Settantatreenne di Cremolino trova un buono postale dietro una mattonella di casa dal valore di 220 mila euro
- Postato il 27 agosto 2025
- Alessandria
- Di Quotidiano Piemontese
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CREMOLINO – Il signor Giovanni G., classe 1952, è residente a Cremolino, in provincia di Alessandria, ma è originario di Carro, in provincia di La Spezia. E proprio a Carro, in casa di alcuni avi, Giovanni ritrova ben riposto dietro una mattonella un buono postale fruttifero di 5000 lire emesso nel 1959.
Il titolo è stato stimato da un consulente dell’Associazione GiustItalia, a cui il 73enne si è rivolto, che ha valutato un rimborso, con il favore degli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, dalla data di emissione a quella del ritrovamento, di una cifra pari a 220.300,00 euro.
L’uomo ha conferito mandato ai legali dell’Associazione che si occupa, tra le altre cose, su scala nazionale ed internazionale del rimborso dei buoni postali e dei titoli di Stato, di agire al fine del recupero della somma presso Poste italiane ed il Ministero dell’ Economia e delle Finanze obbligati in solido ad “onorare” tutti i debiti esistenti anche prima dell’avvento della Repubblica Italiana.
Per quanto concerne la presunta prescrizione del diritto al rimborso eccepita da Poste italiane – commentano dall’Associazione – , l’art. 2935 del C.C. statuisce che “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”. Quindi, in questo caso specifico, il giorno di decorrenza della prescrizione che è decennale comincia a decorrere dalla data del ritrovamento del titolo stesso (e diversamente non potrebbe essere, visto che l’ interessato prima di tale data ignoravano l’esistenza del credito).
Solo per offrire qualche dato statistico: In Italia ci sono circa 10 milioni di Titoli di Credito “Antichi” (tra buoni postali, libretti bancari, Bot, ecc. non riscossi ed ancora riscuotibili) e, purtroppo, c’è molta disinformazione anche da parte degli Enti preposti al pagamento, dichiarano da GiustItalia.
Per questo, riportiamo di seguito alcuni consigli che potrebbero essere utili ai risparmiatori:
È possibile ottenere il rimborso di titoli “antichi” quali libretti di risparmio, buoni e titoli di stato in genere?
Sì, è possibile, per il titolare o per i suoi eredi, richiedere il rimborso, maggiorato degli interessi oltre alla rivalutazione monetaria, a condizione che non sia decorso il termine prescrizionale di 10 anni.
Tale termine decorre non necessariamente dalla data di emissione del titolo ma da quando il soggetto titolare è in grado di far valere il proprio diritto.
In particolare, anche se il titolo è stato emesso oltre 10 anni fa, ma il soggetto interessato lo ha “ritrovato” solo recentemente (ovvero negli ultimi 10 anni) può agire per il rimborso dello stesso e la prescrizione inizierà a decorrere dal momento del ritrovamento.
Quanto può valere attualmente un titolo “antico”?
È questa una domanda alla quale non è possibile dare una risposta univoca senza l’ausilio di un consulente contabile esperto che proceda alla valutazione del singolo titolo in relazione all’anno di emissione, al tasso previsto per quel tipo di titolo, al succedersi delle leggi nel tempo, ai periodi di valutazione e svalutazione monetaria, all’introduzione della moneta unica europea ed ad altrettanti ulteriori coefficienti.
In linea di principio, si può avere un’indicazione di massima del valore attuale del proprio titolo considerando il potere di acquisto che aveva la lira all’epoca di emissione del predetto titolo.
In altri termini, sempre in linea generale, il titolare o l’erede avrebbe diritto ad ottenere oggi l’equivalente di quella somma di denaro, tradotta in euro, che all’epoca di emissione del titolo gli avrebbe consentito l’acquisto di un determinato bene.
Per esempio, se negli anni 40 con 1.000 lire si acquistava fondo agricolo, oggi con la somma rivalutata e ricapitalizzata si avrebbe diritto ad ottenere una somma di denaro in euro che consenta l’acquisto di un terreno dello stesso tipo.
Immagine di repertorio
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