo pesare la nostra qualità nelle partite. Ed è questa la richiesta che abbiamo fatto a Sesia. Del bel gioco di per sé non ci interessa, ci interessano i risultati. E per ottenerli serve anche una produzione offensiva di un certo tipo fin dai primi minuti. Detto questo, anche Roselli stava facendo risultati importanti.
Ci racconti un po’ mister Marco Sesia visto dall’interno…
Una persona capace, semplice e per nulla presuntuosa. Ci si può parlare di tutto e in qualsiasi momento. Cercavamo uno come lui, una persona con cui io, Luca e Franco Tarabotto ci possiamo confrontare. Senza imporre nulla ovviamente, ma anche noi direttori avevamo bisogno di essere presi in considerazione. Ribadisco che i suoi numeri sono importanti e il giudizio sul suo lavoro non dipenderà dalla vittoria o meno del campionato.
In caso di promozione, il Chittolina sarà pronto?
Come tutte le squadre ai vertici, abbiamo avuto i sopralluoghi di prassi. Ci sono un po’ di lavori da fare. Ma una cosa è certa: non staremo tutto l’anno lontano dal Chittolina. I primi mesi potremmo giocare altrove, ma il desiderio del presidente è vedere il Vado in Serie C al Chittolina
Infine, come a chi deve salvarsi chiediamo un pronostico sulla vittoria finale, vorremmo un parere sulla lotta salvezza?
Mi sorprende vedere la Lavagnese in quella posizione. Una società solida con giocatori forti. Ma ci sono annate in cui gira sempre male. Anche il Celle Varazze ha un buon organico, ma il primo anno è sempre difficile. Se si salvano, l’anno prossimo diranno la loro. Ecco, sono due formazioni che non vorrei beccare ai playout fossi un’avversaria. E speriamo che non si incontrino tra di loro, altrimenti una ligure retrocederebbe di sicuro.
Infine una nota personale. Pane – capitano ai tempi del suo Sestri promosso in Serie C – le ha fatto uno scherzetto mica da poco in rovesciata…
Ho vissuto la partita come tutte le altre. Penso che Pane sia uno dei giocatori più forti della categoria. Certo, un po’ mi è dispiaciuto che abbia fatto quel goal contro di me. Ma quest’anno siamo sfortunati, spesso becchiamo il goal della domenica.
In ogni caso – conclude – , ci tengo a chiudere dicendo che a Vado ho trovato una famiglia di cui mi sento parte. E mi auguro che la stagione finisca bene non tanto per me ma per i Tarabotto.